La mappa del destino
by Glenn Cooper
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Per gli abitanti di Ruac non è certo la prima volta. Capita che qualche turista si avventuri tra le montagne del Périgord. E che trovi le dieci caverne segrete ricoperte di pitture rupestri. Questa volta, però, non possono liberarsi di Luc Simard con un colpo di fucine, come hanno fatto gli altri. Perché lui ha già avvertito le autorità e sta organizzando una campagna di scavi archeologici. Il mistero della decima stanza sta per essere svelato...

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Bianchi74 Bianchi74 wrote a review
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STE PETSTE PET wrote a review
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GalionsGalions wrote a review
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La passione di Cooper per l'archeologia
Leggendo la biografia di Glenn Cooper si capisce che si tratta del classico uomo che eccelle in tutto ciò in cui si cimenta: laurea in archeologia ad Harvard, dottorato in medicina, sceneggiatore, produttore cinematografico, amministratore delegato in un’azienda biotecnologica e scrittore.
In quest’ultimo ruolo esordire con un successo quale quello ottenuto dalla trilogia aperta con ‘La biblioteca dei morti’ significa doversi ripetere, pena il continuo paragone con il successo iniziale,
Cooper si affida ancora una volta a vicende sviluppate su piani temporali lontani tra loro che si saldano in un finale mozzafiato, ma la formula non è garantita.
Il thriller de ‘La mappa del destino’ regge perfettamente per oltre 300 pagine, dove le trovate originali di Cooper tengono il classico ritmo destinato ad intrappolare il lettore nelle pagine che scorrono inesorabilmente.
Nella regione francese nota per ospitare le celebri grotte di Lascaux, il protagonista scopre un altro gruppo di caverne che presentano caratteristiche originali e diverse da quelle conosciute per le pitture rupestri attribuite all’uomo di Cro-Magnon.
Ma questa scoperta, assolutamente sensazionale per la comunità scientifica, non è altrettanto gradita alla comunità locale del piccolo centro di Ruac.
Misteriose morti si susseguono, dapprima senza sollevare sospetti, per poi allargarsi all’ambiente frequentato dal protagonista e dalla sua collega.
Il nesso che lega il tutto viene svelato nelle ultime 50 pagine, ma Cooper non riesce ad evitare il classico dialogo surreale tra vittima e carnefice, che ha il solo scopo di elargire al lettore una spiegazione dettagliata che non troverebbe posto alcuno se accadesse nella realtà.
Eppure Cooper ci regala delle trovate veramente geniali, quali la storia immaginaria dell’incontro tra due figure chiave del basso Medioevo, come Pietro Abelardo e Bernardo di Clairvaux.
Oppure la rievocazione di un episodio legato alla resistenza francese durante il secondo conflitto mondiale con l'assalto ed il recupero di un tesoro sequestrato dai nazisti, composto da valuta pregiata ed opere d'arte.
Ma la ragione che sta alla base di questa storia non convince sino in fondo ed appare inevitabilmente tirata per i capelli, Si tratta di fantascienza? Si tratta di paranormale?
Cooper finisce per forzare la storia trascinandola in un limbo a metà strada tra realismo, con tanto di sforzo per conferirle un barlume di scientificità, e finzione fantastica.
Il risultato appaga per tre quarti quando le aspettative vengono costantemente nutrite a dovere, finendo per essere inevitabilmente deluse quando nel finale si deve travolgere il lettore con un atroce dialogo esplicativo lunghissimo e senza alcuna credibilità.