La materia del cosmo
by Cixin Liu
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L'universo è un'immensa foresta abitata da feroci predatori. Nascondersi significa sopravvivere, rivelarsi significa diventare prede. È quello che ha fatto la Terra, e ora i predatori stanno arrivando. Impiegheranno 400 anni, attraverso gli spazi siderali, e la Terra tenta di organizzare una disperata resistenza. I terrestri che avevano cercato di collaborare con i Trisolariani sono stati sconfitti, ma sul pianeta sono presenti i sofoni, particelle subatomiche in grado di dare agli alieni accesso istantaneo a tutte le conoscenze umane: ciò comporta che i piani difensivi sono a totale disposizione del nemico. Solo la mente umana rimane inaccessibile: è questa l'unica speranza di salvezza attorno a cui si costruisce il Progetto Asceti Impenetrabili, un audace programma che garantisce enormi risorse e affida poteri straordinari a quattro persone perché trovino una strategia difensiva efficace: tre sono importanti uomini politici e scienziati. Il quarto è un oscuro, mite astronomo e sociologo cinese, stupito che abbiano voluto affidargli quell'incarico. Eppure è proprio lui quello che gli invasori Trisolariani vogliono morto...

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OmarOmar wrote a review
010
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Secondo volume della trilogia di fantascienza di Cixin Liu, che affronta il tema dell'invasione aliena in maniera per ora sempre originale e inaspettata.

Se il primo capitolo poteva ascriversi al genere cyberpunk, con tanto di realtà virtuale e supercomputer, mescolato a elementi degni di un giallo, in questo secondo volume l'autore si cala nella fantascienza che si può definire più "hard" con scenari apocalittici e battaglie spaziali.

Tuttavia questo già di per sè lodevole cambio di tematiche non basta per definire questo secondo capitolo. Infatti il lettore si confronterà con un approccio quanto mai realistico al tema dell'invasione aliena. Le soluzioni che gli umani tenteranno di attuare sono tra le più originali che si possano riscontrare nella letteratura di genere, e laddove potranno sembrare banali, non mancheranno i colpi di scena.

Unico elemento che si fa sentire con una certa forza è la centralità sempre rimarcata dei personaggi e della (non) filosofia orientale. In sostanza gli occidentali non ne azzeccano una, e solo i cinesi saranno quelli che riusciranno, in virtù del loro approccio più "intuitivo" e meno "razionale" (e quindi prevedibile) a concludere qualcosa. Ma presumo che questo possa dirsi di gran parte della letteratura occidentale se vista da un orientale. Come nel libro, anche di fronte a una minaccia esterna, il mondo fatica a sentirsi unico.

Lettura quindi molto piacevole, stimolante e a tratti imprevedibile, condita da pesanti dosi di sano pessimismo cosmico che ricordano un po' Lovecraft (no, niente Grandi Antichi, ma il Grande Cosmo Ostile è altrettanto oppressivo).

SUN50SUN50 wrote a review
127
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Not the same old sci-fi. Layers of meaning (con TRADUZIONE)
It's hard to know where to begin talking about The Three-Body Problem trilogy, a truly staggering piece of science-fiction written by Chinese author Cixin Liu. A trilogy that spans literally thousands of years, deals with quantum physics, game theory, sociology, religion, space exploration, space colonization, and more, all driven by the nature of first contact with alien intelligence - there's a lot going on in this series, and that's before you start realizing just how much Cixin truly takes on the advanced science of his ideas. And yet, when you finish it, you realize that you've read something truly incredible - a piece of hard science-fiction whose ambition, scope, richness, and ideas are impossible not to find yourself thinking about for days afterward.
Once you read The Dark Forest, the series' second volume, Cixin's ambition for this saga starts to come into focus. The question of first contact is settled, and the nature of the alien's approach is known: this is to be a takeover of our planet. But how can we deal with a race so much more advanced than our own, constant surveillance by extra-dimensional forces, and fractured elements of humanity working against us?
If The Three-Body Problem was a first contact novel done as hard science-fiction, The Dark Forest is an alien invasion novel, albeit one in which the actual invasion is still many, many years away. It's the first time Cixin starts using hibernation to leap through decades and even centuries, spanning huge chunks of time as humanity changes and evolves in the face of an arrival which will change everything. As humanity struggles to find ways to either defend itself or show that it means no harm, the race has to deal with its own fears of inevitable defeat or a desire to retreat from the only planet we've ever known.
It's not as if The Three-Body Problem wasn't already ambitious, but The Dark Forest is on a whole other level, dealing with interplanetary fleets, light speed travel, quantum computing, and more, watching as they evolve over huge swaths of time. But more than that, the novel is a deeply philosophical one, discussing the nature of life in the universe, questions about human nature and how we react in the face of threats, how we work together (or not), and game theory in how we try to handle uncertain intentions in allies and foes alike. Indeed, the central metaphor that gives the book its title (which doesn't arrive until near the novel's end) is a stunning one that helps you understand that what Cixin is writing about isn't just this particular alien invasion, but about the nature of all life in the universe and how we attempt to define ourselves in the face of reality.
That Cixin does this while, again, mixing in such a compelling story (focusing especially on the "Wallfacers", a small group of people tasked with covertly planning humanity's resistance against the invasion) is nothing short of remarkable. The Dark Forest builds beautifully off of the questions and ideas raised in The Three-Body Problem, but turns them into something else entirely, changing the questions from "how do we initially react" to "how would we redefine ourselves in the face of such news". Far from suffering from any sort of "middle book syndrome," The Dark Forest is amazing, engaging with incredible concepts but never neglecting the human characters nor the ticking clock at its story's core.
To explain this series is a difficult challenge, to put it mildly. This is a series that spans a huge amount of time, deals with advanced scientific concepts in complex terms, grapples with rich philosophical and political ideas, debates questions without easy answers, and gives you a scope that can be daunting. It's a story of alien invasions, yes, but one in which the action sequences we're so used to are replaced with existential dread, a rethinking of our own lives, and a fear of the unknown that's hard to quantify. It's also the story of people caught up in these times, trying to give themselves a good life while never forgetting the larger questions of their era, and juggling their own fears with fears for humanity. In other words, it's what hard science-fiction is great at - thoughtful questions, big ideas, and speculation, all of which change the way you think about the world.
This series is a truly incredible achievement, one that honestly left me a bit staggered and reeling as I attempt to think about it all, but one that I love all the more for what it accomplishes. Excellent continuation of the series, more than recommended.

TRADUZIONE

È difficile capire da dove cominciare a parlare della trilogia “Il problema dei tre corpi” una serie davvero sbalorditiva scritto dall'autore cinese Cixin Liu . Una trilogia che abbraccia letteralmente migliaia di anni, tratta di fisica quantistica, teoria dei giochi, sociologia, religione, esplorazione dello spazio, colonizzazione dello spazio e altro ancora, il tutto guidato dalla natura del primo contatto con l'intelligenza aliena; quando lo finisci, ti rendi conto di aver letto qualcosa di veramente incredibile un pezzo di fantascienza tecnologica la cui ambizione, portata, ricchezza e idee è impossibile non ripensare per giorni. Una volta letto “The Dark Forest”, il secondo volume della serie, l'ambizione di Cixin per questa saga comincia a farsi sentire. La questione del primo contatto è risolta, e la natura dell'approccio dell'alieno è nota: si tratta di una presa di possesso del nostro pianeta. Ma come possiamo affrontare una razza così avanzata rispetto alla nostra, una sorveglianza costante da parte di forze extradimensionali e di elementi fratturati dell'umanità che lavorano contro di noi? Se Il problema dei tre corpi è stato un primo romanzo di contatto fatto come fantascienza tecnologica, “The dark forest” è un romanzo di invasione aliena, anche se l'invasione vera e propria è ancora lontana molti, molti anni. È la prima volta che Cixin inizia a usare l'ibernazione per saltare attraverso decenni e persino secoli, attraversando enormi pezzi di tempo mentre l'umanità cambia e si evolve di fronte a un arrivo che cambierà tutto. Mentre l'umanità lotta per trovare il modo di difendersi o di dimostrare che non significa nulla, la razza deve affrontare le proprie paure di un'inevitabile sconfitta o il desiderio di ritirarsi dall'unico pianeta che abbiamo mai conosciuto. Non è che “Il problema dei tre corpi” non fosse già ambizioso, ma “The Dark forest” si trova su un altro livello, occupandosi di flotte interplanetarie, viaggi a velocità di luce, calcolo quantistico e altro ancora, osservando come si evolvono durante lunghi periodi di tempo. Ma più di questo, il romanzo è profondamente filosofico, discute la natura della vita nell'universo, si interroga sulla natura umana e su come reagiamo di fronte alle minacce, su come lavoriamo insieme (o meno) e sulla teoria dei giochi nel modo in cui cerchiamo di gestire le intenzioni incerte di alleati e nemici. In effetti, la metafora centrale che dà il titolo al libro (che arriva solo verso la fine del romanzo) è una metafora sorprendente che aiuta a capire che ciò di cui Cixin sta scrivendo non è solo questa particolare invasione aliena, ma la natura di tutta la vita nell'universo e come cerchiamo di definire noi stessi di fronte alla realtà. Che Cixin faccia questo mentre, ancora una volta, mescolando una storia così avvincente (concentrandosi in particolare sui “Wallfacers”, un piccolo gruppo di persone incaricate di pianificare segretamente la resistenza dell'umanità contro l'invasione) è a dir poco notevole. “The dark forest” si costruisce splendidamente sulle domande e le idee sollevate in “Il problema dei tre corpi”, ma le trasforma in qualcosa di completamente diverso, cambiando le domande da “come reagiamo inizialmente" a “come ci ridefiniremmo di fronte a tali notizie". Lungi dal soffrire di qualsiasi tipo di “sindrome da libro medio", “The Dark Forest” è sbalorditivo, si impegna con concetti incredibili, ma non trascura mai i personaggi umani né il ticchettio dell'orologio che avanza al centro della sua storia. Spiegare questa serie è una sfida difficile, per usare un eufemismo. Si tratta di una serie che si estende su un'enorme quantità di tempo, affronta concetti scientifici avanzati in termini complessi, si confronta con ricche idee filosofiche e politiche, discute domande senza risposte facili, e ti fornisce un ambito che può essere scoraggiante. È una storia di invasioni aliene, sì, ma in cui le sequenze d'azione a cui siamo così abituati sono sostituite dal terrore esistenziale, da un ripensamento della nostra vita e da una paura dell'ignoto difficile da quantificare. È anche la storia di persone coinvolte in questi tempi, che cercano di concedersi una bella vita senza mai dimenticare le grandi questioni della loro epoca, e si destreggiano tra le proprie paure e le paure per l'umanità. In altre parole, è ciò in cui la fantascienza tecnologica è grande - domande ponderate, grandi idee e speculazioni, che cambiano il modo in cui si pensa al mondo. Questa serie è un risultato davvero incredibile, che onestamente mi ha lasciato un po' sbalordita e sconcertata nel tentativo di pensare a tutto questo, ma che ho amato ancora di più per quello che realizza. Ottimo prosieguo della serie, più che consigliato.
pinnegiallepinnegialle wrote a review
01
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The Dark Forest
"The Dark Forest" continua a affrontare il "problema" posto nel primo capitolo della trilogia dedicata da Cixin Liu allo scontro tra la civilità terrestre e la potente civiltà trisolariana ("Passato della Terra"), in viaggio verso la Terra e prossima a raggiungerla entro 400 anni con lo scopo di conquistarla e distruggere la popolazione terrestre. Disvelati i piani degli invasori e sgominata l'organizzazione dell'OTT ("Organizzazione Terra-Trisolaris") la Terra deve trovare la strategia adeguata per prepararsi all'invasione, consapevole della superiorità degli avversari e che questi abbiano posto un "sigillo" sulle possibilità di sviluppo scientifico e tecnologico della civiltà umana. Il piano di difesa si sviluppa nei primi duecento anni con la costruzione di due entità sovranazionali distinte. La prima riguarda quella terrestre, dove sul nostro pianeta - dopo "Il grande baratro", una crisi economica di portata devastante che arriva a più che dimezzare la popolazione terrestre e comporta l'interruzione di quella che si potrebbe definire come l'adozione di una economia di guerra - anche a causa dell'intenso sfruttamento del suolo, la popolazione si rifugia a vivere sotto la superficie in città avveniristiche e secondo un sistema di vita idealistico e a un certo punto nella illusione di avere conseguito uno sviluppo tale da potere ottenere una certa vittoria sugli avversari; dall'altra ci sono le tre flotte interstellari, riunite in un solo corpo, la composita formazione da guerra che appare essere indistruttibile e capace anche di sconfiggere i trisolariani sul campo, rinnovando nella popolazione terrestre una fiducia e una voglia di vivere che ha portato allo sviluppo di una società che ha un carattere frenetico e che si regge su presupposti di carattere illusorio in vista della stipula di una pace con i trisolariani che porterebbe a un ulteriore crescita del sapere e del benessere della civiltà umana. Come dicevamo, tuttavia, i presupposti su cui si alimenta tutto questo sistema sono illusori: le forze dell'avversario sono state ampiamente sottovalutate e quando l'uomo toccherà con mano questo divario, sarà troppo tardi per provare a porre rimedio alla situazione. Parallelamente intanto, già agli albori della crisi, era stato avviato un altro progetto, poi passato nei due secoli successivi in secondo piano e considerato come obsoleto. Si tratta del "Progetto Asceti Impenetrabili": quattro uomini eccezionali vengono scelti per portare avanti ciascuno per proprio conto, piani alternativi per contrastare l'avversario. Si tratta rispettivamente di un ex segretario alla difesa degli Stati Uniti d'America, di un leader e capo militare sud-americano e di uno studioso anglosassone diventato anche grande punto di riferimento politico nel continente europeo. La quarta persona è tuttavia apparentemente priva di alcuna caratteristica specifica. Si tratta del sociologo Luo Ji. Cinese, è un uomo cinico e senza nessun interesse particolare alla vita, conduce una esistenza senza aspettative di nessun tipo prima di essere arruolato, suo malgrado, alla causa. Inizialmente riluttante, infatti, si renderà presto conto che non può sfuggire al suo compito per la semplice ragione di essere stato scelto. Eppure sarà proprio lui tra tutti e quattro a formulare un piano che riuscirà a distanza di anni a ribaltare le cose. I presupposti? La sociologia cosmica e le due sue leggi fondamentali: 1. La sopravvivenza è il bisogno primario della civiltà; 2. La civiltà cresce e si espande continuamente, ma la materia totale dell'universo rimane costante. Non siamo soli nell'universo dunque e anche alla fine di questo ricco e avvincente romanzo, per quanto appagati, restiamo ancora affamati di scoprire che nuovi "problemi" verranno posti all'interno del terzo capitolo della serie, costringendoci (si fa per dire) a dare un ottimo voto a questa storia.