La memoria di Babel
by Christelle Dabos
(*)(*)(*)(*)( )(557)
Nel terzo intenso volume della saga Christelle Dabos ci fa esplorare la meravigliosa città di Babel. Nel cuore di Ofelia vive un segreto inafferrabile, chiave del passato e, nello stesso tempo, chiave di un futuro incerto.

Dopo due anni e sette mesi passati a mordere il freno su Anima, la sua arca, per Ofelia è finalmente arrivato il momento di agire, sfruttare quanto ha scoperto nel Libro di Faruk e saputo dai frammenti di informazioni divulgate da Dio. Con una falsa identità si reca su Babel, arca cosmopolita e gioiello di modernità. Basterà il suo talento di lettrice a sventare le trappole di avversari sempre più temibili? Ha ancora una minima possibilità di ritrovare le tracce di Thorn?

All Reviews

39
ManuelaManuela wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)( )
Elisabetta T.Elisabetta T. wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)( )
BatvaliBatvali wrote a review
01
(*)(*)(*)(*)( )
Marta7Marta7 wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)( )
Georgiana1792Georgiana1792 wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)( )
Terzo volume della serie degli Attraversaspecchi, in cui la nostra protagonista, Ofelia, sceglie - dopo due anni infruttuosi trascorsi ad Anima, la sua arca - di cercare suo marito Thorn, che è dovuto fuggire dal Polo per non dover subire la pena capitale, servendosi della qualità di attraversaspecchi che ha ricevuto proprio da Ofelia grazie al loro matrimonio. Ofelia suppone che il posto più probabile in cui Thorn si nasconda sia Babel, dove si trova il Memoriale, nella speranza di trovare qualcosa per ricostruire la parte di storia che è stata strappata dai libri delle arche, rendendo gli spiriti di famiglia smemorati. Per entrare meglio negli ingranaggi di Babel, Ofelia, che si è tagliata i capelli e si fa chiamare Eulalia, decide di cercare di diventare apprendista aspirante virtuosa iscrivendosi a una sorta di università, con rivalità e goliardie, sebbene su Babel la guerra sia stata (?) debellata, tanto che non si può neanche nominare, pena una multa salatissima.
La lettura di questa serie procede scorrevolissima e gradevole, sebbene io abbia sempre l'impressione che mi stia sfuggendo qualcosa, anche perché i libri parlano solo di una piccolissima parte del worldbuilding ideato dalla Dabos.
Ai capitoli con Ofelia/Eulalia protagonista, si aggiungono di tanto in tanto quelli dal punto di vista della piccola Vittoria, la figlia di Berenilde (la zia di Thorn) e Faruk, lo spirito di famiglia del Polo. La bambina ha poteri fortissimi, anche se non tutti se ne rendono conto, dal momento che, pur avendo due anni, ancora non parla. Lei capisce chi è buono e chi non lo è. Solo Faruk, in uno sprazzo di lucidità, comprende che la figlia vede qualcosa che gli altri non vedono.
ClaudiaClaudia wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)( )
Anche il terzo volume della saga dell’Attraversaspecchi di Christelle Dabos ha fatto centro. Il livello di coinvolgimento, anche in questo caso, è stato altissimo. Come accaduto nel secondo libro ci sono stati alcuni interessanti passi avanti sia per quanto riguarda la costruzione dei protagonisti sia per quanto riguarda l’aspetto “mistery” della vicenda.
Cambia lo scenario nel quale ci muoviamo perché l’azione si sposta dal Polo e da Anima a Babel, la terza arca che l’autrice ci fa conoscere. Babel, l’arca il cui nome evoca una società cosmopolita e multiculturale che però cela al suo interno numerose contraddizioni. Un mondo classista, caratterizzato da gerarchie molto rigide ad alta automatizzazione (con la conseguente problematica legata alla perdita di lavoro di un ampio strato sociale, rimpiazzato proprio da questi automi). La collettività e il bene comune sono i più alti valori perseguibili su Babel.
È proprio in questo mondo che le tematiche della libertà e della ribellione, già introdotte nel secondo libro, prendono il largo. Una ribellione che cerca di opporsi non solo più all’autorità familiare e sociale ma soprattutto alla predestinazione.
La storia non è così diversa da quella proposta nel primo volume ma l’autrice riesce a non farlo pesare per nulla grazie alla creazione di un nuovo mondo totalmente da riscoprire, di un intreccio strepitoso e di un ritmo molto incalzante.
I personaggi sono perfetti per lo scopo che l’autrice insegue. Non sono particolarmente approfonditi a livello psicologico ma vengono spesso tratteggiati brevemente ma in modo perfettamente calzante rispetto alla storia. Ho l’impressione che questa descrizione “a sprazzi” dei personaggi rispecchi il punto di vista di Ofelia che, in effetti, non sempre comprende in tutto e per tutto le persone che le stanno attorno. Spesso le scopre passo passo, si rende conto lentamente degli aspetti della personalità di chi incrocia il suo cammino.
Spettacolare la relazione tra Ofelia e Thorn. Relazione con un che di sbagliato (sbagliato che tra l’altro è sempre stato descritto come tale dall’autrice) che però qui vede una sorta di battuta di arresto, una separazione, un momento di stallo nel quale Ofelia riflette su di sé e sull’altra metà della coppia. Una relazione che mette in luce come la coppia Ofelia/Thorn funzioni solo nel momento in cui i due effettivamente comunicano, dialogano come persone adulte,superando le difficoltà e le criticità di entrambi.
RosmundadovarRosmundadovar wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)( )
Il valore del sapere

Allora, ci tengo a precisare che io questa saga la sto leggendo in francese per migliorare il mio livello di lingua e quindi dovrei pure recensirla in francese ma ragazzi, c'è un'epidemia mondiale e io non c'ho voglia! Ciò detto, su questo volume, e sulla saga in generale, ho letto svariate critiche, alcune straordinariamente favorevoli e altre, al contrario, al vetriolo (queste ultime, lo confesso, mi hanno fatto ridere di gusto!). Io credo che la verità su questa saga stia nel mezzo. Per quel che concerne i personaggi, bisogna essere onesti, i due protagonisti non sono esattamente l'emblema della simpatia. Thorn forse ne esce meglio di Ophélie con quelle sue arie da Mr Darcy ma lei, inutile girarci attorno, è una stordita. I coprotagonisti sono mille volte meglio a partire da Archie. Tuttavia, il grande merito della Dabos è come costei tratti i temi del sapere, della memoria, della Storia e della letteratura. C'è un'innegabile profondità di pensiero nel concetto stesso del fatto che gli abitanti di un luogo chiamato "Anima" siano dei "lettori". Da questo punto di vista l'originalità dell'Attraversaspecchi è innegabile, si tratta di una distopia raffinata e affascinante che nei primi due volumi cattura il lettore (5 stelline meritatissime) grazie al suo intrigo fuori dal comune ma poi, proprio a partire da questo volume, comincia a perdere di tono a causa delle lacune legate allo sviluppo psicologico dei personaggi. Confesso che, di base, i caratteri timidi ed introversi non mi hanno mai fatto sognare ma nel caso di Ophélie si parla di una persona talmente impacciata da risultare quasi ottusa. È la vera difficoltà di ogni scrittore, il motivo per cui alcuni personaggi diventano leggenda e altri no. Creare un personaggio che abbia vita propria, che sia possibile amare o odiare, poco importa, ma impossibile da dimenticare. Io sono una pasionaria dalla risposta pronta che la parola "timidezza" deve cercarla nel vocabolario, i personaggi come Ophélie non li amerò mai eppure lei non la detesto, semplicemente la trovo insignificante. Ecco, una vera eroina non dovrebbe mai lasciarci indifferenti. Nondimeno, leggete almeno anche questo terzo capitolo senza pregiudizio perché il vero protagonista qui resta e resterà sempre il Libro e tutti i libri del mondo scritti e ancora da scrivere.

solounbrividosolounbrivido wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)( )