La mia famiglia e altri animali
by Gerald Durrell
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«Questa è la storia dei cinque anni che ho trascorso da ragazzo, con la mia famiglia, nell’isola greca di Corfù. In origine doveva essere un resoconto blandamente nostalgico della storia naturale dell’isola, ma ho commesso il grave errore di infilare la mia famiglia nel primo capitolo del libro. Non appena si sono trovati sulla pagina non ne hanno più voluto sapere di levarsi di torno, e hanno persino invitato i vari amici a dividere i capitoli con loro»: con queste parole, dove già traspare la sua accattivante ironia, Gerald Durrell presenta questo libro, uno dei più universalmente amati che siano comparsi in Inghilterra negli ultimi anni. Non sono soltanto memorie, né soltanto osservazioni di storia naturale, sembra avvertirci discretamente Durrell – e aspetta che il lettore si inoltri nel libro perché scopra da solo che cosa è veramente: la storia di un Paradiso Terrestre, e di un ragazzo che vi scorrazza instancabile, curioso di scoprire la vita (che per lui, futuro illustre zoologo, è soprattutto la natura e gli animali), passando anche attraverso avventure, tensioni, turbamenti, tutti però stemperati in una atmosfera di tale felicità che il lettore ne viene fin dalle prime pagine contagiato.

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SUN50SUN50 wrote a review
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LilithLilith wrote a review
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Non si può certo dire che le lumache di mare abbiano una vita interessante
Cos’ho scoperto leggendo "La mia famiglia e altri animali" di Gerald Durrell:

[trama in diciotto parole e quattro numeri, per tutto il resto c’è google: la storia vera dei 4 anni trascorsi dalla famiglia Durrell -madre e 4 figli- a Corfù tra il 1935 e il 1939]

- che avrei voluto leggerlo alle elementari, medie al massimo, per imparare ad essere molto meno schizzinosa verso quel mondo sconfinato e meraviglioso che riguarda tutta la fauna volante e nuotante (perché dobbiamo essere sinceri, tutti amanti degli animali ma quello che stiamo pensando davvero è tutti amanti dei mammiferi)
- che esiste un animale che io avrei chiamato banalmente ‘delfino’, e che invece è una focena
- che Gerald Durrell è diventato davvero uno zoologo e che nel 1959 ha fondato il Durrell Wildlife Conservation Trust nel Jersey, un parco all’avanguardia fin dagli anni ’60 per la conservazione di specie a rischio di estinzione
- che proprio in quel parco nel 1988 è stata sepolta una capsula del tempo con questa sua frase meravigliosa (e mi auguro che quando la scopriranno le lucciole ci saranno ancora per davvero): "Speriamo che ci saranno lucciole a guidarvi la notte, e farfalle nelle siepi e nei boschi a salutarvi. Speriamo che le vostre albe saranno un’orchestra di cinguettii di uccelli, e che il suono e i colori opalescenti delle loro ali vi stupiranno. Speriamo che ci sarà ancora una varietà straordinaria di creature a dividere il pianeta con voi, per incantarvi ed arricchire le vostre vite come hanno fatto con noi. Speriamo che sarete grati di essere nati in un mondo così magico."
- che quell’antipatico, arrogante, presuntuoso di suo fratello Lawrence Durrell è diventato davvero uno scrittore famoso, e temo che i suoi libri potrebbero pure piacermi
- che mi ero dimenticata di quando da piccola all’inizio dell’estate cercavo dei piccoli coleotteri nell’erba (che tramite affiatate ricerche familiari ho scoperto chiamarsi Vaccarielli di San Giovanni o Giugnolini – per gli entomologi: Amphimallon solsititale), che giocavo a tenere chiusi tra le mani perché vibravano come matti ed era una sensazione stranissima
- che Corfù dev’essere stato davvero un posto incantevole in cui vivere a fine anni ’30. Ma anche adesso, vi diró
- che leggerlo ora può suscitare un notevole desiderio di evasione e vacanza, ma evidentemente non è il momento più adatto
- che in greco hanno un saluto che si scrive χαίρετε e si pronuncia ‘hairete’ (circa) e che significa ‘siate felici’, che penso sia una gran bella cosa da augurare a qualcuno
- che la madre di Gerald Durrell dev’essere stata una donna dalla pazienza inesauribile
- che il radiologo, biologo, scrittore Theodore Stephanides, mentore e amico del piccolo Gerald Durrell, è palesemente il nonno di Christian Bale (allego nei commenti foto ufficiale)
- che le lumache di mare non hanno una vita interessante