La mia Londra
by Simonetta Agnello Hornby
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Simonetta Agnello arriva sola a Londra nel settembre 1963 - a tre ore da Palermo, è in un altro mondo. La città le appare subito come un luogo di riti e di magie: la coda nella fila degli aliens al controllo passaporti; l'autostrada sopraelevata diventa un tappeto volante. La paura di non capire e d... More

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DedeDede wrote a review
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DaniloDanilo wrote a review
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StefanoStefano wrote a review
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paperopappaperopap wrote a review
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auraaura wrote a review
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Book Challenge 2017 iRead : 24/40 - Un libro scritto da una donna

Inkbooks Reading Challenge 2017: 25/50 - Un libro su un personaggio storico


Non è una guida turistica, né un saggio, è, come afferma l'autrice, "una dichiarazione d'amore" per una città e i suoi abitanti.
Una giovanissima Simonetta Agnello, non ancora Horby, di appena diciassette anni, arrivò nella City per imparare la lingua. Lei che odiava l'inglese e avrebbe preferito andare a Parigi piuttosto che a Londra, non avrebbe mai immaginato che quella sarebbe diventata la sua città d'adozione.

Mentre la prima parte è molto descrittiva e non risparmia giudizi politici e sociali sulla città e i suoi abitanti (esame superato, ovviamente). Nella seconda parte la scrittrice si lascia andare ai ricordi, e sono questi i capitoli che ho preferito e che ho trovato più veri. "Simonetta alle prese con gli inglesi (e gli inglesi alle prese con Simonetta)", questa parte sembra quasi un romanzo, con i tanti aneddoti vissuti dall'autrice.

La Horby ha avuto una vita piena e interessante, ha studiato in America e, prima di trasferirsi in Inghilterra, ha vissuto in Africa; ha lavorato come avvocato per la difesa dei minori e attualmente fa parte di numerose associazioni dalle attività più disparate. È, per esempio, una Radical Walker, una di quei camminatori che fanno tanto infuriare i Lord delle campagne inglesi, con il "diritto di passaggio" che li porta a invadere anche terreni privati su cui vigono antichissime servitù.
È un'appassionata di buona cucina, tra cui annovera quella inglese e, c'è da fidarsi se in base alle sue descrizioni viene voglia di mangiare pudding e zuppa inglese.

Nell'appendice la Simonetta ne approfitta per dare i suoi consigli agli esploratori che hanno scelto questo volume per un'imminente visita alla capitale per eccellenza. Sono consigli preziosi e per niente banali, i "suoi" musei e parchi da visitare e ristoranti - non troppo costosi - dove mangiare.

Con uno sguardo acutissimo esamina Londra a fondo e scandaglia la sua storia per far immaginare al lettore il suo futuro, una città dalle mille etnie e culture, che hanno saputo fondersi tra loro senza pestarsi (troppo) i piedi.

*Il libro è dedicato a Samuel Johnson, autore del famoso dizionario inglese, suo ispiratore e filo conduttore dell'opera, le sue citazioni aprono ogni capitolo.