La misura del tempo
by Gianrico Carofiglio
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Tanti anni prima Lorenza era una ragazza bella e insopportabile, dal fascino abbagliante. La donna che un pomeriggio di fine inverno Guido Guerrieri si trova di fronte nello studio non le assomiglia. Non ha nulla della lucentezza di allora, è diventata una donna opaca. Gli anni hanno infierito su di lei e, come se non bastasse, il figlio Iacopo è in carcere per omicidio volontario. Guido è tutt'altro che convinto, ma accetta lo stesso il caso; forse anche per rendere un malinconico omaggio ai fantasmi, ai privilegi perduti della giovinezza. Comincia così, quasi controvoglia, una sfida processuale ricca di colpi di scena, un appassionante viaggio nei meandri della giustizia, insidiosi e a volte letali.

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TabathuaTabathua wrote a review
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Giogio53Giogio53 wrote a review
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Qualche relax d'estate - 11 lug 21
Ecco un altro della tonnellata (metaforica) di libri acquistati con i buoni per il mio ultimo compleanno. Acquisto doppiamente motivato: sempre piacevole leggere le storie di Carofiglio, in particolare se compare come protagonista l’avvocato Guido Guerrieri e perché mi incuriosiva come uno dei candidati al Premio Strega (poi vinto invece da Sandro Veronesi).
Sbrighiamo il secondo assunto. Non mi è sembrato un libro che potesse aspirare ad un premio. Ben scritto, con qualche riflessione extra testo che si potrebbe approfondire. Ma non un libro che prende, che coinvolge, che riesce a tenere sulla pagina. Elementi che per me dovrebbero meglio caratterizzare la premialbilità di un testo.
Più interessante è l’evolversi della storia dell’avvocato. Ormai da tempo, la sua prima compagna, Margherita, si è trasferita in America. E lui si accompagna, senza un legame fisso, ma con buona frequentazione, con Annapaola, che poi agisce, in comunione con il bravo Carmelo, come tandem investigativo dello studio Guerrieri. Rimane anche, pur in sottotono, il suo sfogarsi con Mr. Sacco, il pungiball dove i pugni sostituiscono pensieri foschi. Scaricando pensieri e adrenalina. Rimane anche la lettura, uno dei motivi di simpatia del personaggio. Sia nelle letture nei tempi morti dei processi, sia nelle visite notturne alla stupenda e fantomatica libreria “L’Osteria del Cappuccino”. Una libreria aperta solo di notte, per i sonnambuli dei libri. L’idea è stupenda, anche se in questi tempi virali poco attuabile.
C’è anche un po’ di volontà di allargamento di prospettiva, nell’impianto generale, dove Guido viene coinvolto nella difesa di un possibile omicida, dalla madre di quest’ultimo, che presto scopre essere stata, ventisette anni prima, una sua fiamma per qualche mese. Qui si biforcano leggermente i due filoni tematici del testo.
C’è il tempo della giovinezza, anche se non della gioventù. Che Guido è già avocato quando conosce Lucrezia, donna libera e piena di interessi. Di letture, ma soprattutto di film, dove porta spesso Guido al cinema, in quell’estate dell’87 che vide nascere, crescere e morire il loro amore. Com’è trovare una fiamma persa dopo tanti anni? Cosa si pensa, cosa si prova? Guido ripensa al suo io di allora, alle sue speranze, al suo modo di affrontare la vita. Ripercorre tutta la storia con Lucrezia, arrivando alla conclusione che sì, è stata una bella storia, ma anche che è giusto sia finita e che ognuno abbia preso una sua strada. Ci si può ritrovare, ma se ci perse di vista una ragione c’era (vero Facebook?).
Poi c’è il tempo del “giallo”, che poi è giallo sino ad un certo punto. Iacopo, il figlio di Lucrezia, è stato condannato in primo grado per l’omicidio del suo amico Mino. Attraverso una montagna di prove indiziarie, ed anche per colpa di un difensore non all’altezza. Guido e la sua squadra provano a trovare, e trovano, tutti i fili perduti della storia. Iacopo incontra un amico dopo aver visto Mino e non prima. Iacopo potrebbe avere i vestiti con polvere da sparo (anche) perché si è andato ad allenare in una cava con un suo amico, e non per aver sparato a Mino. Insomma, l’avvocato Guerrieri ricostruisce tutta la dinamica del tempo dalle 17 alle 20 ipotizzando una diversa lettura di tutti i comportamenti. Insinuando anche il dubbio che Mino possa essere coinvolto in qualche resa di conti con persone di alto livello mafioso.
Arriveremo così al processo, tutto da gustare, ed alla sentenza. Sarà assolto? Sarà condannato anche in appello? Dov’è la verità? E ci si arriverà?
Quello che resta, visto che non c’è giallo, non c’è mistero, è un po’ di legal thriller, ma non così coinvolgente alla Grisham o alla Turow. Ma resta anche, e questo da quel mezzo voto in più, tutta una serie di riflessioni sulla giustizia, e soprattutto sul ruolo dell’avvocato di difesa, espresso in un capitolo tutto dedicato al tema, che forse è la cosa migliore del libro.
Carofiglio è del resto una persona simpatica, umanamente, e non cesserò di leggerne altro, che, in fin dei conti, porta sempre qualche sassolino nella mente di noi decerebrati e decadenti.
“Parlare da solo ad alta voce è una mia vecchia abitudine che tende a peggiorare con l’età.” (39)
Livorno58Livorno58 wrote a review
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