La pioggia deve cadere
by Michel Faber
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Asahi88Asahi88 wrote a review
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Spoiler Alert
Prima esperienza con questo autore, dei quindici racconti che include questa raccolta, né ho lette solo otto (dove quelle che mi sono piaciute realmente sono solo due: "Pesci" e "Signorina Grassetta e Signorina Magretta")

1) La pioggia deve cadere: iniziamo con il racconto che prende il titolo del libro...che racconta la sua trama nel retro copertina. Che dire, leggere una storia che già sai cosa succede non ti lascia proprio una bellissima sensazione.

2) Pesci: come ho già detto prima questo è una delle poche storie che mi sono piaciute. Dall'abientazione in cui i pesci arrivano a vivere insieme a noi (anche se non ho capito tanto senza acqua come fanno, o se c'era come facciamo noi a starci senza respirare...ma questi sono tecnicismi che alcune volte bisogna sorvolare completamente se si vuole godere della storia). Se i pesci diventassero da prede a predatori? Se si invertissero i ruoli?

3) In caso di vertigini: parla di una suora che va in un posto conosciuto per i casi di suicidio, non si suicidia, rimane in macchina ad aspettare che forse una grazia divina gli faccia cambiare idea e basta, finisce con lei che aspetta in macchina il giorno seguente. Sciapetta.

4) Un giocattolo: Lasciata

5) Signorina Grassetta e Signorina Magretta: di questa storia mi è rimasta la tristezza immensa del finale. Come la nostra mente alla fine ci può manipolare e farci credere che una cosa che abbiamo sempre fatto possa a un certo punto danneggiarci, fino a cambiare completamente la nostra intera esistenza.

6) Mezzo milione di sterline e un miracolo: Lasciata

7) Il camion rosso del cemento: la protagonista viene sparata da un colpo di pistola da un ladro che entra dentro casa sua per svaligiargliela. Alla fine finisce che il suo spirito se ne và a zonzo con quest'ultimo cercando di tentarlo...di farlo eccitare...boh...

8) Un posto caldo e comodo: il protagonista è un bambino con gli ormoni a mille, incontra sua sorella e insieme vanno a una clinica per abortire. Ovviamente il fratellino non capisce nulla della situazione, tranne per il fatto che sua sorella si comporta in maniera strana e abbia paura che si è fatta togliere un tumore. Comunque, niente, alla fine i due vanno in questo posto caldo e comodo che è un museo e poi quando la sorella si sente un po' meglio ritornano a casa. Fine.

9) La mano di Nina: tutta la storia viene raccontata appunto da una mano. Lasciata.

10) La crosta dell'inferno: Lasciata

11) La cellula "pettegola": sinceramente questa storia mi ha lasciata con un serio dubbio se l'ho capita o meno. I due si erano lasciati per la ricchezza spropositata del marito dopo che il suo amico ha fatto una notevole scoperta (che poi gli hanno smontato negli anni) e alla fine della storia si ritrovano da capo a dodici a scopare sul letto? Mah.

12) Contabilità: A parte i riferimenti ai prezzi per ogni cosa... e alla tristezza e squallore che alla fine emana questo racconto non sono riuscita a godermelo in pieno.

13) Io parlo pidgin americano: Lasciata

14) Il tunnel dell'amore: Lasciata

15) Pecore: Lasciata

opinione scritta il 16\02\18
RisvoltoRisvolto wrote a review
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Il primo racconto, che dà il titolo al libro, è di una tale incredibile e compiuta bellezza che contribuisce ad impedire di leggere il resto. Non so esattamente perché. Sarà che in una decina di pagine tratta e risolve materiale che altri avrebbero a stento contenuto in un libro (mi sembra quasi di averlo letto: un Russell Banks di 450 pagine minimo, Einaudi), sarà che uno dice ma come faccio adesso a pigiare un solo tasto in più sulla tastiera quando so che c'è gente in giro capace di fare cose simili?

Descrivo il racconto. Una maestra assume l'incarico in una scuola elementare, in una classe nella quale poco tempo prima, davanti agli occhi delle bambine e dei bambini, è avvenuta una scena atroce, violentissima. Lei infatti è una insegnante speciale, chiamata solo in casi particolarissimi e per questo pagata profumatamente dalla scuola (scorno del cittadino italiano che scopre essere possibile una cosa così). Lei sa fare molto bene il proprio lavoro, dopo pochi giorni una mamma la incontra in un ristorante, il suo piccolino ha ripreso a parlare (o a dormire, non ricordo), e quasi si getta ai suoi piedi per implorarla di restare tutto l'anno (si sa che andrà via presto, costa troppo). Oltre a questa vicenda di cui con una manciata di parole Faber ci lascia vedere tutto l'orrore e molti risvolti, e che basterebbe e avanzerebbe, per umiliarci definitivamente trova lo spazio, sempre nelle stesse dieci pagine di tratteggiare anche il rapporto di questa insegnante con il compagno, che l'ha seguita nel trasferimento, non ancora esaurito ma quasi. Una decina di pagine. Un mondo. E voi lì instupiditi che chiudete il libro.