La pioggia prima che cada
by Jonathan Coe
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La zia Rosamond non c' è più. È morta nella sua casa nello Shropshire, dove viveva sola, dopo l'abbandono di Rebecca e la morte di Ruth, la pittrice che è stata la sua ultima compagna. A trovare il cadavere è stato il suo medico. Aveva settantatré anni ed era malata di cuore, ma non aveva mai voluto

Maqroll's Review

MaqrollMaqroll wrote a review
731
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Ed ebbi vent'anni con la convinzione che il meglio dovesse ancora arrivare. (Graffito alla Stazione Centrale)
Sono tornato a chiedermi se le colpe dei padri - o delle madri - possano ricadere sui figli. E non solo. L'altra domanda era questa: ma le gravidanze indesiderate, pur senza darlo a capire, generano figli infelici? E a loro volta genereranno progenie incapaci di vivere, di amare, forse soggetti bipolari? Il buon Jonathan Coe abile intrallazzatore nel torbido, affronta sotto chiglia questo delicato e abissale tema. L'anziana Rosamond, poco prima di lasciare il corpo, decide di fare chiarezza nella propria vita e in coloro che la attraversarono assieme a lei - si parla di tre generazioni - e lo fa commentando venti fotografie, testimone della sua vita, e utilizzando un registratore magnetico. E questa, è la trama del romanzo. E' una storia zeppa di dolore, con qualche esplosione d'amore destinato a finire per autocombustione. Originale, anche se non inedito, raccontare avvalendosi delle fotografie. C'è da dire che il buon Coe esagera coi dettagli, al punto da renderli superflui e soporiferi, ma è abile nel descrivere questo mondo femminile dove gli uomini non esistono, se non per combinare guai. Splendido l'ultimo capitolo, dove la ragazza, ultima della saga, che dovrebbe essere infelice a causa di un certo incidente, stia invece vivendo una vita colma di amore e gioia. Vien da chiedersi se si tratti veramente della fine della serie nera familiare, oppure più prosaicamente dell'entusiasmo dei vent'anni.


MaqrollMaqroll wrote a review
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Ed ebbi vent'anni con la convinzione che il meglio dovesse ancora arrivare. (Graffito alla Stazione Centrale)
Sono tornato a chiedermi se le colpe dei padri - o delle madri - possano ricadere sui figli. E non solo. L'altra domanda era questa: ma le gravidanze indesiderate, pur senza darlo a capire, generano figli infelici? E a loro volta genereranno progenie incapaci di vivere, di amare, forse soggetti bipolari? Il buon Jonathan Coe abile intrallazzatore nel torbido, affronta sotto chiglia questo delicato e abissale tema. L'anziana Rosamond, poco prima di lasciare il corpo, decide di fare chiarezza nella propria vita e in coloro che la attraversarono assieme a lei - si parla di tre generazioni - e lo fa commentando venti fotografie, testimone della sua vita, e utilizzando un registratore magnetico. E questa, è la trama del romanzo. E' una storia zeppa di dolore, con qualche esplosione d'amore destinato a finire per autocombustione. Originale, anche se non inedito, raccontare avvalendosi delle fotografie. C'è da dire che il buon Coe esagera coi dettagli, al punto da renderli superflui e soporiferi, ma è abile nel descrivere questo mondo femminile dove gli uomini non esistono, se non per combinare guai. Splendido l'ultimo capitolo, dove la ragazza, ultima della saga, che dovrebbe essere infelice a causa di un certo incidente, stia invece vivendo una vita colma di amore e gioia. Vien da chiedersi se si tratti veramente della fine della serie nera familiare, oppure più prosaicamente dell'entusiasmo dei vent'anni.


Comments

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Io ne ho un tenero e bel ricordo
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Io ne ho un tenero e bel ricordo
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Belle domande.....adoro le domande retoriche e non......Risposte, a mio giudizio: 1) Spesso e volentieri si; 2) No;
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Belle domande.....adoro le domande retoriche e non......Risposte, a mio giudizio: 1) Spesso e volentieri si; 2) No;
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La tua recensione mi ha destato curiosità per questo libro. Penso comunque che spesso i figli 'indesiderati' vengano poi amati come gli altri, secondo le capacità affettive dei genitori.
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La tua recensione mi ha destato curiosità per questo libro. Penso comunque che spesso i figli 'indesiderati' vengano poi amati come gli altri, secondo le capacità affettive dei genitori.
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chi può dirlo?!
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chi può dirlo?!
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Sally@, in effetti il finale concede spazio alla speranza. Skyzzy@; Jeje@, mi rendo conto che le domande sono mastodontiche. La risposta potrebbe essere: DIPENDE.
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Sally@, in effetti il finale concede spazio alla speranza. Skyzzy@; Jeje@, mi rendo conto che le domande sono mastodontiche. La risposta potrebbe essere: DIPENDE.
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"...questo mondo femminile dove gli uomini non esistono, se non per combinare guai." Ahahahahah! Meraviglioso! Bellissimo commento, Maq. Complimenti!
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"...questo mondo femminile dove gli uomini non esistono, se non per combinare guai." Ahahahahah! Meraviglioso! Bellissimo commento, Maq. Complimenti!
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Gran belle domande, anche io figlia non tanto indesiderata ma quanto "usata" per potersi sposare, direi che le madri che fanno questo hanno un loro modo di amare e non sempre propedeutico ad una serenità del figlio. Sembra quasi, dalle vicende, che l'ultima e sfortunata ragazza si salvi perchè viene cresciuta da altri...qui altre domande sorgono. E' proprio detto che la madre ami incondizionatamente i propri figli? dopotutto siamo animali e gli animali prendono cura ma anche allontanano...
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Gran belle domande, anche io figlia non tanto indesiderata ma quanto "usata" per potersi sposare, direi che le madri che fanno questo hanno un loro modo di amare e non sempre propedeutico ad una serenità del figlio. Sembra quasi, dalle vicende, che l'ultima e sfortunata ragazza si salvi perchè viene cresciuta da altri...qui altre domande sorgono. E' proprio detto che la madre ami incondizionatamente i propri figli? dopotutto siamo animali e gli animali prendono cura ma anche allontanano...