La porta delle tenebre
by Glenn Cooper
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ThotThot wrote a review
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John Camp ed Emily Loughty sono appena tornati dall'inferno che sono costretti a tornarci: durante il loro trasferimento sulla Terra, infatti, la porta dimensionale che permette questo viaggio si è allargata e molte persone e anime dannate si sono trovate ad affrontare questo trasferimento (tra questi anche la sorella e i due nipoti di Emily). Ma sulla Terra (tra i pochi a conoscenza di questi spostamenti) non tutti sono d'accordo nel riattivare il MAAC temendo che la situazione finisca fuori controllo. Alla fine vince l'idea di riportare per l'ultima volta tutti a casa prima di spegnere il MAAC definitivamente: John ed Emily (stavolta accompagnati da Trevor, vicecapo di John e da Brian Kilmeade, esperto di armi medioevali) avranno un mese per ritrovare i vivi all’inferno e riportarli a casa. Intanto, il blogger Giles Farmer ha subodorato che a Londra c’è qualcosa che non va e, collegando le varie stranezze che stanno succedendo al MAAC, invia a diversi giornali un articolo che si avvicina molto alla realtà mettendo nei guai i servizi segreti che stavano lavorando per mantenere il tutto sotto silenzio.
Ormai ci siamo abituati all’idea di un inferno formato da una Terra alternativa con scarsa tecnologia e non a fuoco, fiamme e diavoli. Il libro scorre sulla falsariga del primo volume: all’inferno proseguono le guerre tra i vari re per avere il dominio dei territori cui fa da contraltare l’idea di Garibaldi (finito anche lui laggiù) che vorrebbe riunire tutti i dannati sotto un unico regno ma per vivere in armonia anche se l’inferno non è proprio un luogo dove puoi trovarne tanta. Come tutte le seconde parti delle trilogie occorrerebbe sviluppare nuove idee ma Cooper sembra voler solo accompagnarci al terzo volume della trilogia. Con tutte le peripezie che vivono i protagonisti del libro, Wilbur Smith e Ken Follett ci avrebbero scritto un romanzo di 1500 pagine. Cooper, invece, rende il tutto molto più semplice e, anche nelle situazioni peggiori, John, Emily & Co riescono sempre a uscirne con facilità.
TomboloTombolo wrote a review
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bubbybubby wrote a review
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GalionsGalions wrote a review
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Cooper arricchisce la saga
Secondo romanzo della trilogia dei ‘Dannati’ dell’autore americano Glenn Cooper.
Il mio commento è uno spoiler per chi non avesse letto il romanzo d’apertura, per cui se siete interessati alla lettura del ciclo fermatevi qui.
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‘Dannati’, ovvero il romanzo iniziale della trilogia, si è concluso con un colpo di scena davvero efficace per scuotere la curiosità del lettore.
Al netto di tutte le mie perplessità sulla scelta di Cooper riguardo alla particolare ambientazione della sua saga, e più precisamente sulle modalità in cui la immagina, ho riconosciuto che la trama è piuttosto coinvolgente e mantiene desta l’attenzione.
Quest’ultimo aspetto è ancor più riuscito in questo seguito, molto più ricco di personaggi e con una trama meno lineare, articolata in salti temporali e in una molteplicità di scenari ben assortiti.
Il ritorno dei protagonisti dall’Oltre non è risolutivo perché i tecnici del MAAC, il supercollisore che ha aperto un passaggio tra il mondo che conosciamo e l’inferno dei dannati, non sono stati in grado di prevedere che tale passaggio si allarga in occasione di ogni accensione del collisore stesso.
Per cui se i protagonisti sono riusciti a tornare tra i viventi, altre persone presenti all’esperimento ed alcuni cittadini ignari, che abitano un sobborgo sopra uno dei magneti superconduttori interrati del MAAC, scompaiono per ritrovarsi nell’Inghilterra dell’Oltre.
Tra loro ci sono anche due bambini con la loro madre, perciò si pone subito il dovere morale di riportarli il più presto possibile nel mondo conosciuto, salvandoli dalle malvagità infernali.
I miei dubbi sull’ambientazione dell’Oltre rimangono immutati.
Cooper si sente in dovere di fornire alcune giustificazioni, per esempio quando mette in bocca ai suoi personaggi la spiegazione sull’arretratezza tecnologica dell’Oltre, dovuta alla scarsità di dannati capaci di far progredire la tecnica e gli armamenti.
Un altro aspetto poco convincente è che i dannati che sono stati dei tiranni sanguinari in vita, in questo inferno immaginato dall’autore, a meno di non rimanere sconfitti e feriti nelle guerre che continuano a scatenare, proseguono indisturbati per l’eternità a spadroneggiare e a tiranneggiare i loro popoli, ne più ne meno che quand’erano viventi.
I soldi ed il potere politico continuano a rappresentare dei valori essenziali anche nell’Oltre immaginato da Cooper.
Ma costui miscela sapientemente le vicende dei protagonisti, le rivalità professionali, l’aspetto della segretezza e dei rapporti con la stampa, i dannati che tornando nel mondo dei viventi visitano i loro congiunti.
Tutto ciò viene gestito dall’autore con indubbia abilità, accompagnando il lettore senza cali d’attenzione per oltre 500 pagine.
Un altro colpo di scena finale, questa volta non più imprevedibile, ci dà comunque la spinta necessaria per aprire subito le pagine del romanzo conclusivo.
LeggoQuandoVoglioLeggoQuandoVoglio wrote a review
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7/10
"Sapeva in che luogo erano finiti, ma non voleva pronunciarne il nome. Non poteva, perché altrimenti l'avrebbe reso reale.
La parola che Delia non riusciva a pronunciare era Inferno."

La porta delle tenebre è un sequel scritto e pubblicato a ridosso del primo libro e, per questo, potrebbe essere considerato la sua appendice naturale. Le differenze, infatti, sono poche e maggiormente dovute al necessario sviluppo della trama piuttosto che ad un mutamento o ad un'evolversi della vicenda.

Uno degli aspetti che cambia è la quantità di punti di vista disponibili. All'inizio del romanzo troverete nuovi personaggi e i loro relativi point of view che riusciranno a rendere meno scontata e più interessante la storia. Questa struttura maggiormente articolata andrà a scemare sempre di più fino ad essere ridotta al minimo al termine del volume.

La storia continua e, ovviamente, con essa si sommano nuovi concetti, colpi di scena e strategie. La credibilità in questo caso risulta maggiormente traballante, specie sul finale in cui l'autore utilizza un escamotage che indispettirà i maggiori appassionati di storia. Quest'ultimo aspetto, oltre che nel punto appena specificato, rimane quello più curato e che dà il maggior valore al romanzo. Gli approfondimenti sui personaggi storici sono inferiori ma sempre puntuali. Ho apprezzato particolarmente le parti in cui l'autore mostra la reazione attonita delle persone, morte antecedentemente ad una determinata scoperta, davanti alla sua realizzazione.

Il resto della recensione su
leggoquandovoglio.it/libro/5c5d6f57379858b002a0fd4f