La porta sul mare
by Joseph N'Diaye
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Per più di tre secoli, milioni di africani sono stati catturati e venduti come bestie nelle Americhe. Uomini, donne e bambini venivano separati e ammassati per tre mesi nelle stive delle navi negriere. Finivano di essere uomini per diventare merce, sfruttati nelle piantagioni di zucchero e cotone. L... More

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maomao wrote a review
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Il fut un jour a Gorée: l'esclavage raconté à nos enfants
"La porta sul mare" è una delle pubblicazioni Marotta&Cafiero de "La Scugnizzeria" di Rosario Esposito La Rossa e dedicata al tema della "schiavitù spiegata ai nostri figli". A parte richiamare la cura delle pubblicazioni da parte dell'etichetta, che propone libri in un format tutto particolare e con una grafica accattivante e assolutamente vincente sul piano dell'estetica e concettuale, il libro è corredato da tutta una serie di interventi, fotografie, richiami a contenuti di tipo multimediale e musicali, introduzioni, che accompagnano chi si avvicina al testo nella lettura, facendolo letteralmente entrare nella narrazione. L'introduzione principale, diciamo così, è di Koichiro Matsuura, il libro è un'opera di Joseph N'Diaye (1922-2009), l'uomo che per oltre quarant'anni e fino alla sua morte è stato il curatore della Casa degli Schiavi di Gorée e ha raccontato questa realtà e la storia diventando anche un punto di riferimento in campo internazionale e accogliendo personalità come Bill Clinton e Papa Giovanni Paolo II. L'isola di Gorée, al largo di Dakar, è stato uno dei principali luoghi dove si è consumato forse il più grande crimine della storia dell'umanità, cioè la tratta negriera. L'edificio, oggi lasciato intatto per essere raccontato ai visitatori (e a chi anche a distanza ne può leggere la storia), è del 1776, ma la tratta comincia molto prima ed è andata avanti per tre secoli, accompagnandosi a storie di schiavitù estrema e che si sono protratte in maniera massiva fino alla fine del 1800, restando in ogni caso un pezzo di storia che ha lasciato una ferita gravissima che arriva ancora oggi fino a noi. Senza considerare che comunque la schiavitù è stata ufficialmente abolita solo nel 1980, l'ultimo paese che ha messo fine a questa pratica è stato nel luglio di quell'anno la Mauritania. Ma lo schiavismo esiste ancora, paesi dell'Africa, dell'Oriente, senza considerare quella che si può definire sotto molti aspetti come tratta degli esseri umani in molte aree geografiche del mondo e in connessione anche al massivo fenomeno dell'immigrazione, conseguenza storica connessa proprio a quanto successo durante quei secoli (e ancora a quello che succede oggi) e la grande sfida che si deve affrontare nel prossimo secolo, anche se a quanto pare la strada intrapresa non va esattamente nella direzione di un comportamento consapevole e nella volontà di affrontarlo riconoscendo la legittima aspirazione di ogni individuo al diritto di realizzare se stesso, di essere felice e potere vivere liberamente la propria esistenza. Questo al di là del riconoscimento di diritti fondamentali, come quello alla vita, alla dignità umana e alla cura della persona, quello della solidarietà. La storia del libro si divide in due parti, in una vengono raccontate le vicende di Ndioba, che da bambina viene strappata dalla propria terra e dalla propria famiglia e trasportata di forza e venduta come schiava nelle Antille francesi. La storia arriverà fino a quando, lei oramai è anziana, deprivata anche del suo nome (le viene assegnato quello di Maria) e a Santo Domingo vi è la storica rivoluzione che porterà alla nascita di Haiti nel 1804. Allo stesso tempo vi è la narrazione da parte di Joseph N'Diaye a un gruppo di giovani del luogo di Gorée e dei suoi spazi, dove si sono consumate le infamie e il racconto della storia della tratta umana e della schiavitù. Quindi a tutti gli effetti una lezione di storia, che non è solo una narrazione dei fatti ma anche un vero e proprio invito e coinvolgimento e spinta alla riflessione. Bella pubblicazione, breve ma molto esaustiva con la ricostruzione storica dei fatti anche per i vari provvedimenti assunti dalle forze colonialiste nel corso dei secoli e che ci racconta vicende e meccanismi che in generale tendiamo a trascurare, ignoriamo e lo fa in maniera molto semplice e questo è un merito.