La porta sull'estate
by Robert A. Heinlein
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Un uomo e il suo gatto in una vecchia, fredda casa del Connecticut, che ha undici porte sull'inverno. Ma questa coppia di eremiti non resterà sempre fuori dal mondo: ci sono in gioco una colossale operazione finanziaria, una ingegnosissima truffa, una prodigiosa serie di automi, un segreto andirivieni nel tempo, una ragazza surgelata. E il gioco è condotto da uno dei «maestri» della fantascienza, qui nella sua vena più divertente e inventiva.

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carlo albertocarlo alberto wrote a review
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Storione SaggioStorione Saggio wrote a review
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Vicende meramente private del protagonista, immerse in una ambientazione futuribile ben costruita e proponendo una variante di un tema classico della fantascienza.
storionesaggio.iobloggo.com/2498/la-porta-sullestate-buono

L’incipit del romanzo era fantastico e dava spiegazione al titolo del libro; per gli amanti dei gatti, il libro è imprescindibile.
Sinceramente, però, la celebrità di questo romanzo, scritto pur sempre dal mio scrittore di fantascienza preferito, non la giustifico pienamente: il libro è il resoconto in prima persona del protagonista, geniale inventore che è stato, però, tradito dalla fidanzata e dal migliore amico; seguono alcune complesse vicende, che non spoilero, mi limito a dire che viene proposta una variante di un tema classico della fantascienza.
Il problema, però, è che tutte le vicende, sebbene innestata in una ambientazione futuribile molto ben costruita, erano meramente private del protagonista e, francamente, la cosa non mi appassionava neanche un po'; anche la scrittura non conteneva il trasporto e l’ironia di altre narrazioni in prima persona di Heinlein, il protagonista mi sembrava un po' piatto e scialbo.
Quattro stelline le ho date anche a questo romanzo di Heinlein; ma di più, stavolta, ritengo non si meritava.
ruforufo wrote a review
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Carlo MenzingerCarlo Menzinger wrote a review
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LA PORTA SU UN VECCHIO FUTURO
“La porta sull’estate” (1956) dello scrittore statunitense Robert Anson Heinlein mi pare un tipico esempio dell’ottimismo tecnologico e sociale dell’America degli anni ’40 e ’50 del secolo scorso, che caratterizza, per esempio anche la produzione di Isaac Asimov.
La fantascienza di quegli anni, spesso si è rivelata assai utopistica, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo tecnologico. Peccato che le previsioni di allora siano state raramente azzeccate. Si ragionava soprattutto di viaggi spaziali e di colonizzazione dello spazio e ora, alle soglie del secondo decennio del XXI secolo non siamo andati molto oltre una bandierina sulla Luna. Un altro tema erano i viaggi nel tempo, anche se qui vi era assai meno fiducia di poterli realizzare. Altra cosa era per la crioconservazione delle persone, in cui vari autori parevano credere, anche questa ben lontana da realizzarsi.
Heinlein, autore classico della fantascienza, immagina una storia avveniristica ambientata in due epoche future, per noi ormai relegate nel ricordo.
Immagina un ingegnere che nei primi anni ’70 lavora alla produzione di robot (anche qui nella realtà quanto siamo lontani dall’immaginario di Heinlein o Asimov!) e che viene sottoposto a crioconservazione, risvegliandosi nel 2000, dove scopre un mondo in cui i robot da lui creati sono assai diffusi, ma lui è stato ingannato dal suo migliore amico e dalla fidanzata e non ci ha guadagnato nulla.
Scopre allora che i viaggi nel tempo sono possibili e ritorna negli anni ’70 a sistemare le cose.
Il titolo fa riferimento al suo gatto, che d’inverno, prova tutte le porte di casa alla ricerca di una che si apra sull’estate, così come il protagonista cerca un miglior presente.
Se il mondo descritto per certi aspetti dovrebbe sembrare più moderno, con questi “robottoni” ingombranti, meccanici e pieni di tubi strani, ha più che altro un aspetto vintage e l’idea del singolo uomo che realizza macchine incredibili e cambia il mondo è utopistico ai limiti dell’ingenuità, salvo forse per dei “sognatori americani”. La storia è comunque ben costruita, gradevole e si legge come una cara vecchia cosa.
Se volete leggere qualcosa di Heinlein più moderno e attuale, non perdetevi l’importante “Universo”, tra l’altro scritto persino anni prima, nel 1941, che ha ancora oggi molto da dirci.
LaNYuXLaNYuX wrote a review
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TitilitikoTitilitiko wrote a review
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