La primavera perfetta
by Enrico Brizzi
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Luca Fanti è un uomo adulto. E della vita adulta ha tutti i vantaggi, un buon lavoro, una buona situazione economica, una moglie, una figlia, un figlio, genitori presenti e che gli vogliono bene. La fortuna gli è stata amica: quando non aveva ancora trent'anni, suo fratello minore è diventato uno dei più grandi campioni di ciclismo al mondo e Luca ha potuto lasciare un precario impiego da pubblicitario per lavorare come manager per lui. Ma con la fortuna può venire la sicurezza in sé, e con (troppa) sicurezza si possono commettere errori. Un'amante, poi un'altra, qualche serata troppo alcolica, qualche droga per tenersi su e divertirsi un po'. E agli errori seguono le conseguenze. Una terribile causa di separazione, il giudizio severo su di lui da parte di amici e famiglia, dei figli, addirittura. Ma se la vita di Luca comincia ad andare a rotoli per fortuna Olli è il campione di sempre, anche se gli anni passano e c'è da rinegoziare il contratto...

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kovalskikovalski wrote a review
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ii wrote a review
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Io e Brizzi ci eravamo persi di vista; come compagni di liceo mai dimenticati ma lasciati ormai alle spalle. Il suo ormai mitologico “Jack Frusciante è uscito dal gruppo” è stato letteralmente un brandello della mia adolescenza. Con Alex sono andata in giro in bicicletta sotto i portici bolognesi, mi sono ribellata, ho fatto fuga a scuola, mi sono innamorata. Avevo provato a seguire Brizzi, come si fa a quell’età, quando un autore ti innamora: aggrappandomi alle parole che avrebbe scritto dopo. Ma “Bastogne” mi ha respinto come un’onda d’urto potentissima e, bho. Era finita lì. Con questo romanzo ho ritrovato Alex (e Brizzi). Ha conservato l’ironia leggera nella scrittura e la fluidità dei movimenti narrativi. E ho ritrovato anche quella irresistibile e per certi versi quasi tenera (ma anche a tratti insopportabile) tendenza all’autodistruzione che c’era (e c’è) nei suoi personaggi. Luca (il protagonista) mi è parso, in fondo, alla fine, un Alex diventato adulto (e anche rimasto un po’ adolescente). Ho sempre odiato le <i>reunion</i>. Quando, di media una volta ogni 5 anni, mi arriva il classico messaggio su faccialibro o un invito ad entrare nella chat “ex5DliceoX” ignoro e passo oltre, perché solo l’idea di ritrovarmi in pizzeria con Nicola o Giulia a 20 anni di distanza mi mette un disagio incalcolabile. Io Nicola me lo voglio ricordare figo, asciutto, col ciuffo sugli occhi. E Giulia preferisco saperla sbarazzina e furba com’era quando mi passava le frasi di greco sottobanco. E anche io preferisco rimanere quella che ero a 18 anni, nel loro ricordo. Ma in effetti poi non è detto. Capita, a volte, di incontrarsi per caso, all’uscita della metropolitana, a tradimento, 20 anni dopo. E spesso non è la delusione di come siamo diventati, a sorprenderci; ma il ritrovarsi più simili di quanto credevamo.

RossanaRossana wrote a review
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JejelillaJejelilla wrote a review
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Spoiler Alert
STORIA DI UN MASCHIO
STORIA DI UN MASCHIO ** e 1/2
Prologo: libro acquistato da mio marito nella vana speranza che trattasse una storia vera di avventure in sella ad un bicicletta da corsa , fiducia mal riposta visto che alla decima pagina lo aveva già abbandonato sul comodino.
Ed io da ligure D.O.C. 😎 nel vedere sprecati Euro 19,50 di libro, ho preso il coraggio a due mani e ne ho affrontato coraggiosamente la lettura.
Storia di Luca Fanti, uomo che per i miei canoni potrei solo definire un parassita, fedifrago, ladro, drogato e bugiardo, diciamo quasi una nullità, che si ritrova all’età di 43 anni con un divorzio alle spalle, due figli da mantenere, un fratello ciclista del quale cura tutta la parte finanziaria e per il quale prova tanta invidia piuttosto che ammirazione.
Dopo 22 anni a fianco ad un fanatico ciclista, (tutti i ciclisti sono dei pazzi fanatici😅), volente o nolente impari tantissime cose del ciclismo: i nomi degli atleti più forti e famosi, i nomi delle squadre, le varie strategie di gara, chi è uno scalatore, chi un velocista, cosa significa vincere una tappa, quali sono le gare più prestigiose, alla fine si entra in questo mondo a suo modo affascinante e quindi è scontato che un libro del genere non possa avere nessun effetto positivo su un vero professionista del ciclismo, anche solo se amatore: questi nomi di fantasia, la descrizione di gare mai corse è come leggere un favola ad un adulto, quindi, amanti del ciclismo, evitatelo! Per gli altri lo eviterei comunque perché sinceramente non l’ho trovato per nulla particolare sia nello stile di scrittura, semplice e senza alcuna peculiarità sia perché anche la storia in sé, dice poco.