La ragazza di carta
by Guillaume Musso
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In piena crisi di ispirazione, solo e senza un soldo, lo scrittore Tom Boyde non riesce a terminare il suo ultimo romanzo. Proprio quando tutto sembra perduto, nella sua vita entra Billie. Misteriosa e bellissima, compare all'improvviso in una notte di pioggia, con una storia incredibile da raccontare. Gli dice infatti di essere la protagonista del suo romanzo, caduta nel mondo reale da una frase che lui ha lasciato in sospeso. Se ora Tom non riprenderà a scrivere, lei morirà. Sembra assurdo, eppure... Eppure, Tom le crede. Perché è già follemente innamorato. Insieme Billie e Tom affronteranno un'avventura straordinaria, in cui nulla è ciò che sembra. E scopriranno che la vita, a volte, può essere un gioco pericoloso...

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Francesca RFrancesca R wrote a review
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LibrijeLibrije wrote a review
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GunpergaGunperga wrote a review
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GresiGresi wrote a review
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La passione è come una droga: conoscerne gli effetti devastanti non ha mai impedito a nessuno di continuare a distruggersi dopo aver infilato il dito nell'ingranaggio.
La memoria, spesso non ce ne rendiamo veramente conto, ci fa strani scherzi. Ricordiamo e dimentichiamo esclusivamente quello che si vuole. E lo facciamo apparentemente senza alcuna ragione: noi perlomeno non abbiamo chiara l'idea di cosa significhi questo termine, o per quale motivo ci appartiene, o perché ne siamo indiscutibili controllori.
Spesso mi capita di sentire gente che si arrabbia, a volte si dispera o tormenta senza posa il proprio spirito, quando non ricordano il nome di una persona o il luogo esatto per un avvenimento e prendono questo come un segno del decadere, della sbadataggine, un segno che riveli come nell'ingranaggio della mente ci sia qualcosa che non va. Anch'io, che ho ventitre anni e non ho mai mostrato segni di sbadataggine, talvolta, mi accadono analoghe situazioni. Ma, a pensarci bene, è un meccanismo del tutto normale: nel palcoscenico artificiale della vita estrapoliamo ricordi, nozioni come piccoli dettagli stanziati nel nulla, mettendo da parte ciò che è irrilevante, quando poi io, per una ragione e per un altra, vado a frugare nei suoi recessi.
Dopo quattro anni di sfrenate e intense letture, la mia memoria nel file > aveva lasciato poco: la possibilità di modificare passato, presente e futuro, e la speranza di poter amare ed essere amati.
Ecco La ragazza di carta: uno scrittore in piena crisi di ispirazione, solo e senza un soldo soffre di depressione e dice di non sentirsi più a suo agio con le sue creature d'inchiostro; vuole stare da solo e crogiolarsi nel dolore senza aspettare alcun aiuto divino.
Spesso mi è capitato di aprire finestre di chimere felicità, quando m'imbatto in storie che osannano i libri e la buona letteratura. Come bolle di sapone che cambiano continuamente colore, le ho cercate come storie che vanno alla ricerca di altre storie. Come dispensatori di sogni e speranze ristabilite, allontanandomi dalla vita, dalla routine, attingendo ad emozioni che aspettano sotto l'ombra di essere chiamate ed evocate, prima che il fuoco della vita se le prenda e le ammutolisca.
Questo è il modo in cui mi piace definire il romanzo di Musso, nonostante non abbia potuto paragonarlo a una bellissima e indimenticabile storia d'amore. Piuttosto una meravigliosa proiezione egoistica del desiderio di due anime, che hanno poi lo scopo di riunirsi, che lentamente giunge a maturazione. Una storia per coloro che, una volta nella vita, hanno avuto la fortuna di conoscere l'amore, lo vivono ancora o sperano di incontrarlo in futuro. Un punto nero tra la parola "solitudine", una dolcezza velata di tristezza e sconforto che va a cercare sentimenti nascosti nel più intimo dell'essere, che si credevano perduti. La storia di uno scrittore, frustrato, disilluso, amante della scrittura e dei libri, depresso, incompreso, che nuota contro un fondale nero come un lungo serico filo bianco che ha cominciato a srotolarsi una mattina di qualche anno fa, quando per divertirsi il palazzo oscuro della coscienza lo proiettò in una realtà parallela cui, inconsapevolmente, rimase intrappolato. In un mondo che ferisce il cuore, le cui immagini hanno la lucentezza di un opera d'arte, da cui fuggì grazie alla gioia di catturare il pensiero astratto su carta. Urlando dinanzi all'ignoto, lanciandosi all'assalto dei suoi dolori, pur di illudersi di essere diverso. Libero di rincorrere la propria solitudine, esorcizzando la felicità, gettando urla di disperazione.
Mi sono trovata ai confini di una realtà che va oltre la fantasia, in uno stato di alienazione privo di alcun ragionamento sensato. Non ho dato peso a quello che mi circondava. I miei pensieri erano indirizzati esclusivamente a Tom e Billie. Mi sono lasciata galleggiare impunemente in uno strano stato di ebbrezza, condividendo la passione per la lettura e la scrittura come un modo per trincerarmi da assalti esterni; affacciandomi alla finestra di un mondo che mi è scivolato sul palmo di una mano ma in cui ho potuto identificarmi, abbracciandolo nella sua quotidianità; rivelandosi, appagandomi e curandomi attraverso una storia che non ha mai avuto una sua voce.
Il mio cuore era legato a quello di un uomo che va alla ricerca della felicità. Dell'amore. Di una storia. Un racconto che è solo suo, ma che, in qualche modo, ci appartiene. Il mio respiro era legato a quello di una donna svampita e molto sexy, insicura e appariscente, insicura a volersi lasciare trasportare dalla corrente del sentimento: incredibilmente bello e pericolosamente devastante, che sfrontata e un po' ribelle credeva che i sentimenti belli e puri non potessero guarire. Scacciare a poco a poco il dolore che divorava da dentro.
La ragazza di carta è un patto di generosità fra autore e lettore: ognuno ha fatto affidamento sull'altro, ognuno ha confidato sull'altro. Dal quale sono nate due entità pronte ad implodere e ad amalgamarsi. Un romanzo che è una finestra nascosta nelle tenebre del mondo. Una lettura sentimentale che si divora in qualche giorno, e che traccia il labile confine fra sogno e realtà, in cui si instaura nell'immediato una certa intesa. Un veleno che inzuppa per sempre la nostra anima, contamina il nostro spirito.

Se l'arte esiste perché la realtà non basta, forse arriva il momento in cui l'arte non basta più e passa il testimone alla follia e alla morte.