La regina delle nevi
by Michael Cunningham
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LudwigLudwig wrote a review
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Spoiler Alert
Il potere di un bruscolo in un occhio
Per Michael Cunningham vale la stessa regola di Alessandro Baricco: o lo si ama o lo si odia. Io personalmente li amo entrambi.
Su quest’ultimo romanzo di Cunningham potrei partire dalle molte recensioni negative che ha avuto qui in Italia, ma non sono il tipo che parte dalle recensioni altrui per poi fare il bastian contrario e tessere le lodi dell’autore. Mi limiterò a dire che se il genere “introspettivo” non è il vostro preferito, se da un romanzo vi aspettate una trama definita e che tenga in piedi tutte e duecentottanta pagine, allora vi sconsiglio di leggerlo.
Se, invece, come il sottoscritto, amate i romanzi introspettivi, se pensate che la mente di una persona sia già una storia a se stante, indipendentemente dalla linearità della trama (per quanto la mente umana possa essere lineare, tra i suoi alti e bassi), allora questo è il romanzo che fa per voi.
Con “La regina delle nevi”, Cunningham ritorna allo stile a più voci che ha caratterizzato il suo primo romanzo, “Le ore” e l’altro suo capolavoro “Una casa alla fine del mondo”. Protagonisti e voci di questo sesto romanzo sono Barrett Meeks, suo fratello maggiore Tyler, musicista dipendente dalla cocaina, Beth, compagna di Tyler che combatte contro un cancro al quarto stadio, e Liz, loro comune amica, donna di cinquant’anni che ha una relazione con un ragazzo più giovane.
Il romanzo si apre con Barrett, appena scaricato con un sms dal suo fidanzato, che cammina di notte per Central Park; ad un certo punto, alza lo sguardo e in cielo vede una strana luce che sembra illuminare proprio lui, come se gli stesse dando un segno. Allucinazione? La luce di un aereo coperto da una nube? Segno celeste? Questa domanda, Barrett se la porterà dietro fino alla fine, assieme alla domanda più vitale: cosa voleva dire?
Intanto, alla sua vicenda si intrecciano quelle di tutti gli altri.
Tyler vorrebbe tanto scrivere la canzone perfetta per Beth, per immortalare il loro amore e, al tempo stesso, riuscire ad emergere; Beth si trascina lungo la vita con la consapevolezza che forse di tempo gliene resta poco; Liz non riesce a vivere con serenità la sua relazione con il giovanissimo Andrew.
Sullo sfondo, l’ultimo mandato presidenziale di Bush e la guerra in Iraq fino ad arrivare alle imminenti elezioni di Obama; dal 2004 al 2008. E il periodo storico recente non è scelto a caso; chi lo leggerà, capirà.
L’importante, come ho già scritto, non è la trama o la storia che deve portare da qualche parte, ma la full immersion nella mente dei protagonisti, colti nei loro momenti di debolezza, nel momento in cui una loro consapevolezza cade, quando comprendono che un cambiamento è in atto, quando finalmente capiscono che le cose possono anche andare per il meglio.
Per quanto riguarda il titolo, ovvio riferimento alla omonima fiaba di Andersen, in esso c’è il succo della storia. Come Kay, nella fiaba, viene colpito all’occhio da uno dei frammenti dello specchio magico e dopo di ciò cambia, perché vede le cose in maniera diversa, così Barrett, dopo aver visto la luce, cambia il suo modo di vedere. E i riferimenti nel corso del romanzo non si sprecano; basti pensare che la cocaina, sniffata da Tyler per aiutare la sua ispirazione, in gergo viene anche chiamata “neve”, Beth si veste sempre di bianco, come la Regina delle Nevi, per non parlare dei bruscoli che possono finire in un occhio, per citare il più semplice. E poi, i vari momenti della storia sono sempre ambientati in inverno (Novembre per essere più precisi, più la parte centrale, vero capolavoro alla Cunningham, ambientata la notte di Capodanno)
Ero sicuro che Cunningham non mi avrebbe deluso con questo romanzo e così è stato. Anche questo romanzo, come gli altri che lo hanno preceduto sono dei veri capolavori. Certo, non a tutti possono piacere, e qui in Italia hanno tutti la brutta abitudine di fermarsi davanti all’assenza di trama (e qui vedo il mio sicuro futuro fallimento come scrittore).
Eppure, se ci pensate, questi romanzi sono quelli più vicini alla nostra realtà.
Mauro Torquati57Mauro Torquati57 wrote a review
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MarcoTheBatmanMarcoTheBatman wrote a review
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