La rivolta
by Licia Oliviero
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L’Oscurità sembra aver vinto ed eclissato la Luce.
Layra e Ally sono prigioniere e sfruttate dai loro nemici, mentre Anter è libero in un regno prostrato e in catene.
Catene che iniziano a cedere, forzate dagli Elfi della Luce ribelli che, sfuggiti ai rastrellamenti nemici, intendono combattere

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«Combatterai, Layra?» Appena riuscì a incontrare lo sguardo della ragazza, sorrise spietato. «Rammenta che fino adesso hai tentato e fallito. La semplice verità è che non puoi combattere contro di me. Sarebbe inutile, non trovi? Non dimenticare il piccolo incantesimo che ti lega a me. E, se non bastasse, ricorda che io ho molta più esperienza di te, so come vanno a finire queste cose.»
Layra si sentiva quasi paralizzata, era incredibile come con il solo tocco della mano lui riuscisse a controllarla. Doveva scuotersi da quello stato d’intorpidimento, non poteva permettergli di farle tutto ciò che voleva, ma il solo pensiero di muoversi la lasciava senza forze. Era stremata e questo la spaventava, anzi terrorizzava. Perché non poteva muoversi? Perché lui aveva tanto potere su di lei?
«Vedi, Layra?» le chiese lui con dolcezza artefatta. «Non puoi opporti a me, non lo senti? Senti che non ce la fai? Ne vale davvero la pena, lottare contro di me?»
La voce di Amos era in un certo senso ipnotica, sembrava quasi che la stesse avvolgendo in una densa nube, che le stesse annebbiando la mente.
Per un secondo si rese conto che il suo diadema si era fievolmente illuminato, restituendole un lieve frammento di lucidità, presto però la voce suadente e al contempo autoritaria di Amos tornò ad imprigionarla nel suo giogo. «Non lottare, Layra. Non sarebbe molto più facile arrendersi?»
“Sì, è decisamente più facile.” pensò lei però poi un’immagine le balenò nella mente. C’era qualcuno per cui doveva lottare.
“Che cosa sto facendo? Cosa mi succede?” La nube iniziò a diradarsi e Layra provò debolmente a ribellarsi.
«Attenta Layra, non opporti. Questa è la tua ultima possibilità. Tirati indietro. Arrenditi. È facile, vedi?» le sussurrò ancora lui con quella calma ipnotica.
Layra sentiva ancora quella strana nube avvolgerla e soffocarla, come le spire di un serpente, tuttavia, nel fumo che le permeava la mente, si fece strada una voce o forse un ricordo.
Torna da me. Era Anter, con quegli intensi occhi scuri che la imploravano e la guardavano come se lei fosse stata il sole, l’aria, la vita stessa.
Sempre. Aveva risposto lei sincera, perché non c’era altro che desiderasse al mondo se non tornare da lui. O almeno, questo desiderava prima che quella nube la avvolgesse. Eppure quello stato di calma e di pace, quasi di apatia… a cosa serviva? A cosa serviva se non poteva stare con le persone che amava? A cosa sarebbe valso vivere, se poi non avesse veramente vissuto?
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«Combatterai, Layra?» Appena riuscì a incontrare lo sguardo della ragazza, sorrise spietato. «Rammenta che fino adesso hai tentato e fallito. La semplice verità è che non puoi combattere contro di me. Sarebbe inutile, non trovi? Non dimenticare il piccolo incantesimo che ti lega a me. E, se non bastasse, More