La saga di Terramare
by Ursula K. Le Guin
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Nel mondo incantato di Terramare, fatto di arcipelaghi e di acque sconfinate, un ragazzo si mette in viaggio verso l'isola di Roke e la sua Scuola di maghi, dove apprenderà le parole per sconfiggere creature favolose, guarire i malati, governare gli elementi, piegare gli uomini e la natura al proprio volere. "Sparviere" è il soprannome con cui lo conoscono al villaggio, Ged il nome segreto da rivelare solo agli amici fidati. E di amici Ged ne avrà certo bisogno, per superare indenne il lungo, avventuroso apprendistato che lo condurrà all'estremo limite del mondo, ai margini dell'Oceano Aperto, dove dovrà misurarsi con l'Ombra e con la parte più oscura della propria anima. Solo quando Ged sarà diventato un potente mago, Signore del Draghi, potrà affrontare le forze dell'oscurità che minacciano di sopraffare Terramare e riportare la magia in una terra che ne ha disperato bisogno.

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Carlo(tta)Carlo(tta) wrote a review
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Introspettivo, diverso
Recensione breve: Meraviglioso

Recensione lunga (per i temerari):
Avevo già letto qualcosa di Le Guin, prima di questa saga; abbastanza per rendermi conto di trovarmi davanti a un’autrice unica nel suo genere e costruttrice di mondi destinati a lasciare una forte impressione in chi legge.
Ad esempio, leggendo i suoi romanzi si può incappare in un mondo alieno i cui abitanti cambiano sesso ciclicamente durante l’anno, assottigliando la linea di demarcazione che divide ciò che è maschile e ciò che è femmineo; possiamo leggere di un pianeta che ha realizzato un’utopia anarchica, in cui ogni individuo è al servizio degli altri e nel quale nessuno ha possedimenti di alcun tipo, e prospera; oppure, come in questo caso, possiamo viaggiare al fianco un protagonista di colore, in un mondo in cui prevalentemente tutti hanno la pelle nera (cosa per niente scontata, negli anni ‘60; tant’è che tutte le copertine di allora e anche tra quelle più recenti figurava in primo piano un uomo dalla pelle bianca; solo le edizioni degli ultimi anni si sono dimostrate fedeli al testo).
Le Guin, insomma, ama ragionare fuori dagli schemi o applicare sfumature leggermente diverse per rendere il tutto più interessante, che sia parlando di identità di genere, politica o etnia.

Ma la peculiarità di questa saga fantasy non si limita solamente al colore ramato della pelle del suo protagonista, signornò.
Al di là della superficie, addentrandoci nella storia di Ged e delle isole di Terramare, così strettamente legate e avviluppate tra di loro, troviamo un profondo sottotesto spirituale, filosofico, naturalista. Terramare è una terra viva, pulsante, e i maghi e le streghe vi vivono apparentemente in perfetta armonia, nel rispetto di quello che la gente del posto chiama l’Equilibrio.

Il tema principale della maggioranza dei libri di questa saga è proprio quello del rispetto dell’Equilibrio e delle armonie esistenti nel mondo: la terraferma e il mare aperto, la materialità e la spiritualità, la vita e la morte.
Leggendo non vi addentrerete in una saga epica in cappa e spada, non assisterete a guerre e intrighi di corte, non rimarrete di sasso per il finale a “cliffhanger”, sospeso.
Leggendo, vi immergerete pian piano nelle calme acque di un mondo in cui Le Guin indaga prima di tutto l’animo umano, cambiando protagonista e punto di vista di romanzo in romanzo, senza paura, e lasciando che un sottile filo conduttore leghi le vicende che coinvolgono maestri e allievi, giovani e anziani, genitori e figli. Il legame affettivo e spirituale che Le Guin costruisce tra i suoi personaggi è di sviluppo lento ma indissolubile, all’insegna di una parola chiave.

La parola chiave è: Empatia.
Ged e tutti gli altri personaggi di questa saga hanno il pregio di essere profondamente empatici; indagano sé stessi senza paura e aiutano gli altri a scoprirsi e ad accettarsi, come se ogni singolo individuo fosse fondamentale per l’Equilibrio.
Leggiamo così di personaggi maschili che piangono, mostrano le loro fragilità, chiedono aiuto, ammettono i propri errori; e continuiamo a scoprire personaggi femminili indipendenti, fautrici del proprio destino, buone leader, costruttrici. Le Guin ci mostra come sentimenti e potenzialità individuali vadano ben oltre i ruoli di genere.

I grandi nemici di questi romanzi non sono lord conquistatori e dittatoriali o Signori Oscuri dagli arcani propositi, ma li ritroviamo nelle fragilità adolescenziali e della vecchiaia, nei dubbi etici, nell’abuso della Natura, nell’avidità, nella paura della morte e nella tentazione di accedere a una vita eterna.
In tutto ciò, l’empatia è la chiave di tutto: la valorizzazione di chi ti sta vicino, la fiducia nel prossimo, il coraggio di mettere la propria vita nelle mani di un altro, la capacità di comprendere i problemi e i bisogni di terzi, l’onestà di fare un passo indietro e mettere gli altri prima di sé.

A questo punto avrete capito che non si tratta di una saga come le altre.
È stato un piacere incontrare dei protagonisti come Ged, Tenar, Tehanu e Lebannen. È stato bello seguire le loro vite e le loro imprese che li hanno resi leggenda, navigando oltre i confini dell’estremo Ovest, scontrandosi con l’immenso potere dei draghi, esplorando le Tombe di Atuan, giungendo al muro che divide il mondo dei morti e dei vivi. È stato bello incontrarli giovani e vederli crescere, maturare e poi invecchiare; giacché Le Guin non ha paura di donare le rughe ai suoi personaggi e indagare le insicurezze e le debolezze della terza età. Il mondo è costruito e tenuto insieme dalle forti volontà, non importa che siano giovani o anziani, uomini o donne, ricchi o poveri. Ognuno ha un posto nell’Equilibrio ed è fondamentale al mantenimento di esso.

Questo volume racchiude cinque romanzi scritti nell’arco di più di trenta anni, e in essi si leggono la crescita e la maturità della scrittrice stessa. Vi è anche presente la raccolta di racconti “Leggende di Terramare”, che include storie ambientate nelle stesse isole esplorate nella saga principale, concentrandosi su storie precedenti gli eventi principali o contemporanee. C’è anche un’appendice dedicata all’approfondimento della lingua, della geografia, della mitologia e degli abitanti di Terramare, per gli appassionati di worldbuilding e di tutte le curiosità che traspaiono durante la narrazione.

L’universo di Terramare è altamente immersivo, oserei dire unico nel suo genere. Difficile rimanere indifferenti davanti a una saga simile. Le Guin raggiunge un ottimo equilibrio tra saga epica e Bildungsroman, aggiungendoci quel pizzico di spiritualità che ci mostra le cose sotto un’altra luce.
È un’opera che secondo me andrebbe celebrata di più, dunque spero di averle reso almeno un po’ di giustizia con questa mia recensione (anche se mi scuso per la sua probabile eccessiva lunghezza).
È una saga che va ben oltre il suo genere, un’opera di grande respiro scritta da un’autrice dalla penna agile, sensibile, affinata. Le Guin si conferma una grande narratrice e un’ottima scrittrice, fautrice di mondi immaginifici che non possono non rimanere impressi. Libri da portare nel cuore.

Come ho detto all’inizio: Meraviglioso.
RomeomuratoriRomeomuratori wrote a review
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Ettore BilBoEttore BilBo wrote a review
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Edoardo SeccoEdoardo Secco wrote a review
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