La salita dei saponari
by Cristina Cassar Scalia
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Solo un caso molto complesso può distogliere, anche se per poco, il vicequestore Vanina Guarrasi dalla caccia ai propri fantasmi e riportarla in azione. Anzi, qualcosa di più di un caso: un intrigo internazionale all'ombra dell'Etna. Esteban Torres, cubano-americano con cittadinanza italiana e residenza in Svizzera, viene trovato morto nel parcheggio dell'aeroporto di Catania; qualcuno gli ha sparato al cuore. L'uomo ha un passato oscuro, e girano voci che avesse amicizie pericolose, interessi in attività poco pulite. Eppure le indagini sono completamente arenate: nessun indizio che riesca a sbloccarle. Questo finché a Taormina, dentro un pozzo nel giardino di un albergo, si scopre il cadavere di Roberta Geraci, detta «Bubi». Torres e Bubi si conoscevano. Molto bene. Con l'aiuto della sua squadra e dell'immancabile Biagio Patanè, commissario in pensione che non ha perso il fiuto, Vanina riporterà alla luce segreti che hanno origine in luoghi lontani. Ma non potrà dimenticare gli incubi che la seguono fin da quando viveva a Palermo. Questioni irrisolte che, ancora una volta, minacciano di metterla in pericolo.

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bubbybubby wrote a review
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zombie49zombie49 wrote a review
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Troppo folklore, poco giallo
Due viaggiatori scoprono il cadavere di uomo, ucciso con un colpo al cuore, in una Mercedes parcheggiata all’aeroporto di Catania. E’ Esteban Torres, un anziano italo americano di origine cubana. La moglie non sa dare molti ragguagli sulle attività di Esteban, che diverse volte l’anno si recava a Catania, trattenendosi parecchi giorni, e alloggiava in albergo, pur avendo a disposizione una casa. Poche ore dopo, la polizia scopre un altro delitto: il corpo di Roberta Geraci, amante di Torres, giace nel pozzo decorativo di un albergo a Taormina, luogo d’incontro della coppia. Forse è stato un omicidio accidentale, dovuto a un violento colpo alla tempia, e il cadavere è stato poi occultato. Vanina Guarrasi, vicequestore, si occupa delle indagini, coadiuvata dai suoi collaboratori, gli anziani della squadra Carmelo Spanò e Salvatore Fragapane, e Marta Bonazzoli, la giovane poliziotta bresciana. Anche Biagio Patané, ultra ottantenne commissario in pensione, è pronto a dare una mano. La storia è abbastanza confusa, per la presenza di numerosi personaggi, anche marginali alla vicenda poliziesca. L’indagine è molto lenta per le frequenti divagazioni di Cristina Cassar Scalia sulla vita privata di Vanina e degli altri protagonisti. Non è un romanzo d’azione, ma un giallo di costume all’italiana che evita però di scadere nella farsa. I personaggi di contorno sono simpatici e coloriti sullo sfondo delle vie, dei negozi, delle strade di Catania. A volte, però, nella descrizione di un pranzo in un ristorante tipico, di una pastasciutta casalinga, di un dolce tradizionale, di una pausa sigaretta, si perde di vista la vicenda poliziesca. Sulle orme di Camilleri Scalia usa con moderazione il dialetto siciliano per rendere la storia più accattivante. Il romanzo è scorrevole, ma la vicenda gialla non intriga. La conclusione è intricata e improbabile. Il racconto è sbilanciato nella ricerca del folklore, a tratti ripetitivo, e meno convincente delle altre indagini di Vanina.
Marco BartoliMarco Bartoli wrote a review
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