La scomparsa di Majorana
by Leonardo Sciascia
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Fra la partenza e l'arrivo in un viaggio per mare da Palermo a Napoli, il 26 marzo 1938, si perdono le tracce del trentunenne fisico siciliano Ettore Majorana, definito da Fermi un genio della statura di Galileo e di Newton. Suicidio, come gli inquirenti dell'epoca vogliono lasciar credere, o volontaria

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Estraneo al suo tempo, presago, Ettore Majorana potrebbe aver riconosciuto e calcolato la potenza dell'energia atomica qualche mese prima che l'avvenuta scissione dell'atomo fosse resa nota e ne giustificasse l'immaginazione. Un terrore verosimile o anche solo il presagio di un orrore imminente avrebbero angosciato la sua coscienza in un conflitto senza soluzione; la sua decisione di scomparire significherebbe il rifiuto dello scienziato, non l'oscura disperazione di un neurotico.
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Estraneo al suo tempo, presago, Ettore Majorana potrebbe aver riconosciuto e calcolato la potenza dell'energia atomica qualche mese prima che l'avvenuta scissione dell'atomo fosse resa nota e ne giustificasse l'immaginazione. Un terrore verosimile o anche solo il presagio di un orrore imminente avrebbero More
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Nato in Sicilia che per più di due millenni non aveva dato uno scienziato, in cui l'assenza se non il rifiuto della scienza era diventata forma di vita, il suo essere scienziato era già come una dissonanza. Il "portare" poi la scienza come parte di sé, come funzione vitale, come misura di vita, doveva essergli di angoscioso peso; e ancor più nell'intravedere quel peso di morte che sentiva di portare oggettivarsi nella particolare ricerca e scoperta di un segreto della natura: depositarsi, crescere, diffondersi nella vita umana come polvere mortale. "In una manciata di polvere ti mostrerò lo spavento" dice il poeta. E questo spavento crediamo abbia visto Majorana in una manciata di atomi.
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Nato in Sicilia che per più di due millenni non aveva dato uno scienziato, in cui l'assenza se non il rifiuto della scienza era diventata forma di vita, il suo essere scienziato era già come una dissonanza. Il "portare" poi la scienza come parte di sé, come funzione vitale, come misura di vita, doveva More
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I singoli passi della ricerca scientifica sono spesso cosi complessi, la loro spiegazione cosi difficile che essi possono essere seguiti solo dal piccolo gruppo degli specialisti. Le svolte decisive però interessano una grande cerchia di persone e devono poter essere comprese anche nell'ambito di questa più larga cerchia...L'autore è convinto che questa situazione come uno dei segni premonitori di un mutamento dei tempi, annunci un cambiamento in profondità nella struttura dell'intera realtà; e con la parola realtà di intende qui l'insieme dei rapporti reciproci e delle connessioni fra la coscienza formante e il mondo quale suo contenuto oggettivabile.
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I singoli passi della ricerca scientifica sono spesso cosi complessi, la loro spiegazione cosi difficile che essi possono essere seguiti solo dal piccolo gruppo degli specialisti. Le svolte decisive però interessano una grande cerchia di persone e devono poter essere comprese anche nell'ambito di questa More
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010
"Nel genio precoce, quale appunto era Majorana, la vita ha come una invalicabile misura: di tempo, di opera. Una misura come assegnata, come imprescrittibile. Appena toccata, nell'opera una compiutezza, una perfezione; appena data perfetta forma, e cioè rivelazione, a un mistero, nell'ordine della conoscenza o, per dirla approssimativamente, della bellezza: nella scienza o nella letteratura o nell'arte, appena dopo è morte. E poiché è un "tutt'uno" con la natura, "un tutt'uno" con la vita, e natura e vita un "tutt'uno" con la mente, questo il genio precoce lo sa senza saperlo. Il fare è per lui intriso di questa premonizione, di questa natura. Gioca col tempo, col suo tempo, coi suoi anni, in inganni e ritardi. Tenta di dilatare la misura, di spostare il confine. Tenta di sottrarsi all'opera, all'opera che conclusa conclude. Che conclude la sua vita."
Terzo capitolo
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010
"Nel genio precoce, quale appunto era Majorana, la vita ha come una invalicabile misura: di tempo, di opera. Una misura come assegnata, come imprescrittibile. Appena toccata, nell'opera una compiutezza, una perfezione; appena data perfetta forma, e cioè rivelazione, a un mistero, nell'ordine della conoscenza More
Enrico ScebbaEnrico Scebba added a quotation
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Vivere contro un muro, è vita da cani. Ebbene, gli uomini della mia generazione e di quella che entra oggi nelle fabbriche e nelle facoltà, hanno vissuto e vivono sempre più come cani. Grazie alla scienza, grazie soprattutto alla scienza.
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Vivere contro un muro, è vita da cani. Ebbene, gli uomini della mia generazione e di quella che entra oggi nelle fabbriche e nelle facoltà, hanno vissuto e vivono sempre più come cani. Grazie alla scienza, grazie soprattutto alla scienza.
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Sono i siciliani peggiori quelli che hanno il genio del gruppo, della «cosca».
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Sono i siciliani peggiori quelli che hanno il genio del gruppo, della «cosca».
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Soltanto i vivi intelligenti possono scomparire senza lasciar traccia.
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Soltanto i vivi intelligenti possono scomparire senza lasciar traccia.
Elisa PaschettaElisa Paschetta added a quotation
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E quando, coll'andar del tempo, avrete scoperto tutto lo scopribile, il vostro progresso non sarà che un progressivo allontanamento dall'umanità. Tra voi e l'umanità può scavarsi un abisso così grande, che ad ogni vostro eureka rischierebbe di rispondere un grido di dolore universale... (Bertolt Brecht, Vita di Galileo)
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E quando, coll'andar del tempo, avrete scoperto tutto lo scopribile, il vostro progresso non sarà che un progressivo allontanamento dall'umanità. Tra voi e l'umanità può scavarsi un abisso così grande, che ad ogni vostro eureka rischierebbe di rispondere un grido di dolore universale... (Bertolt Brecht, More
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"In una manciata di polvere ti mostrerò lo spavento", dice il poeta. E questo spavento crediamo abbia visto Majorana in una manciata di atomi.
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"In una manciata di polvere ti mostrerò lo spavento", dice il poeta. E questo spavento crediamo abbia visto Majorana in una manciata di atomi.
LayuraLayura added a quotation
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Le malattie delle persone intelligenti per tre quarti provengono dalla loro intelligenza.
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Le malattie delle persone intelligenti per tre quarti provengono dalla loro intelligenza.