La signora in verde
by Arnaldur Indriðason
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La signora in verde, un libro che in sé ha qualcosa di eccezionale per la sua nota coinvolgente, cruda, inquietante. Si portano avanti due storie in parallelo, il cui nesso si trova in quello scheletro trovato casualmente a Grafarholt durante la festa di un bambino. Da una parte, la famiglia disastrata della Seconda Guerra Mondiale, in cui il marito si rende il mostro di violenze domestiche ai danni della moglie ma anche dei figli; in contemporanea vi è la storia privata del commissario Erlendur, incaricato di risolvere il caso, apparentemente con ben poche speranze di riuscirci. Egli, uomo solitario e padre assente, si trova ad affrontare la tossicodipendenza della figlia incinta, nonostante l'ultima volta che si erano visti avessero litigato pesantemente. Le due storie, seppur abbiano ben poco in comune, proseguono ognuna con i propri avvenimenti.
Se il libro è da considerarsi un giallo, anche molto ben riuscito, si nota la forte impronta psicologica: le violenze sono raccontate in modo preciso, senza omissioni, andando a denunciare un turpe fenomeno tutt'altro che superato. Talvolta l'angoscia attanaglia il lettore, che si chiede fino a che punto si spingerà quella volta il mostro. Sin dalle prime pagine non si dimostra affatto una lettura leggera, di puro divertimento. L'intero libro è permeato da un sottofondo malinconico e inquietante e non presenta alcun passo particolarmente sereno e spensierato. Anche Erlendur, il commissario, è delineato in modo preciso; seppur possa essere quasi irritante a volte per la sua freddezza e assenza nella vita dei figli, man mano che si prosegue lo si comincia a comprendere meglio, tanto che si prova quasi compassione per la sua eterna tristezza. Ciò che ha voluto fare l'autore è stato di presentare una denuncia alle violenze domestiche e allo stesso tempo costruire una storia, anzi due degne di essere lette. Libro profondamente consigliato.
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La signora in verde, un libro che in sé ha qualcosa di eccezionale per la sua nota coinvolgente, cruda, inquietante. Si portano avanti due storie in parallelo, il cui nesso si trova in quello scheletro trovato casualmente a Grafarholt durante la festa di un bambino. Da una parte, la famiglia disastr... More
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A poco a poco le botte diventavano atti di sadismo, perché l'unico potere che ha un uomo violento é quello che esercita su sua moglie, ed è un potere totale, perché sa che lei non potrà mai fare niente. E' inerme e dipende da lui in tutto, perchè non solo la minaccia, non solo la tormenta con il suo odio e la sua rabbia, ma anche con l'odio verso i suoi figli e le dice chiaro e tondo che se provasse a ribellarsi al suo potere farebbe del male anche a loro ecc
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A poco a poco le botte diventavano atti di sadismo, perché l'unico potere che ha un uomo violento é quello che esercita su sua moglie, ed è un potere totale, perché sa che lei non potrà mai fare niente. E' inerme e dipende da lui in tutto, perchè non solo la minaccia, non solo la tormenta con il su... More
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Una definizione accettabile per un assassino dell'anima.ecc Convivere con l'odio ogni singolo giorno e senza tregua,qualsiasi cosa una faccia, senza poter mai fare niente per cambiare la situazione, fino a perdere la propria volontà fino a rimanere ad aspettare sperando che le percosse successive non siano pesanti come le precedenti?
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Una definizione accettabile per un assassino dell'anima.ecc Convivere con l'odio ogni singolo giorno e senza tregua,qualsiasi cosa una faccia, senza poter mai fare niente per cambiare la situazione, fino a perdere la propria volontà fino a rimanere ad aspettare sperando che le percosse successive no... More
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Non so se è questo il motivo di tutto. Avevo dieci anni e da allora mi sono sempre sentito colpevole. Una sensazione che non mi sono mai scrollato di dosso. Non voglio farlo. Questa pena è come una fortezza intorno a un dolore che non voglio lasciare andare. Forse avrei già dovuto farlo da tempo, accettare la vita che si era salvata e darle qualche possibilità. Ma non è accaduto e certo non succederà da qui in avanti. Tutti abbiamo il nostro fardello. Il mio non è peggiore di chi ha perso una persona amata, ma io non riesco ad affrontarlo, in nessun modo.
E' come se qualcosa mi si fosse spento dentro.
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Non so se è questo il motivo di tutto. Avevo dieci anni e da allora mi sono sempre sentito colpevole. Una sensazione che non mi sono mai scrollato di dosso. Non voglio farlo. Questa pena è come una fortezza intorno a un dolore che non voglio lasciare andare. Forse avrei già dovuto farlo da tempo, ac... More
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Secondo il tuo modo di vedere, i figli sono un sistema solare lontanissimo.
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Non ascoltava più quelle storie, che andarono perdute. Tutta la sua gente era scomparsa, dimenticata e sepolta nelle aree desertiche disabitate. Lui stesso era un relitto alla deriva in una città che non aveva niente da dirgli. Anche se avesse voluto tornare indietro, non c'era più nessuno da cui andare. Sapeva di non essere adatto a vivere in città. Non sapeva esattamente perché. Ma dentro di sé non l'abbandonava mai la nostalgia per una vita diversa, si sentiva sradicato e a disagio, e quando sua madre morì comprese di aver perduto anche l'ultimo legame con il passato.
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Non ascoltava più quelle storie, che andarono perdute. Tutta la sua gente era scomparsa, dimenticata e sepolta nelle aree desertiche disabitate. Lui stesso era un relitto alla deriva in una città che non aveva niente da dirgli. Anche se avesse voluto tornare indietro, non c'era più nessuno da cui an... More
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Il nuovo ambiente gli era risultato estraneo fin dal primo momento. Era cresciuto in modo semplice, nella campagna isolata, con le bestie, le estati tiepide, gli inverni rigidi e le storie sulla gente che aveva sempre abitato le fattorie dei dintorni; erano perlopiù piccoli contadini, poverissimi da generazioni.
Quelle persone erano i suoi eroi, i protagonisti delle storie che aveva sentito da piccolo, i racconti della vita di campagna che lui conosceva in prima persona. Storie di vita quotidiana, che venivano raccontate da decine di anni e descrivevano viaggi perigliosi e disastri, oppure aneddoti così divertenti da costringere chi li raccontava a trattenere il fiato per il gran ridere o a esplodere in colpi di tosse tali da farli piegare in due, scossi dalle risate. Erano tutte storie che narravano di persone con cui aveva vissuto o che aveva conosciuto, oppure che abitavano in campagna da secoli; zii e nipoti e nonne e bisnonne e nonni e bisnonni dei tempi passati. Conosceva tutti quei personaggi attraverso le loro storie, anche chi era morto da tempo ed era stato sepolto nel piccolo cimitero accanto alla chiesetta, quando era ancora in uso; [...]; storie di fantasmi e di mostri; storie di vita che facevano parte della sua.
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Il nuovo ambiente gli era risultato estraneo fin dal primo momento. Era cresciuto in modo semplice, nella campagna isolata, con le bestie, le estati tiepide, gli inverni rigidi e le storie sulla gente che aveva sempre abitato le fattorie dei dintorni; erano perlopiù piccoli contadini, poverissimi da... More
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Aprì la porta [...]. Lui entrò esitante e rimase in cucina, in piedi, come un soprammobile fuori posto.
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Aprì la porta [...]. Lui entrò esitante e rimase in cucina, in piedi, come un soprammobile fuori posto.
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Parlava un islandese quasi perfetto, frasi brevi e concise come se la disciplina militare avesse da tempo ripulito tutto da ogni inutilità.
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Parlava un islandese quasi perfetto, frasi brevi e concise come se la disciplina militare avesse da tempo ripulito tutto da ogni inutilità.