La sola idea di te
by Rosie Alison
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A otto anni, Anna Sands adora le avventure, e quella che sta per iniziare nel settembre del 1939 non saprebbe immaginarla diversamente. Con migliaia di altri bambini deve lasciare la sua casa di Londra per trovare rifugio nella campagna inglese, lontano dalla capitale che ha ascoltato la dichiarazione di guerra del Primo ministro Chamberlain. L'arrivo a destinazione, pur tra nostalgia e un po' di paura, non tradisce le aspettative della ragazzina: Ashton Park, isolata nella brughiera dello Yorkshire, ha tutte le carte in regola per rispondere al suo ingenuo ottimismo. In quell'immensa villa ogni stanza pare nascondere segreti; le aule scolastiche hanno soffitti e finestre altissimi e gli insegnanti sono pronti ad aprire gli occhi dei piccoli allievi. Ma, con i genitori lontani e poco inclini alla corrispondenza, sono soprattutto gli adulti a catturare la sensibilità e le emozioni di Anna: Thomas Ashton, il ricco proprietario della tenuta, un uomo colto, gentile, riservato, dagli splendidi occhi azzurri nei quali si leggono tutte le prove che la vita gli ha finora riservato; e sua moglie Elizabeth, elegantissima e algida, in cui ai piccoli sfollati sembra di poter trovare una nuova figura materna, amorevolmente dedita a loro nella sofferta mancanza di figli propri. E poi altre figure "speciali", come il pittore Pawel o la mite signorina Weir. Nel loro mondo, Anna troverà la sua avventura, ma sarà ben diversa, sconvolgente e indelebile, rispetto a ciò a cui era preparata.

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Lara GaLara Ga wrote a review
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PatriziaPatrizia wrote a review
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ζ Robertaζ Roberta wrote a review
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Rosie Alison non è una scrittrice, ma una produttrice cinematografica inglese. L'idea di scrivere un libro parte da due episodi ben precisi, come lei stessa scrive nei Ringraziamenti:

Several years ago my father gave me a batch of papers belonging to our cousin, a diplomat called Sir Clifford Norton. It was eerie to read his letters and dispatches from the Warsaw embassy, written just before and after the Nazi invasion in 1939. At around the same time, I visited a beatiful house in Cornwall which was open to the public. The visitors' tour included a very touching archive of children who had been evacuated to the house during the Second World War.

The Very Thought of You è la storia di Anna, ragazzina di otto anni che viene evacuata da Londra nel settembre del 1939 e finisce ospite di una magione palladiana nello Yorkshire, Ashton House, di proprietà di Thomas Ashton e della moglie Elizabeth e trasformata per la durata della guerra in una scuola per sfollati. La coppia è senza figli e Thomas è su una carrozzella a causa della polio, contratta subito dopo il matrimonio. Le due disgrazie congiunte sono state evidentemente troppo per i due coniugi, il cui matrimonio è sull'orlo dello sfascio. Anna assiste per caso ad alcuni episodi chiave del rapporto fra Elizabeth, Ashton e un'insegnante della scuola, la giovane Ruth. Ovviamente data la giovane età non ne capisce la portata, ma ne subisce l'influsso, sviluppando per Thomas Ashton un'adorazione che avrà profondi influssi su tutta la sua vita, anche da adulta.

La tematica dei bambini sfollati in tempo di guerra mi affascina molto: non solo mi domando come può essere stato per dei bambini londinesi anche molto piccoli ritrovarsi improvvisamente lontani dai genitori, a volte anche per anni, fino alla fine della guerra, e nelle case più disparate (i bambini sfollati venivano infatti sistemati anche presso case private). Dall'altra mi domando cosa può aver significato questo distacco per i genitori, dilaniati tra il desiderio di occuparsi direttamente dei figli e la necessità di proteggere la loro incolumità mandandoli lontano. Forse la più grande delusione per me è stata realizzare che questo argomento viene affrontato solo perifericamente, anche se la protagonista ufficiale è proprio Anna e il romanzo è strutturato come un romanzo di formazione. Di fatto parla di amore,ma trovando ben poco di positivo da dire al riguardo: si tratta per lo più di storie di persone che non riescono ad amare, o che, quando finalmente trovano l'anima gemella, non sono ricambiate, o lo sono ma la loro storia finisce tragicamente.

La storia viene raccontata da un unico narratore onnisciente in terza persona che cambia spesso prospettiva e indulge in frequenti e lunghi flashback, e non riesce, a mio avviso, a dare una reale profondità ai personaggi: nonostante le loro esistenze siano molto drammatiche, non ho sentito le loro emozioni. La Alison utilizza un linguaggio evocativo (a volte, forse, troppo) ma i sentimenti che evoca suonano a vuoto, e mi hanno impedito di sentirmi coinvolta nelle loro vicissitudini. Le svolte più significative della trama vengono trattate senza enfasi, in modo rapido e sommario. Le varie linee narrative sembrano trattate ed esposte in modo eccessivamente ordinato e pulito, anche se non sempre le concatenazioni funzionano (l'effetto duraturo delle esperienze di evacuata sulla vita di Anna, per esempio, mi è sembrato molto tirato). Il romanzo dice, non mostra, ed è piuttosto ripetitivo, grazie a un narratore che rimugina per pagine e pagine sui sentimenti dei personaggi e alla presenza di pochissimi dialoghi.

Le parti più interessanti (e purtroppo brevissime) sono quelle dedicate ai Norton, che forniscono un contrappunto alla vita ovattata e introspettiva ad Ashton Park, introducendo la realtà della guerra e dei campi di concentramento nazisti. Anche i brevi capitoli dedicati alla madre di Anna, Roberta, che una volta sola a Londra (il marito è in guerra) inizia a lavorare per la BBC in mezzo ai bombardamenti, sono molto interessanti. Viene da pensare che forse The Very Thought of You sarebbe stato un romanzo migliore se si fosse concentrato su questi personaggi, o addirittura un ottimo saggio se avesse utilizzato il materiale originale di famiglia.

Ci sono dei punti in comune con Atonement (Espiazione) di Ian McEwan, anche se siamo, chiaramente, su un piano molto diverso. Molti commentatori hanno anche sottolineato le somiglianze al romanzo The Go-Between di L. P. Hartley, che però non conosco. Forse la narrativa si avvicina di più ai romanzi di Kate Morton, che però non si propone come scrittrice di literary fiction, e pertanto riesce a produrre, nel suo genere, degli ottimi e onesti romanzi di intrattenimento. La Alison sembra voler volare molto più in alto, ma fallisce nel suo intento.

Questa lettrice introduce un concetto interessantissimo: l'idea che questo romanzo potesse essere molto significativo, se solo avesse scelto di esplorare il motivo per cui alcune persone investono eccessivamente nell'amore, destinandosi così al fallimento e negandosi tutte le altre opportunità della vita. Effettivamente, la maggior parte dei protagonisti di The Very Thought of You segue questo schema, che però il romanzo sembra glorificare, molto più che mettere in discussione. L'idea dell'amore romantico come unica aspirazione nella vita, e l'idea di anima gemella, di unica possibilità d'amore nell'esistenza, sono ottime in un feuilleton alla Kate Morton, ma se si punta ad altro, bisogna approfondire.

The Very Thought of You fu pubblicato nel 2009, e le uniche recensioni sui principali quotidiani della Gran Bretagna furono pubblicate quando fu inserito - a sorpresa - nella long list dell'Orange Prize del 2010. A seguire il romanzo è stato tradotto in italiano (nel 2011). E' difficile capire che cosa esattamente abbia spinto i giudici a questa inclusione (il romanzo non vinse, chiaramente; la vincitrice fu Barbara Kingsolver con il suo The Lacuna). Io l'ho trovato abbastanza piacevole ma non particolarmente illuminante e nemmeno coinvolgente.

robertabookshelf.blogspot.it/2012/09/259-very-thought-of-you.html
lollylolly wrote a review
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ChiasseraChiassera wrote a review
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