La sonata a Kreutzer
by Lev Nikolaevič Tolstoj
(*)(*)(*)(*)( )(3,719)

Daisy (in perpetuo volo)'s Review

Daisy (in perpetuo volo)Daisy (in perpetuo volo) wrote a review
418
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Nonostante la dose – letale – di misoginia, ho apprezzato la descrizione dissacrante dell'istituzione matrimoniale: l'unione "legale", consacrata e benedetta, indispensabile all'epoca (all'epoca?) per dare legittimità agli istinti sessuali e garantirsi una discendenza, che si trasforma in breve tempo in una prigione senz'aria e senza luce, nella tomba dell'amore.
Entrambi i coniugi qui sono al tempo stesso carcerati e carcerieri (“eravamo due ergastolani che si odiavano a vicenda, legati da un’unica catena, che si avvelenavano la vita ma cercavano di non accorgersene”), e la sensazione claustrofobica che ne è derivata mi è stata, confesso, in alcuni momenti quasi insopportabile. Quando T. lo ha scritto evidentemente il suo matrimonio non attraversava un momento felice, tanto che io avuto la sensazione che Pozdnysev fosse in realtà l’alter-ego dell'autore, almeno in quel periodo della sua vita. Del resto, come è noto, ebbe sempre con la moglie un atteggiamento ambiguo, di amore e odio, di forte attrazione fisica (“allora non capivamo che questo odio e amore erano lo stesso aspetto di un sentimento animalesco visto da due diverse estremità”) e al contempo di desiderio di fuga, fuga che alla fine mise pure in atto, come racconta magistralmente Vladimir Pozner in “Tolstoj è morto”.
Eppure nei suoi romanzi T. non esitò a scaraventare Anna Karenina sotto un treno solo perché aveva osato innamorarsi di un altro uomo, così come ha trasformato Natasha Rostov, da deliziosa ragazza vivace e intraprendente, in una matrona-chioccia, definitivamente sposata.
Il finale di questa “sonata” risulta perciò per il suo autore, nonostante tutto, un momento catartico (forse).
(rilettura)
Daisy (in perpetuo volo)Daisy (in perpetuo volo) wrote a review
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Nonostante la dose – letale – di misoginia, ho apprezzato la descrizione dissacrante dell'istituzione matrimoniale: l'unione "legale", consacrata e benedetta, indispensabile all'epoca (all'epoca?) per dare legittimità agli istinti sessuali e garantirsi una discendenza, che si trasforma in breve tempo in una prigione senz'aria e senza luce, nella tomba dell'amore.
Entrambi i coniugi qui sono al tempo stesso carcerati e carcerieri (“eravamo due ergastolani che si odiavano a vicenda, legati da un’unica catena, che si avvelenavano la vita ma cercavano di non accorgersene”), e la sensazione claustrofobica che ne è derivata mi è stata, confesso, in alcuni momenti quasi insopportabile. Quando T. lo ha scritto evidentemente il suo matrimonio non attraversava un momento felice, tanto che io avuto la sensazione che Pozdnysev fosse in realtà l’alter-ego dell'autore, almeno in quel periodo della sua vita. Del resto, come è noto, ebbe sempre con la moglie un atteggiamento ambiguo, di amore e odio, di forte attrazione fisica (“allora non capivamo che questo odio e amore erano lo stesso aspetto di un sentimento animalesco visto da due diverse estremità”) e al contempo di desiderio di fuga, fuga che alla fine mise pure in atto, come racconta magistralmente Vladimir Pozner in “Tolstoj è morto”.
Eppure nei suoi romanzi T. non esitò a scaraventare Anna Karenina sotto un treno solo perché aveva osato innamorarsi di un altro uomo, così come ha trasformato Natasha Rostov, da deliziosa ragazza vivace e intraprendente, in una matrona-chioccia, definitivamente sposata.
Il finale di questa “sonata” risulta perciò per il suo autore, nonostante tutto, un momento catartico (forse).
(rilettura)

Comments

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Non credo avrei letto Anna Karenina, ora in più so che è stata investita da una macchina a vapore
youtu.be/wd9r0xTGhyo
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Non credo avrei letto Anna Karenina, ora in più so che è stata investita da una macchina a vapore
youtu.be/wd9r0xTGhyo
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Oddio Anna Karenina è un capolavoro da leggere al di là delle ferrovie e autori assassini
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Oddio Anna Karenina è un capolavoro da leggere al di là delle ferrovie e autori assassini
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@Perdix, certamente! :)
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@Perdix, certamente! :)
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Concordo: misoginia letale. Ma grande scrittore.
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Concordo: misoginia letale. Ma grande scrittore.