La spada spezzata
by Poul Anderson
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Nel 1954 vennero pubblicati due libri simili. Il primo, uscito negli Stati Uniti, era "La spada spezzata" di Poul Anderson. Il secondo, uscito in Inghilterra, era "La compagnia dell'anello" di J.R.R. Tolkien. Entrambi i romanzi si rifacevano ai miti scandinavi e anglosassoni, ma quello di Anderson era per molti versi più vicino a quelle origini: una composizione quasi lirica, dal ritmo rapido, nella quale elementi umani come l'eroismo, l'amore e l'ambizione, manipolati da dèi malvagi, elfi e troll, si scontravano con un destino ineluttabilmente tragico.

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Dita D'InchiostroDita D'Inchiostro wrote a review
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VladislavVladislav wrote a review
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Troppe aspettative... forse
"Un libro uscito in contemporanea con La compagnia dell'anello, che non ha fatto troppo clamore soltanto perché surclassato da questo". Così ho letto da più parti, e invece...

Il libro è valido.
La storia è ben congegnata.
Lo stile di Anderson è ottimo e scorrevole.
La sua proprietà di linguaggio è straordinaria, arrivando a descrivere a volte i paesaggi nordici come fossero poesia.
Una formidabile conoscenza della mitologia nordica e non solo traspare di pagina in pagina, e dei norreni, celtici e cristiani, elfi, troll, giganti, uomini, nani, e chi più ne ha più ne metta, si trovano a fianco a fianco senza mai cadere in incoerenze o forzature di sorta.

Ma...

La narrazione è fredda e distaccata. Quasi una cronaca. Le descrizioni sono ridotte all'osso, così come i dialoghi tra i personaggi. I sentimenti degli stessi sono poco articolati, e la loro apatica descrizione è spesso ripetitiva.
Non si riesce insomma ad entrare in personaggi appena abbozzati, non si riesce ad appassionarsi a battaglie appena accennate. Non si riesce ad entrare in un combattimento che questo è già semplicemente terminato. Persino il finale viene risolto in poche righe.

Spesso ci si lamenta di fantasy troppo prolissi e descrittivi. Qui siamo sul limite opposto. La storia narrata poteva secondo me giustificare più delle 300 pagine in cui è costretta, con una concisione che ok rende il ritmo incalzante, ma non permette alla vicenda, né ai personaggi, né all'autore di esprimere tutte le loro potenzialità.

Insomma... un 6,5/10 con tanto rammarico.
Lo consiglio in particolare solo a chi ama le saghe nordiche.
MachisyMachisy wrote a review
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