La sposa e la vendetta
by Jacqueline Carey
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Fin dal suo arrivo sull'isola di Alba, il principe Imriel de la Courcel ha dovuto lottare: per conquistarsi il rispetto della popolazione locale, per vincere la diffidenza dei nobili di corte, per non soccombere alla disperazione dovuta alla lontananza da Sidonie, il suo grande amore perduto, cui ha rinunciato per sposare Dorelei mab Breidaia... Eppure anche un matrimonio combinato può regalare lampi di felicità; quando la moglie gli annuncia di essere incinta, infatti, il cuore di Imriel si accende di gioia e di speranza. Sentimenti che però non hanno nessun valore per Berlik, lo stregone del misterioso popolo dei Maghuin Dhonn, convinto che un giorno quel bambino distruggerà il regno di Alba. Così, in un atto d'inaudita ferocia, Berlik uccide Dorelei e il figlio che lei porta in grembo. Sconvolto, Imriel trova nella vendetta l'unica ragione di vita e, non appena viene a sapere che lo stregone è fuggito dall'isola, raduna un manipolo di guerrieri albani e si lancia al suo inseguimento. Sebbene il viaggio si riveli ben presto difficoltoso ed estenuante, il principe non ha nessuna intenzione di arrendersi, nemmeno quando scopre che Berlik si nasconde a Vralia, una terra selvaggia e pericolosa, dove l'inverno non ha mai fine e i boschi celano oscure insidie...

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RoxRox wrote a review
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Spoiler Alert
Il principe lamento e la principessa ninfomane
Commento a Kushiel's Justice tutto intero

"Kushiel's Justice", composto in Italia da "Il principe e il peccato" e "La sposa e la vendetta", è la seconda parte della trilogia di Jacqueline Carey dedicata a Imriel.
Devo dire che mi è piaciuto di più rispetto a "Kushiel's Scion". Ancora non siamo ai livelli della precedente trilogia, ma pian pianino ci avviciniamo.
Il principe Imriel De La Courcel, detto anche Imriel no Montrève, si adegua al suo matrimonio combinato con la nipote del Crouach di Alba, la bella e dolce Dorelei, nonostante sia innamorato della delfina di Terre d'Ange, Sidonie.
Tuttavia i suoi sentimenti per quest'ultima sono l'arma che utilizzano i Maghuin Dhor, un'antica popolazione Albana, per evitare un futuro disastroso che dovrebbe essere portato proprio dal figlio di Dorelei e Imriel.
Gli eventi precipitano e il principe si troverà costretto a viaggiare in gelide terre lontane inseguendo una vendetta.
Lo schema è sempre lo stesso, tipico di tutti i libri della Carey: intrighi di corte, amore libero e viaggi in territori che altro non sono che l'Europa con nomi diversi. Stavolta perciò ci viene descritta Alba, cioé la Gran Bretagna, e la Vralia, ossia la Russia.
Credo che la potenza di questi romanzi stia proprio nell'esplorazione di paesi evocativi, ricchi di fascino; perché poi, per il resto, la trilogia di Imriel è ancora lontana anni luce da quella che vedeva come protagonista Phedre.
Anche in "Kushiel's Justice", come già in "Kushiel's Scion", la noia regna sovrana per almeno 500 delle 800 pagine che compongono il libro.
Direi che l'unica scena degna di nota, quella che tira su tutto il romanzo, è il segmento finale della caccia di Imriel tra le nevi della Vralia.
Per il resto il principe non fa che continuare a lamentarsi, anche se un po' meno che nel libro precedente. In parte perché non è più un adolescente depresso, ma sopratutto perché fa talmente tanto sesso che non si capisce proprio che cos'abbia da lamentarsi. Lui e Sidonie trombano alla grande (è un modo un po' volgare per dirlo, ma rende bene l'idea) ogni volta che s'incontrano.
Sarà colpa del punto di vista maschile a discapito di quello femminile, ma la trilogia di Phedre non era così Harmony.
E poi, considerazione molto soggettiva, Sidonie è un personaggio che proprio non mi piace. Si tratta di una ninfomane che, al di fuori del letto, continua a fare battutine con un doppio senso più che esplicito.
Più che l'erede al trono di una grande nazione sembra una prostituta da taverna, e di quelle volgari per altro.
Ho proprio l'impressione che sia costruita male, perché non riesco a inquadrarla come principessa. E non capisco perché Imriel sia cotto di lei.
In conclusione, direi che "Kushiel's Justice" alterna alti e bassi.
E' un romanzo godibile (sopratutto la seconda parte l'ho divorata), ma ben lontano dalla perfezione e, sopratutto, ancora ben lontano dai precedenti della Carey.
So che non dovrei continuare a fare paragoni con la trilogia di Phedre, ma mi è proprio inevitabile.
Vedremo se l'ultimo capitolo riuscirà a conquistarmi.
☆Zinå☆☆Zinå☆ wrote a review
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Spoiler Alert
Dalla Vralia con amore
In questa sede ritirerò parte (non tutta) dell'amarezza con la quale ho recensito "Il principe e il peccato". Perchè se si considera il romanzo come un tutt'uno, il risultato è bello. In questo modo mi sono ritrovata in mano una prima parte farcita di superficialità, lamentele e piagnistei, mentre tutta la maturazione, il viaggio di espiazione, la profondità, la riflessione, l'azione e la crescita... nell'altra.
Vediamo ora di elencare aspetti negativi e positivi di un'opera sulla quale per molte ragioni non riesco ad avere un giudizio unitario e coerente.

( )Calmatosi il primo fuoco dell'innamoramento,il rapporto tra Imriel e Sidonie diventa più profondo, procede oltre l'amore carnale per acquisire una più matura temporalità e diventa pregno del senso di necessità e sacrificio. Le parti erotiche , pur restando estremamente piccanti, si diluiscono e i due amanti aggiungono alla passione la componente costruttiva dell'amore.
(-) Sidonie continua a non piacermi.
( ) Ma acquista 100 punti per la scenata che ha fatto a Barquiel de l'Envers.
( ) Concordo con chi afferma che Imriel sia davvero maturato. Ora l'ex viziato prende decisioni difficili, diventa umile, determinato, riflessivo in modo costruttivo, altruista e pietoso, riconoscendo l'amore e la dolcezza anche della straordinaria Dorelei (cinque spanne sopra Sidonie).
(-) Ma ancora non capisco perchè tutti finiscono con innamorarsi di lui (tutte le femmine gli sbavano dietro, abbiamo capito, il fascino dell'angelo oscuro non ha pari, mobbasta però), e i maschi per aiutarlo/idolatrarlo/essergli amici contro ogni logica. Maslin, dovevi continuare ad odiarlo; un'invidia incancrenita non può risolversi con un semplice "aggiungi un posto a tavola".

( ) In questa parte il ritmo narrativo è più serrato, ed il susseguirsi delle avventure non ti lascia quasi il tempo di soffermarti su quanto ti stia antipatica Miss Perfettina Sidonie o di rimpiangere la brillante Phèdre, Joscelin, Anafiel e Alcuin. Quasi.
( ) La Vralia (Russia) è uno scenario affascinante, ma lo sguardo di Imriel si perde minimamente nel descrivere il paesaggio. Peccato.
( ) Un più solo per Mavros Shahrizai. Personaggio impagabile.
( ) C'è un 'idea molto matura di vendetta; qualcosa di necessario ed inevitabile, ma che non si esaurisce nel suo compiersi, ma che provoca amarezza e dolore.

In conclusione, un bel fantasy: noi sappiamo che Jacqueline non riesce mai a deludere interamente. Tuttavia continuo a ritenere che Justice sia il romanzo peggiore finoro, sebbene il peggio della Carey sia sempre oltre la media. In aggiunta, le scelte editoriali hanno fatto molto male ad un prodotto che già fatica a tenere il passo. Confido in "Kushiel's Mercy" che, a quanto si sente in giro, è un ritorno alle antiche glorie!