La stella nera
by Gary Lachman
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In "La stella nera" Gary Lachman offre una panoramica sulle radici dei movimenti di pensiero occulto che hanno dato forma al fenomeno Trump (dal pensiero positivo al New thought, dal Tradizionalismo di Guénon ed Evola, a oscuri personaggi dell'esoterismo francese). I principali protagonisti della politica internazionale esprimono, secondo Lachman, una visione del mondo che ha molto a che fare con la "magia", intesa come capacità di alterare il reale attraverso l'immaginazione o l'uso dei simboli della memetica su internet. Il libro, senza mai strizzare l'occhio al complottismo, mette in luce, con grande chiarezza, una serie di autori e filosofie che oggi si muovono al di sotto della superficie degli eventi trascinando il lettore lungo détour. Il pregio del lavoro di Lachman sta nel leggere l'attualità con una lente insolita e originale, capace di aprire squarci inattesi sulla realtà politica e culturale che stiamo vivendo negli ultimi anni. Il testo è arricchito da una prefazione dell'autore per l'edizione italiana.

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DarkShadowSlayerDarkShadowSlayer wrote a review
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SamueleSamuele wrote a review
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Viviamo in tempi del cazzo, lo sappiamo. Gary Lachman, con La Stella Nera, se possibile, li rende ancora di più del cazzo, a un livello metafisico. Perché La Stella Nera può essere letto in due modi - e, oh, funziona in entrambi gli aspetti: come saggio sulle filosofie che muovono Trump, Putin e amici, ma anche come saggio metafisico sulle forze che muovono, e sono mosse, da Trump, Putin e amici.
Ok, andiamo per gradi, proprio come Lachman che, soltanto gradualmente ci introduce e ci fa sprofondare in un abisso di angoscia e oscurità.
Trump ha dichiarato diverse volte che la sua filosofia di vita si rifa a quella del Reverendo Peale del pensiero positivo. Ora, senza rifare tutta la genealogia di questo pensiero - ok, un attimo: lo dico perché una delle cose più affascinanti del libro di Lachman è che nessuna visione, nessuna filosofia, nessuna teoria è buttata là a sé stante, ma è sempre ricondotta, ricostruita nelle proprie radici e nelle proprie diramazioni. Ma, oh d'altronde è normale: nessuna idea, nessuna teoria nasce dal nulla, tutto ha delle radici. E comprendere l'adesso significa studiare quello che è stato e come è stato. Per esempio, il pensiero positivo è una versione del new thought, che a sua volta discende dal Trascendentalismo di Emerson e Thoreau, che si erano basati sul Romanticismo di Coleridge, che doveva molto all'idealismo di Kant e Rosseau, che riflettevano su idee di Ermete Trimegisto e siamo al IV secolo d.C. Comunque. Dicevo. Trump e il Pensiero Positivo. L'idea alla base del Pensiero Positivo è che Pregando, Visualizzando, Realizzando ciò che si pensa, l'obiettivo che si ha in mente, potrà essere realizzato. Che è una delle idee alla base di infiniti corsi di self-help. Ora, una simile visione della realtà significa che il pensiero influisce sulla realtà, che la determina. Che la muta. Che se si è abbastanza forti psichicamente si può mutarla, si può influenzarla.
Andiamo un pochino oltre. Possiamo rintracciare questa stessa idea all'interno di una frangia piuttosto estrema di supporter di Trump. In particolare, Bannon e 4chan. Ora, accanto all'idea del Pensiero Positivo, si può rintracciare una branca esoterica, chiamata Chaos Magick (anche qua, Lachman dedica enorme spazio alla sua evoluzione). La Chaos Magick afferma che è possibile ottenere ciò che si vuole, attraverso dei rituali non codificati, basati, fondamentalmente, sul fatto che funzionino. Lachman descrive tutto il fermento attorno a Trump su 4chan come un enorme, sconvolgente, rituale di Chaos Magick, o meglio, Meme Magick, dove attraverso la diffusione del meme di Pepe, si sarebbero compiuti dei rituali di evocazione della vittoria di Trump. Tra l'altro, su 4chan si ricollegò Pepe, Trump e l'antico Dio egizio Kek.
Le cose, come se non bastasse, iniziano a farsi veramente buie con Steve Bannon. Bannon, braccio destro di Trump, è forse il suo ideologo. Le radici ideologiche di Bannon possono essere ricondotte a Julius Evola, e, in particolare, alle sue idee tradizionaliste e dell'uomo assoluto. L'uomo assoluto, detto velocemente, è quello capace di pregare, visualizzare, realizzare. Che quindi, possiamo ricollegare a Trump. Il tradizionalismo, d'altra parte - un'idea che dal Rinascimento passa per Guénon e l'esoterismo francese di inizio '900 - è l'idea che ci sia stata un'epoca d'oro per il mondo, ma che poi sia calata l'ignoranza e lo scientismo. Che, quindi, il compito dell'Uomo Assoluto sia quello di riportare l'umanità al suo vero splendore, alla sua vera forza spirituale. Che coincide, ovviamente, con una società fondamentalmente autoritaria, ultra-classista, fondamentalmente patriarcale e utra-reazionaria. Insomma, per capirci, Evola accusava il fascismo di essere poco fascista.
Prima di rendere le cose veramente veramente inquietanti con la Russia, che la Russia, comunque, rende sempre tutto veramente veramente inquietante, quello che emerge fin qui è uno scenario piuttosto fosco. Se, infatti, finora Trump è stato visto come uno scemo, un re folle, guidato dai suoi istinti mezzi senili, un errore della Storia, la descrizione fatta da Lachman risulta inquietante perché mostra come, in realtà, Trump non sia soltanto follia, ma una follia ideologicamente precisa. Non sto parlando tanto delle forze esoteriche, quanto proprio di ideologia autoritaria che sta alla sua base. Forza del pensiero o meno. Arrivati a questo punto, quindi, La Stella Nera che sta sorgendo assume l'aspetto minaccioso di un autoritarismo malcelato.
Ma andiamo in Russia. La Russia appare quasi una specie di specchio futuro della nostra realtà. In seguito al crollo dell'URSS, era l'anarchia. Putin è riuscito a imporsi come uomo forte. Come guida. Ed è riuscito a riplasmare una sua realtà. Una realtà in cui è il Cremlino stesso a creare i suoi oppositori, a dirgli cosa dire e cosa fare. Il Cremlino è al contempo a e b. Il progetto russo, però, non si ferma qua. Dugin - quello che è Bannon per Trump - professa una specie di culto millenarista, con l'idea che dalle ceneri del crollo della società occidentale, sorgerà l'Eurasia, ovvero una civiltà russa che va da Est fino a Dublino. Una società sorprendentemente simile a quella descritta da Bannon, in aperta opposizione a quella contemporanea, rea di essere debole, molle, egualitaria. Bannon e Dugin, quindi, professano una specie di fascismo illuminato. Una meraviglia, insomma.
Sotto quest'ottica, tutto il discorso delle ingerenze russe nelle elezioni americane acquista tutta un'altra profondità. Infatti, La stella nera, rimanendo su un piano fondamentalmente materialista, trattando le idee di Bannon e Dugin come appunto idee, ipotizza una specie di convergenza ideologica fra imperi - voluta o non voluta - verso un fascismo illuminato, come una specie di fiume carsico che ha viaggiato in profondità per secoli e che, finalmente, ora, in questo periodo storico, ha trovato modo di emergere e, se continua così, spazzare via tutto.
Ma, come dicevo, esistono due modi di leggere La stella nera. Questo è uno. L'altro, se possibile, è ancora più disturbante: "Se è vero che siamo entrati in un'era segnata dall'assottigliarsi delle barriere tra interiore ed esteriore, cosa significa tutto ciò? Sarei ben contento di ritenerle delle assurdità e che le spiegazioni sociali, economiche e razionali - come l'ingerenza russa - illuminassero alla perfezione le ragioni dell'elezioni di Trump. Questa conclusione sarebbe preferibile. Ma dopo tutto quello che ho letto per scrivere questo libro, devo ammettere che non sarebbe soddisfacente. Ho provato sulla mia pelle che la divisione tra mente e mondo non è sempre così netta". Se, quindi, le idee riescono veramente a plasmare la realtà; e le idee che si stanno affermando sono quelle di 4chan e dell'Eurasia - e la sua versione atlantica della sinarchia - allora, allora, mi sa che la notte sta veramente un botto buia.