La storia dei sogni danesi
by Peter Hoeg
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E se la Danimarca fosse il centro del mondo ? E’ quel che pensa di aver scoperto, in pieno Cinquecento, il conte di Morkhoj, un nobile danese studioso di Paracelso. Ne ha anche individuato il punto esatto, in un mucchio di letame all’ingresso delle scuderie. Nel corso delle sue letture, tuttavia, ha anche appreso che l’evoluzione della Storia porterà con sé la fine dell’aristocrazia, e per evitare questa terrificante prospettiva ha fatto erigere un muro di cinta intorno alla sua tenuta e ha fatto bloccare tutti gli orologi. E’ dunque ancora vivo e sprofondato nei suoi libri la notte di Capodanno del 1900 quando viene alla luce Carl Laurids, l’eroe che, nello scrivere la cronaca di Morkhoj, riscoprirà lo scorrere del tempo, traghettando bruscamente la tenuta nel XX secolo.
Le cose vanno ben diversamente a Rudkobing, in casa Teander, ricca famiglia di capitalisti a capo di un piccolo impero editoriale. Da loro di orologi ce n’è dappertutto e il senso del tempo regna sovrano, perché è noto che il tempo è denaro. Per questo alle nozze di Carl Laurids e Amalie Teander tutto, dalla cerimonia alla festa, è minuziosamente programmato, per mettere i tempi al passo con la Storia.
Comincia così lo straordinario romanzo di una famiglia che non ha niente di convenzionale, un intreccio di vite rocambolesche in cui Peter Hoeg compone un gigantesco affresco della società danese e del nostro secolo. Un mondo che affronta la modernità e che in questo processo elabora dei sogni: quelli di libertà, di progresso, di giustizia, ma anche quelli di ricchezza, di ribellione, di potere. La Danimarca di Hoeg è un paese percorso da una specie di follia, come mostra questa incredibile famiglia in cui tutti sono a un tempo creatori e distruttori del proprio destino, in cui avviene tutto senza che nessuno si stupisca mai di nulla, immagine di un mondo in corsa verso l’inevitabile: la perdita del paradiso sognato.
Capolavoro d’invenzione e di mezzi espressivi ai confini con la magia, ma debitore anche della grande tradizione della fiaba nordica, La storia dei sogni danesi è il romanzo di esordio di Peter Hoeg, che appena trentenne proprio con quest’opera venne accolto come l’erede legittimo di Karen Blixen.

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Lorenzo BlasiLorenzo Blasi wrote a review
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La Storia è fatta di storie
In un gioco di contrapposizioni, sul tempo che si ferma o passa, sul seguire una legge (divina) o vivere al di fuori di tutte le leggi (umane), sulla povertà e il benessere, l'autore costruisce una storia che è quasi una saga, che dura dal 1500 a oggi, intrecciando le storie di vari personaggi che vengono seguiti nella loro crescita, nel loro sviluppo e in quello che ne rimane poi nel ricordo. Personaggi che si incrociano senza conoscersi, che si attraggono irribediabilmente determinando così i rispettivi destini e quelli dei loro discendenti. Il tutto raccontato con il distacco della cronaca più che con la partecipazione che spingerebbe ad identificarsi nell'uno o nell'altro; raccontato con un filo di ironia, coerente ma "trattenuta", che solo a tratti emerge con staffilate dirette soprattutto all'ipocrisia borghese, ma che non risparmiano nessuna categoria o tipo di persona. Scritto tutto in terza persona, con una voce narrante che ogni tanto si rivolge direttamente al lettore, il romanzo racconta di personaggi quasi immortali o che spariscono in un soffio (altra contrapposizione), descrivendo situazioni in cui sotto l'apparente regolarità, tranquillità e rispetto per le tradizioni, c'è sempre qualcosa che stride; basta "guardare un po' più da vicino". Fino al grido finale, profezia di una catastrofe imminente da cui solo la Storia, di tutti e di ciascuno, ci potrà -forse- salvare. Una Storia vista da vicino, fatta di storie, per capire il secolo appena passato e quello in cui viviamo e per poter guardare il futuro direttamente negli occhi.