La Storia
by Elsa Morante
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A questo romanzo (pensato e scritto in tre anni, dal 1971 al 1974) Elsa Morante consegna la massima esperienza della sua vita "dentro la Storia" quasi a spiegamento totale di tutte le sue precedenti esperienze narrative: da "L'isola di Arturo" a "Menzogna e sortilegio". La Storia, che si svolge a Roma durante e dopo la seconda guerra mondiale, vorrebbe parlare in un linguaggio comune e accessibile a tutti.

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TerenziaTerenzia wrote a review
01
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Tra creazione e distruzione
Quanto è bello leggere libri belli!
La storia è un libro che dovevo leggere da tempo, e che mi ha fatto male, ma che mi ha anche entusiasmato e stupito come da tanto non mi capitava con un libro.

La trama segue sei anni del Novecento: nei primi anni, quelli della Seconda Guerra Mondiale, la storia è un fiume in piena che si allarga e corre ad abbracciare decine di personaggi e di storie, in rapidi ritratti brillanti, rapidi, vorticosi come il personaggio di Nino: i partigiani, gli ebrei, i “sinistrati” di guerra… Nei due anni immediatamente successivi alla fine della guerra, invece, la storia, come un ruscello in secca, si stringe e rallenta, e rimane, placida e malinconica, sul microcosmo di Useppe, sulla sua piccola e gioiosa e ingenua vita di bambino, e sulla sua ridotta famigliola.

In mezzo a questo fiume portentoso, il personaggio di Ida è un rametto abbandonato che attraversa gli eventi senza comprenderli appieno, volenterosa solamente di proteggere se stessa e il suo piccolo bimbo. Invece, i due personaggi dei figli di Ida, Nino e Useppe, sono i due pilastri su cui la madre, e tutta la trama, si appoggiano. Come due tronchi in un naufragio, permettono al lettore di rimanere attaccato alla storia e di non perdersi tra le centinaia di pagine e di avvenimenti. Nino e Useppe sono due personaggi raccontati in maniera magistrale, dipinti in una maniera vera, chiara, descritti con le parole giuste, attraverso le battute giuste, tramite i gesti giusti: non possono che entrarti nel cuore.

Non è solo la cura dei personaggi, tanto di quelli centrali quanto di quelli secondari o collaterali, a offrire un esempio della bravura di Elsa Morante. La scelta delle parole, il loro ordine, la costruzione della storia, l’eleganza nell’uso dei dialetti, le descrizioni dei corpi, e dei pensieri, e degli eventi, e della psiche di Ida, e delle sventure di Davide, di Mariulina, di Carulina e di Scimò, di Quattropunte, di Ezechiele… Elsa Morante si riconferma per me una Scrittrice ammirevole, una delle più brave che io abbia mai letto.

Ho accompagnato alla Storia la lettura del saggio “Pro e contro la bomba atomica”, in cui Morante sostiene che la guerra e le armi sono distruzione, e un artista, che invece è votato alla creazione, non può che condannare la corsa all’atomica.
Anche nella Storia si può ravvisare questa dicotomia tra creazione e distruzione. Morante ci costruisce un mondo e poi a poco a poco ce lo spoglia e smonta e lo riduce sempre più, fino a farlo scomparire nel nulla, nel vento, nel silenzio della storia, nelle trame di un mondo troppo grande e crudele per Ida, Useppe, Nino, Blitz e Bella.
Dex, Books & Rock'n'RollDex, Books & Rock'n'Roll wrote a review
05
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Elsa Morante immensa e micidiale.

Racconta La Storia dal punto di vista di chi - secondo i libri di storia - la Storia non la fa: una donna e il suo bambino.

La donna è Ida, una maestra di origine ebrea che nel 1941 viene violentata da un soldato tedesco che non vedrà mai più. Il bambino è il frutto di questa violenza, Useppe, pieno di gioia di vivere fin dai primi mesi e troppo carino per fare parte di questo mondo.

Come raccontare questo libro in poche righe? Impossibile.
Attraverso tanti personaggi indimenticabili, racconta una Storia maligna che investe e travolge le esistenze dei suoi protagonisti in un continuo di eventi in cui, da anni e anni, è tutto sbagliato.

La scrittura della Morante è maestosa e sa raccontare e rendere reale praticamente qualsiasi cosa.
Il passato di Ida e dei suoi genitori, riassunto in poche pagine senza annoiare e senza che manchi nulla, il punto di vista di un bambino di due anni e la sua meraviglia per il mondo, la tenerezza di un fratello maggiore che porta in giro il fratellino e gli insegna nuove parole, l'amore (ricambiato) per il proprio cane, la gioia di un incontro, l'angoscia di un ricordo e il timore per il futuro, il delirio febbricitante di un malato, la passione e la fede nei propri ideali politici.
Non credo di esagerare se dico che tutto quel che c'è nella vita si può trovare perfettamente descritto in queste pagine che lasciano senza fiato.

Potrei parlare di Nino, di Davide Segre, di Blitz e Bella, di tutti i numerosi "Giuseppe", della guerra, delle camicie nere, degli ebrei del ghetto, di fascisti e partigiani... Ma non servirebbe a nulla. Leggetelo, fatevi un favore 🖤
Μαʀιαƞƞα
Μαʀιαƞƞα wrote a review
816
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La Storia è dei più deboli
“Uno scandalo che dura da centomila anni” questo è il sottotitolo della poderosa opera di Elsa Morante pubblicato, per suo volere, in formato economico, nel 1974 dopo tre anni di gestazione.

Sottotitolo provocatorio, contenuti e ideologie scomode -fin troppo - per i vari orientamenti politici dell’Italia degli anni di piombo. Il mondo intellettuale, all’epoca, si divise: ci fu chi, come Natalia Ginzburg salutò l’opera con grande entusiasmo e chi, come Pasolini, Calvino e tanti altri critici - tutti maschi, sottolineo - manifestarono un parere avverso. Chi non si espose, e il suo silenzio fu eloquente, fu il critico Fortini. Il libro vendette e continua tuttora a vendere migliaia di copie ogni anno, sancendo così la grandezza dell’opera e dell’autrice, nonostante la distanza con gli eventi narrati.

La scrittrice ha voluto raccontare la seconda guerra mondiale attraverso gli occhi di personaggi indimenticabili: Iduzza (Ida) Ramundo, ebrea e madre di Nino, avuto dal marito Alfio, e del piccolo Useppe (Giuseppe), figlio di uno stupro subito quando era fresca vedova, Davide Segre, giovane ebreo anarchico che sembra incarnare nei suoi monologhi l’alter ego della Morante.
Ci sono altri personaggi minori, tutti incontrati da Ida, ormai sfollata, nei vari rifugi romani: la numerosa famiglia detta “i mille”, rumorosa e disordinata, Carulì, ragazza madre di due gemelle, Giuseppe detto secondo, Quattro punte, amico di Nino dedito come lui al contrabbando, le signore Marrocco, fino ad arrivare agli animali, tutti ben caratterizzati, che dimostrano, come il piccolo Useppe, una sorta di saggia innocenza e inconsapevolezza. Il lettore conoscerà la gatta Rossella, innamorata del giovane Davide, che gli si struscia addosso appena lo vede, il cane Blitz e la cagna Bella. Quest’ultima sembra essere dotata di intelligenza umana tanto da fare da seconda madre al piccolo Useppe nelle sue scorribande fuori casa.

La Storia, quella con la S maiuscola non è fatta dai grandi uomini, anzi qui gli uomini sono tutti destinati a fallire, ma è fatta dai più deboli: le donne e i bambini. “La Storia” , infatti, è un romanzo che sotto vari aspetti esalta la maternità e l’infanzia. La narrazione è generalmente lineare, se si esclude il flashback all’inizio che serve per introdurre la storia familiare di Iduzza. Il linguaggio usato è molto versatile, va da quello dialettale (parlato soprattutto da Nino) a quello più colto (che caratterizza il giovane Davide Segre) a quello infantile.
È un romanzo-fiume che, nonostante la lunghezza (circa seicento pagine) si legge con piacere e coinvolgimento emotivo. Veramente un grande romanzo, una epopea familiare, una storia di dolore e di profonda pietà.
L’autrice ha consegnato in quel lontano 1974 una delle opere più importanti della nostra letteratura, un capolavoro di vivacità narrativa e di ricchezza di tematiche fuse armonicamente tra loro. “La Storia” narra gli episodi più crudi dell’età contemporanea attraverso gli occhi di una donna semplice e timorosa, madre instancabile e quelli azzurri di suoi figlio Useppe, un bambino che catturerà il cuore del lettore.
Col suo modo tenero e ingenuo di approcciarsi alla realtà, il suo linguaggio misto di termini dialettali e inventati, conferisce spessore a tutta l’opera.
nononononono wrote a review
01
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carlo.bianchetticarlo.bianchetti wrote a review
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