La stranezza che ho nella testa
by Orhan Pamuk
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Mevlut e Rayiha si sono incontrati una sola volta: i loro sguardi si sono incrociati per pochi secondi al matrimonio di un parente. Per tre anni Mavlut le scrive appassionate lettere d'amore finché un giorno decidono di fuggire assieme.
Ma quando finalmente l'ha strappata alla casa paterna e pu
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MartaDolomiaMartaDolomia added a quotation
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A rendere tale una "città" era la possibilità che una persona aveva, confondendosi tra la folla, di nascondere le stranezze della sua testa.
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L'altra questione ancora più grande era la solitudine che incombeva. A volte nelle sere d'estate, dopo avere guardato per ore la tv con le figlie, che nel frattempo si erano addormentate, Mevlut usciva a fare lunghe passeggiate. Le ombre delle foglie gettate dai lampioni stradali, i muri che si este... More
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[...] Era arrivato a capire che, quando gridava "Boo-zaa", le immagini che popolavano la sua mente mentre camminava prendevano forma anche nella testa della gente e che era per questo che lo invitavano a casa e gli compravano la boza.
[...] Quando gridava "Boo-zaa" nele strade, al crepuscolo, av
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Rayiha. A volte, nel cuore della notte, Mevlut si alzava dal letto, prendeva una sigaretta dal tavolo dall'altro lato della stanza, l'accendeva, scostava la tenda e fumava, lo sguardo sulla strada. Dal letto, dove ero coricata, lo vedevo grazie alla luce del lampione, mi domadavo cosa pensass... More
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In ottobre ricominciò a vendere boza tutte le sere. Doveva camminare senza sota, e belle immagini e strani pensieri gli affollavano la testa. Fu in quei giorni che scoprì che in certi quartieri, anche se di notte non si muoveva una foglia, erano le ombre degli alberi a vibrare, che dove i lampioni s... More