La strega
by Camilla Läckberg
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Marie Wall, celebrata star di Hollywood, è tornata a Fjällbacka per le riprese di un film su Ingrid Bergman di cui è la protagonista, e in paese non si parla d'altro. Trent'anni prima, quando era ancora una ragazzina, Marie e la sua amica del cuore erano state accusate di aver ucciso la piccola Stella, una bimba di appena quattro anni, la cui morte aveva profondamente scosso l'intera comunità. Quando alle porte di Fjällbacka, dove ora riecheggiano i suoni dell'estate, un'altra bambina scompare misteriosamente nelle stesse circostanze, il ricordo di quei drammatici eventi riaffiora con forza. Può davvero essere una coincidenza? Per capire se esiste un collegamento tra passato e presente, Patrik Hedström e la sua squadra devono disseppellire verità taciute per anni. Ed Erica, che al caso Stella lavora già da un po', ha intenzione di fare di tutto per aiutare la polizia, mettendo a disposizione la sua principale abilità: quella di scavare a fondo nei vecchi casi di omicidio, cercando di scoprire che cos'è realmente accaduto e, soprattutto, perché. Intanto, intorno a loro cresce la paura, paura dell'ignoto e del diverso, che esaspera il clima di sospetto e alimenta l'odio. In una rinnovata caccia alle streghe, quella stessa terra che secoli prima era stata illuminata da innumerevoli roghi, innalzati in nome di una folle lotta contro il demonio, minaccia di bruciare ancora.

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Giogio53Giogio53 wrote a review
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I gialli sono sempre belli? - 12 lug 20
Beh, anche se di poco, la nostra svedese con questa decima puntata delle avventure di Fjällbacka risale un po’ nel gradimento personale. Avrebbe forse aspirato a più “libri” ma ha messo tante storie dentro la storia, che se ne potevano fare due libri (almeno). La scrittura è la solita che ci accompagna gradevolmente da molti anni. Anche lo stile sembra ricalcare le ultime scritture, anzi, come detto, si complica ulteriormente. Gli ultimi romanzi avevano un flashback ricorrente in corsivo che percorreva le strade del passato. Ora il passato torna in due diverse avventure (anche se sappiamo che prima o poi si incontreranno). Ma invece del corsivo, Camilla usa dei titoli. Senza titolo le avventure al presente. Con “Il caso Stella” ci si riferisce al delitto che sembra una anticipazione del giallo attuale. Infine, con “Bohuslän 1671” viene portati 350 anni addietro, al tempo della caccia alle streghe. Questa è la parte meno “utile” al contesto. Certo, vediamo lo svolgersi di una vita rurale nella Svezia dell’epoca, con le signorie, le serve, ed i pastori che fanno bello e cattivo tempo. Seguiamo le disavventure di Eilin, che perde il marito in mare, viene accolta dall’odiosa sorellastra, e, dato che si occupa di piante e non tiene a freno la lingua, sappiamo già che verrà accusata di stregoneria e subirà l’assurda sorte di tante donne dell’epoca. Ma il fatto che lanci una maledizione che rimbalzerà nei secoli è una cosa che ci si poteva risparmiare. Il testo si regge anche senza questa chiosa, che forse serve solo a giustificare il titolo, ma che avrei eliminato nella revisione del testo. Per venire alla trama in sé, noto iniziando che, contrariamente a quanto mi aspettavo, la non conclusione del romanzo precedente non si ripercuote su questo libro, ed è anche questa una buona notizia. Per altro, invece, continua la saga dei personaggi di contorno: la madre di Patrik convolerà a giuste nozze con il suo Gunnar, e tutti ne sono felici (con una bella serata di addio al celibato da ricordare, anche per il collegamento con il programma “Ballando con le stelle” il cui format è presente anche in Svezia con il titolo “Let’s Dance”); altrettanto felice è il rapporto rinnovato tra Anna, la sorella di Erica, e Dan: dopo alti e bassi, si sono pacificati, Anna è di nuovo incinta, ed anche loro si sposano. Sul fronte poliziesco, della pattuglia di Patrik, abbiamo Martin che pare finalmente uscire dalla depressione e trovare nuovo slancio nel rapporto con una giovane mamma single. Paula rimane di supporto e non veniamo trascinati da nessuna bega familiare, come per la segretaria tuttofare Annika. Il responsabile Mallberg diventa sempre più una macchietta poco comica, e molto antipatica, riuscendo ad incasinare tutto l’incasinabile. Anche se poi è di fondo buono, ed alla fine riacquisterà qualche punto (ma a me verrebbe da chiedere a Camilla di farlo andare in pensione). Acquista sempre più spessore il pensieroso Gösta che anche qui avrà un paio di brillanti intuizioni che porteranno alla soluzione del caso. Noto anche di passaggio che Patrik, a parte le doti di raccordo come capo pattuglia di fatto, non ha un grosso peso nel dipanare la vicenda, dove i punti salienti saranno più a capo della sua pattuglia e, ovviamente, a Erica. Che, entrando di lato nella vicenda, sarà lei a fornire la matita per unire i punti sparsi del disegno. Ridotta all’osso la vicenda si costruisce intorno alla morte di Nea, una bimba di quattro anni, che viene ritrovata esattamente nello stesso posto dove era stato rinvenuto il corpo di Stella. Troviamo quindi le due vicende che si parallelizzano (anche per merito dei capitoli di cui ho detto sopra). E si complicano. Accusate della morte di Stella erano state due ragazzine, Helen e Marie, che prima confessano, poi ritrattano, ma che, per la giovane età, non vengono condannate. Marie va lontano, si costruisce una propria vita, sempre un po’ borderline, ha una figlia Jessie che non consocerà mai il padre, ed al fine diventa un’attrice di medio calibro. Tanto che torna a Fjällbacka per interpretare il ruolo di Ingrid Bergman in un film. Helen invece rimane lì, è costretta dal padre, una volta diciottenne, a sposare l’anziano e super antipatico James, da cui avrà un figlio Sam. Non ci meraviglia il fatto che i due “disadattati” Jessie e Sam troveranno il modo di unire le loro difficoltà sociali. Per complicare bene la storia, come se già non lo fosse, la nostra scrittrice inserisce anche la vicenda di immigrati siriani sfuggiti alla guerra, che non riescono ad inserirsi nel tessuto sociale svedese. Qui Camilla apre una grossa parentesi sull’immigrazione e sul sovranismo alla Salvini di chi vede tutte le colpe addossabili a questi non-allineati. Pur se con qualche grosso dolore, alla fine, verranno riscattati. Viene anche inserito il bullismo giovanile, con un trio di quindicenni che fanno le peggiori cose a Sam e Jessie, ingenui ma per finta. Una storia che non può che finire male. Con una solida capacità narrativa, l’ultima parte del libro, in cui la scrittrice trova il modo di collegare tutte le storie, e risolverle tutte, è senz’altro la parte migliore. Il quadro alla fine si ricompone, con tutti i colpevoli e tutti gli innocenti ai posti giusti. Forse alcuni di loro era prevedibile da tempo che fossero collocati in quei posti, ma la scrittrice non delude. Una nota finale: la vicenda di Helen e Marie ricorda, con le dovute varianti, quella delle due ragazzine in Nuova Zelanda, Juliet e Pauline, che uccisero la madre di Pauline per non separarsi. Di Pauline si perdono le tracce, mentre Juliet, dopo vari mestieri, diventa una celebrata scrittrice con il nome di Anne Perry. Vi invito a leggere il libro, apprezzare le varianti, e la scrittura di Camilla.
“È un Kopi Luwak … si fa con le bacche mangiate dagli zibetti: dopo che le hanno cagate, vengono raccolte, lavate e tostate. Non è un caffè economico.” (149) [ma noi lo abbiamo assaggiato in Belgio ed in Laos!!]
A-ManA-Man wrote a review
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