La ventinovesima ora
by Andrea Tarabbia
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Papa Bendetto XVI si è dimesso. Il suo successore ha scelto il nome di Martino VI. Eppure la presenza di Benedetto continua ad agitare le stanze del Vaticano e tormenta Martino... Dalla penna di uno dei giovani autori più interessanti d'Italia un lungo racconto che mischia con coraggio realtà e finz... More

zombie49's Review

zombie49zombie49 wrote a review
09
(*)(*)(*)( )( )
Un papa possibile
Papa Benedetto XVI, Joseph Ratzinger, ha abdicato. Il suo successore è Martino VI. Il nome non è casuale, perché anche Martino V succedeva a un’abdicazione, e ha posto fine allo scisma d’Occidente. Il segretario del nuovo papa tiene un diario, e lo spia nelle sue stanze. Martino parla con un ritratto di Ratzinger, come se lui fosse presente, e non in amicizia. Perché l’ombra del vecchio papa è presente, e incombe sulla vita di Martino. Presto Benedetto tornerà a Roma, dopo il congedo per malattia, e abiterà in un convento di monache proprio in Vaticano, a due passi dalla residenza di Martino, che porta ancora l’impronta del predecessore. Due papi a Roma sono un non senso, non è mai accaduto nella storia. Ratzinger è stato un pusillanime, ha scaricato il peso del papato su Martino, ha voluto fare un gesto clamoroso, per condurre la Chiesa restando nell’ombra. Da ateo, non seguo le vicende vaticane, e non so quanto di vero ci sia nelle trame politiche accennate dall’autore, ma le ragioni delle dimissioni di Ratzinger sono rimaste oscure. Del resto, la Chiesa non ha mai dato molte spiegazioni ai fedeli sulle sue decisioni. Tarabbia attribuisce a Martino alcune frasi di papa Francesco, ma il regno di Martino sarà breve, e la conclusione è oscura. Il libro è una provocazione sulle trame politiche in Vaticano, a cominciare dal titolo, ispirato a un refuso nell’annuncio delle dimissioni di Ratzinger “die 28 februarii MMXIII, ora 29”. Il breve racconto di una trentina di pagine si legge in un’ora, ed è pubblicato solo in formato digitale. Non ha la pretesa di essere un capolavoro indimenticabile, è solo un divertimento che ha cura di evitare di essere offensivo, ma forse non sarà gradito ai cattolici più intransigenti. Come in altre opere, Tarabbia si bilancia tra finzione e realtà, ed è difficile distinguere la fantasia dal vero.
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Un papa possibile
Papa Benedetto XVI, Joseph Ratzinger, ha abdicato. Il suo successore è Martino VI. Il nome non è casuale, perché anche Martino V succedeva a un’abdicazione, e ha posto fine allo scisma d’Occidente. Il segretario del nuovo papa tiene un diario, e lo spia nelle sue stanze. Martino parla con un ritratto di Ratzinger, come se lui fosse presente, e non in amicizia. Perché l’ombra del vecchio papa è presente, e incombe sulla vita di Martino. Presto Benedetto tornerà a Roma, dopo il congedo per malattia, e abiterà in un convento di monache proprio in Vaticano, a due passi dalla residenza di Martino, che porta ancora l’impronta del predecessore. Due papi a Roma sono un non senso, non è mai accaduto nella storia. Ratzinger è stato un pusillanime, ha scaricato il peso del papato su Martino, ha voluto fare un gesto clamoroso, per condurre la Chiesa restando nell’ombra. Da ateo, non seguo le vicende vaticane, e non so quanto di vero ci sia nelle trame politiche accennate dall’autore, ma le ragioni delle dimissioni di Ratzinger sono rimaste oscure. Del resto, la Chiesa non ha mai dato molte spiegazioni ai fedeli sulle sue decisioni. Tarabbia attribuisce a Martino alcune frasi di papa Francesco, ma il regno di Martino sarà breve, e la conclusione è oscura. Il libro è una provocazione sulle trame politiche in Vaticano, a cominciare dal titolo, ispirato a un refuso nell’annuncio delle dimissioni di Ratzinger “die 28 februarii MMXIII, ora 29”. Il breve racconto di una trentina di pagine si legge in un’ora, ed è pubblicato solo in formato digitale. Non ha la pretesa di essere un capolavoro indimenticabile, è solo un divertimento che ha cura di evitare di essere offensivo, ma forse non sarà gradito ai cattolici più intransigenti. Come in altre opere, Tarabbia si bilancia tra finzione e realtà, ed è difficile distinguere la fantasia dal vero.