La vera storia del pirata Long John Silver
by Bjorn Larsson
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Ci viene qui restituito, in tutta la sua ambigua attrazione e vitalità, un personaggio nato già immortale, il terribile pirata con una gamba sola dell’Isola del Tesoro, che ricompare intento a scrivere le sue memorie, e insieme a lui l’universo piratesco, le tempeste, gli arrembaggi, le efferatezze dei pirati ma anche la loro sfida libertaria di ribelli contro il cinismo dei potenti. Riscopriamo così la capacità di sognare e di abbandonarci alla fantasia, grazie al trascinante racconto in cui si intrecciano sapientemente la suspense e l’avventura all’interno di un sottile gioco letterario che stimola la nostra complicità.

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GiovanninoGiovannino wrote a review
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paolozan64paolozan64 wrote a review
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Μαʀιαƞƞα
Μαʀιαƞƞα wrote a review
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YO-HO-HO E UNA BOTTIGLIA DI RUM!

“Ma una cosa almeno l'ho capita. C'è della gente che neanche sa di vivere. È come se non si rendesse neppure conto che esiste. Forse è proprio qui la differenza. Io ho sempre avuto cara la pelle attaccata a quel poco che mi rimaneva del corpo. Meglio condannati a morte che impiccati con le proprie mani, dico io, se proprio si è costretti a scegliere. Niente di peggio dei nodi scorsoi, a mia conoscenza”.

Questo libro è stata una sorpresa, non credevo che fosse così bello! Volevo un libro intenso e coinvolgente che parlasse di pirateria e di mare, ma ho trovato anche una bella penna di qualità, quella dello svedese Björn Larsson.
Con questo libro il desiderio di avventura va a nozze con la qualità della letteratura nordica. Opera edita nel 1998 da Iperborea, una casa editrice che seguo con piacere e curiosità.

Chi può dimenticare, il famigerato pirata de ‘L’isola del tesoro’ di Stevenson?
Bene, questo è il racconto di tutta la sua vita, dall’infanzia alla fine (57 anni)comprendente avvenimenti accaduti prima e dopo quelli narrati nel celebre romanzo. La storia è narrata in prima persona, proprio dal celeberrimo pirata Long John Silver che decide di scrivere le sue memorie, senza tralasciare o indorare nulla, prima di tirare le cuoia, sperando che vadano nelle mani giuste, affinché la sua fama non muoia.
Durante queste memorie, interrompe ogni tanto il racconto della sua vita per ricordare l’incontro con Daniel Defoe, autore non solo del celeberrimo romanzo ‘Le avventure di Robinson Crusoe’, ma anche di un interessante scritto, ‘Storie di pirati’, in cui, secondo John Silver, il famoso scrittore non aveva ben capito lo spirito profondo, le motivazioni nascoste che stanno dietro alla vita di un pirata, limitando questi “gentiluomini di ventura” a semplici razziatori, sanguinari, bevitori, commercianti di schiavi, terrore di tutti i mari.

“Questa era la vita dei pirati, signor Defoe, (...) Non eravamo come gli altri marinai. Le nostre navi non navigavano per arrivare da qualche parte. Ci chiamavamo fratelli e compagni , ma la famiglia e gli amici erano l’ultimo dei nostri pensieri. I benpensanti ci chiamavano nemici dell’umanità, e in un certo senso, avevano ragione, perché nessuno poteva essere nostro amico, neppure noi stessi. No, avevamo la memoria corta, e così doveva essere, sul piano umano, se volevamo conservare il buon umore. (...) Ne avevamo visti troppi inghiottiti nel mare dell’incertezza, che era quello in cui vagavamo come anime in pena senza lasciare scia né onde di prua”.

In realtà Silver fa una tiratina d’orecchi anche a Jim Hawkins, protagonista del romanzo di Stevenson, ma non vi posso anticipare questa parte, poiché interessa le pagine finali del libro di Larsson e troverete la risoluzione finale geniale e in linea con lo spirito unico di Long John Silver, presa di ferro in mani di velluto...ah quelle mani! poi scoprirete come mai teneva tanto alla morbidezza delle sue mani!
Scoprirete cosa combina ai danni di vari capitani e pirati da lui conosciuti (realmente esistiti), scoprirete di quali slanci è capace e rimarrete anche colpiti per le menzogne che accumula man mano sulla coscienza, conoscerete le sue paure e la sua follia, amerete la sua parlantina simpatica, condita di autocompiacimento qui e là.
Leggerete delle donne che ha conosciuto...poco meno di cinquecento pagine che si leggono velocemente e che hanno il potere di calamitare gli occhi e l’attenzione di chi legge per ore ed ore, senza mai provare noia.
Qualcuno potrebbe obiettare che in questo romanzo gli avvenimenti narrati da John Long Silver non abbiano la stessa dose di avventura del romanzo di Stevenson. È vero solo in parte. La Jolly Roger sventola a tutta forza: ammunitamenti, rivolte, esecuzioni capitali, viaggi, storie di altri pirati (Roberts, Hands, England, Barbanera, Flint...), di capitani, storie di commercio di schiavi (lo stesso Silver -chi l’avrebbe mai detto!- si farà vendere all’asta come schiavo), però bisogna tener conto che si tratta di memorie, quindi il sapore è quello di un bilancio di un uomo unico nel suo genere che, quando ormai sente la fine dei suoi giorni avvicinarsi, decide di mettere ogni fatto per iscritto:

“Chi avrebbe potuto credere che sarebbe finita così? L’avventurosa e veritiera storia di John Long Silver, detto Barbecue dai suoi amici, se mai ne ha avuti, e dai suoi nemici, che invece erano di sicuro tanti. Basta con le buffonate e le invenzioni. Basta con i bluff e le sparate. Scopriamo le carte (...). Solo la verità, da cima a fondo, senza trucchi né secondi fini”.

Quanti passi che ho sottolineato, quante cose che ho imparato (linguaggio dei pirati, usanze, il matelotage...) e quante volte ho sorriso! un libro indimenticabile che colpisce, perché l’idea di fondo è interessante ed è scritto bene. Intrattenimento e profondità garantiti.








Enrico SapienzaEnrico Sapienza wrote a review
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Lunga vita a John Silver!
Mai avrei pensato di potermi appassionare ad una storia di pirati. E invece ho scoperto che ogni tanto fa proprio bene salpare verso l'avventura!
Cosa può fare un “nemico dell’umanità” se non tener fede, ad ogni costo, ai propri ideali di libertà e di vita?
Esistenza egoistica quella di John Silver, certamente, ma proprio per questo incorruttibile. S’immagina di andare all’inferno, lui, perché con dio (un caso che sia sempre scritto in lettera minuscola?) ha un cattivo rapporto. Luogo tutto sommato ben frequentato, l’inferno, se il paradiso è popolato da schiavisti, preti-padroni, corrotte cariche dello stato, arruolatori e capitani per grazia di dio (eccetto Snelgrave).
Libro d’avventura che non manca di raccontare l’inumana tratta degli schiavi e la pericolosità degli uomini di chiesa, di cui è sempre meglio non fidarsi.
John Silver è un eroe un po’ sui generis, senza dubbio affascinante, che mi ha conquistato nell’esatto momento in cui ha dichiarato di non voler mai essere capitano, cioè fin da subito. Quanto sarebbe stato fortunato l’equipaggio della nave con Silver come capitano, mi son chiesto, lasciandomi la voglia di quella possibilità, voglia un po’ placata dall’arrivo di Snelgrave e del suo esempio.
Ora mi è venuta una gran curiosità di leggere Stevenson, con un po' di rammarico per non averlo fatto prima, ma aspetterò un po’ di tempo, quel tanto per farmi venire una buona nostalgia per John Silver, che sicuramente non tarderà ad arrivare.