La visita
by Carlo Cassola
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valeriavaleria wrote a review
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In questo volume, che comprende due distinte raccolte e una 'prefazione', non si può prescindere dalle date di composizione: 'La visita' (1937 – 1940), 'Alla periferia' (1940 – 1941), 'Il film dell'impossibile' – la 'prefazione' – (1942). Questa cronologia mostra il percorso personale di Cassola, nel tentativo di imbrigliare il divenire, il tempo, la vita, nell'arte. La ricerca non è dissimile da quella di altri scrittori, ad esempio Montale si cimentò nella stessa operazione dedicandovi molta parte della propria produzione e Cassola si rifà proprio a lui e alla sua poetica dei barlumi, nel senso che il miracolo di cogliere il divenire, se si attua, lo fa quasi esclusivamente per baluginii. Montale non si dà per vinto, ma non riesce a pieno nel suo intento (e lo sapeva bene, lo si capisce anche dai titoli attribuiti alle sue raccolte più famose: Ossi di Seppia, Le Occasioni, La Bufera, Auto da Fè, Satura. Cassola imputa quell'insuccesso parziale alla struttura stessa della forma poetica, troppo contratta e soggetta a regole metriche inderogabili, per poter rappresentare la realtà. Il primato in quest'operazione lo ha – oltre alla musica, per eccellenza – il racconto in prosa, di maggior ampio respiro e pertanto in grado di afferrare, si spera, la vita che scorre. In proposito scriveva proprio che per ritrovare il tempo bisognava scendere nel racconto. Ed è in questa luce di sperimentazione, che va letto Cassola teso ad ingabbiare nelle sue pagine, la vita che tanto sfugge. Ed i titoli hanno di nuovo un valore rivelatorio, i racconti brevi de 'La visita' presuppongono l'incontro tra arte e realtà, poi invece le prose de 'Alla periferia' manifestano la consapevolezza di non riuscire a contenere quel fluire, si resta ai margini, alla periferia appunto e allora Cassola opta per l'unica scelta plausibile, accettare che la sua narrativa sia un 'film dell'impossibile', sempre alla ricerca della sequenza perfetta. Ancora in quest'ottica va colto il suo realismo esistenziale, privo di giudizio morale e di impegno sociale o politico, ma concentrato nel semplice raccontare, nell'aderire con le parole più dirette e usuali all'esistenza quotidiana. Tutto per raggiungere quell'emozione pura che prova chi è toccato dall'apparire del tempo – sotto la soglia della coscienza pratica delle cose - sul foglio bianco.
LeleLele wrote a review
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