La vita gioca con me
by David Grossman
(*)(*)(*)(*)(*)(206)
"Tuvia era mio nonno. Vera è mia nonna. Rafael, Rafi, mio padre, e Nina... Nina non c'è. Nina non è qui. È sempre stato questo il suo contributo particolare alla famiglia", annota Ghili nel suo quaderno. Ma per la festa dei novant'anni di Vera, Nina è tornata; ha preso tre aerei che dall'Artico l'hanno portata al kibbutz, tra l'euforia di sua madre, la rabbia di sua figlia Ghili, e la venerazione immutata di Rafi, l'uomo che ancora, nonostante tutto, quando la vede perde ogni difesa. E questa volta sembra che Nina non abbia intenzione di fuggire via; ha una cosa urgente da comunicare. E una da sapere. Vuole che sua madre le racconti finalmente cosa è successo in Iugoslavia, nella "prima parte" della sua vita, quando, giovane ebrea croata, si è caparbiamente innamorata di Milos, figlio di contadini serbi senza terra. E di quando Milos è stato sbattuto in prigione con l'accusa di essere una spia stalinista. Vuole sapere perché Vera è stata deportata nel campo di rieducazione sull'isola di Goli Otok, abbandonandola all'età di sei anni e mezzo. Di più, Nina suggerisce di partire alla volta del luogo dell'orrore che ha risucchiato Vera per tre anni e che ha segnato il suo destino e poi quello della giovane Ghili. Il viaggio di Vera, Nina, Ghili e Rafi a Goli Otok finisce per trasformarsi in una drammatica resa dei conti e rompe il silenzio, risvegliando sentimenti ed emozioni con la violenza della tempesta che si abbatte sulle scogliere dell'isola. Un viaggio catartico affidato alle riprese di una videocamera, dove memoria e oblio si confondono in un'unica testimonianza imperfetta. Con "La vita gioca con me" David Grossman ci ricorda che scegliere significa escludere e vivere è un continuo, maldestro tentativo di ricomporre.

All Reviews

41
NikAnobiiNikAnobii wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)(*)
Marco CecchiniMarco Cecchini wrote a review
02
(*)(*)(*)(*)(*)

Travolgente. Imperdibile. Trama articolata, che mantiene suspense e mistero fino alla fine.

289 pagine che mantengono costantemente in moto il nostro cervello e ci stimolano a pensare a quanto pesano le nostre azioni su chi ci è vicino, a quanto siamo in grado di accogliere e di accettare, a quanto sia importante conoscere la verità, dirsi tutto.

I personaggi hanno tutti una grande forza e perseveranza; gli esseri umani possono essere così. La storia è ispirata da persone reali e da eventi realmente accaduti.

Bisogna leggere con attenzione l'inizio, un po' confuso, per capire i rapporti tra i personaggi. La narratrice è Ghili, la figlia di Nina e Rafael, la nipote di Vera e Milos, ma si tratta di una famiglia sorta dalle seconde nozze di Tuvia, padre di Rafael, con Vera, madre di Nina, ed i rapporti tra loro sono quindi intricati. Sono rapporti complicati da un dramma, da una dittatura, quella di Tito, nella ex Iugoslavia. La vicenda comincia e finisce però in Israele ed attraversa l'arco di tempo della vita di tre generazioni. Grossman racconta di grandi amori, in particolare di due, quello di Vera per il suo primo marito, Milos, e quello di Rafael per Nina, ma anche degli amori leali e sinceri, come quello di Tuvia, che permettono a Vera di ricominciare a vivere dopo la detenzione nel campo di "rieducazione" di Goli Otok. L'amore è il protagonista di tutto il racconto, ma non è solo quello di coppia, c'è di più, è quello tra madri e figlie, è quello che si può creare all'interno di una famiglia. Anche se una grande ingiustizia, anche se la pazzia di un dittatore può sconquassare la vita di più generazioni, la volontà di capire e l'opportunità di esprimere ciò che abbiamo chiuso in noi, che ci può essere offerta da chi ci ama, possono riaprire le porte alla speranza.

NonpertuttiNonpertutti wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)( )
letileti wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)(*)
Miss KamalaMiss Kamala wrote a review
03
(*)(*)(*)(*)( )