La vita segreta degli scrittori
by Guillaume Musso
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Nel 1999, dopo aver pubblicato tre romanzi di culto, il celebre scrittore Nathan Fawles annuncia la sua decisione di smettere di scrivere per ritirarsi a vita privata a Beaumont, un'isola selvaggia e sublime al largo delle coste mediterranee. Autunno 2018. Fawles non rilascia interviste da più di vent'anni, mentre i suoi romanzi continuano ad attirare i lettori. Mathilde Monney, una giovane giornalista svizzera, sbarca sull'isola, decisa a svelare il segreto del celebre scrittore. Lo stesso giorno, viene ritrovato sulla spiaggia il cadavere di una donna e le autorità mettono sotto sequestro l'isola, bloccando ogni partenza e ogni arrivo. Comincia allora un pericoloso faccia a faccia tra Mathilde e Nathan, in cui si scontrano verità occulte e insospettabili menzogne, e si mescolano l'amore e la paura...

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SUN50SUN50 wrote a review
239
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Intrigante e coinvolgente
Il mio primo libro di questo autore e devo dire che non mi è affatto dispiaciuto. Una storia fruibile su più piani di comprensione, lì dove il narratore gioca spesso a interpretare il ruolo di protagonista e viceversa. Dove inizia la storia di Raphael e dove finisce quella di Musso non è semplice da capire.
Quando apriamo un libro ci aspettiamo solitamente di trovarci totalmente in un libro, con un narratore pronto a raccontarci ogni dettaglio. Be' con questo libro Musso tende un po' a confondere il lettore, a giocargli qualche scherzo, creando un mistero nel mistero, prima ancora che la storia inizi...anzi il mistero sembra iniziare proprio quando si prende in mano il libro. Qual è la storia? Si parla di un giovane scrittore, Raphael, alle prese con il suo primo romanzo di esordio che, ossessionato com'è dalla figura sapiente e misteriosa di Nathan Fawles (vera e propria star della letteratura che si è definitivamente ritirato dalle scene), decide di trasferirsi sull'isola di Beaumont lì dove si trova il suo mito. Ma purtroppo l'uomo da lui idolatrato è inavvicinabile, isolato in una splendida dimora abbarbicata in uno dei luoghi più splendidi dell'isoletta.

Nonostante un inizio traumatico, i due autori si ritrovano ben presto a dover collaborare, per via di uno strano caso proveniente dal passato, una strana uccisione avvenuta sull'isola e una misteriosa donna che sembra conoscere l'oscuro passato di Fawles. L'arrivo della bella giornalista Mathilde Monney e la comparsa di strane foto apparentemente prive di senso, danno il via ad un vero e proprio caso di grande spessore, una parentesi passata tanto oscura quanto pericolosa, che metterà in serio pericolo i diversi personaggi, protagonisti di una vera e propria partita a scacchi tra il narratore e il suo creatore (Musso appunto).

Questo libro è una vera e propria scatola cinese: ti confonde, ti sorprende, ma soprattutto trae in inganno. Costellato di mille e più colpi di scena, La vita segreta degli scrittori, sa giocare abilmente con il concetto stesso di mistero, dando in primo luogo la possibilità al suo autore di saperci fare con questo genere che ormai è per lui distintivo, ma allo stesso tempo permettendogli di raccontare una storia ricca di enigmi proprio attraverso una figura, quello dello scrittore, a lui tanto caro.
 
La scrittura stessa di Musso gioca infine un ruolo importantissimo perché è la vera e propria sovrana di questo romanzo, capace di affascinare, incuriosire e sorprendere, tutto nello stesso momento, proprio grazie all'uso sapiente delle giuste parole. 
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Nayeli - per RFS
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“La scrittura ti struttura la vita e le idee, e spesso finisce per mettere ordine nel caos dell’esistenza.”

La sensazione che ho avuto, leggendo Guillaume Musso per la prima volta, è che sia quel genere di autore che gioca col lettore. Gli strizza l’occhio, lo mette alla prova, lo illude, lo solletica, lo annoia e poi lo sorprende. Butta degli ami e, anche se gli spiega le tecniche narrative che sta usando, riesce a prenderlo ugualmente per il naso.
Sperimenta (negli stili, nei punti di vista, nel cambio di narratore), regalando così una prospettiva sulla storia a 360 gradi e ampliando, di fatto, il concetto di “modo di raccontare”.
È vero che la trama carbura lentamente, ma poi inizia a prendere forma e a vorticare sempre più velocemente, fino a esplodere sul finale. Una storia che, non ci si deve stupire, supera l’ordinarietà: è finzione, e lo scrittore non nega mai di essere lì per “raccontare” e “raccontarcela”. Non per niente la conclusione riavvolge il nastro della trama e la ricuce in modo differente, come un abito che prima era messo a rovescio e ora cade a pennello, sottolineando tutte le curve.
Ci vuole un artista per fare questo, e anche se la storia, inizialmente, è languida e poco accattivante, ho trovato personaggi di spessore e graffianti, sviluppi inaspettati, dettagli che hanno solleticato le mie antenne e molte altre sfaccettature interessanti che hanno deliziato il mio palato.

“Quando sono venuto a chiederle consiglio, perché mi ha risposto: ‘Evita di diventare scrittore a ogni costo, fa’ della tua vita qualcosa di diverso’?”
Fawles sospirò:
“Perché non è un lavoro per persone sane di mente. È un lavoro per schizofrenici. Un’attività che richiede una dissociazione mentale distruttiva: per scrivere devi essere dentro nel mondo e fuori dal mondo. Capisci cosa voglio dire?”
“Credo di sì.”
“Sagan aveva trovato la formula perfetta: ‘Lo scrittore è un povero animale, rinchiuso dentro una gabbia in compagnia di se stesso.’ Quando scrivi, non vivi con tua moglie, i tuoi figli o gli amici. O meglio, fai finta di vivere con loro. Ma la vera esistenza la passi con i tuoi personaggi: per un anno, due anni, cinque anni…”
(…) “Però ne vale la pena, vero Nathan?”
“Sì, ne vale la pena,” rispose, lasciandosi ancora trascinare. “E sai perché?”
Questa volta sì, avevo proprio l’impressione di saperlo.
“Perché per un momento si è Dio.”