La zona morta
by Stephen King
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Al risveglio da un coma durato quattro anni, Johnny scopre di possedere un dono meraviglioso e nello stesso tempo tremendo: è capace di conoscere il futuro e i segreti della mente altrui con un semplice contatto, anche solo un tocco della mano. E questa facoltà lo conduce dentro un'avventura agghiacciante, in cui è sempre più solo.

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Marzia RussoMarzia Russo wrote a review
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MalitiaMalitia wrote a review
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I libri di Stephen King dovrebbero avere un metro di valutazione tutto loro perché, se è vero che ha scritto anche romanzi di qualità dubbia, in linea di massima è difficile bocciarne in toto uno: è il caso della Zona morta, a cui rimprovero il senso di incompiutezza, una piega sbagliata – in un momento preciso del libro – che ha fatto scivolare la storia verso il nonsense, lasciando un’insoddisfazione di fondo.⁣

Il tema del romanzo è molto kingiano: un ragazzo si risveglia dopo un coma lungo quattro anni e si accorge di avere visioni del futuro. Si tratta di immagini chiare e precise che però, su alcuni dettagli, diventano sfocate, entrando in un campo che il protagonista, Johnny Smith, chiama “la zona morta”.⁣

Le diramazioni di un plot simile potrebbero essere infinite, ma King sceglie di concentrarle in piccoli episodi di investigazione scollegate tra loro, fino ad arrivare alla vicenda conclusiva che sembra un’anticipazione di quello che si troverà, trent’anni dopo, in 22/11/63.⁣

Il problema è quindi nella struttura – molto solida e promettente nella prima metà, frammentata e scarna nella seconda – che rovina un romanzo dalle ottime potenzialità, soprattutto perché King si dimostra il solito maestro dell’approfondimento psicologico, con personaggi memorabili e scene vivide – quasi pittoriche – che solo un autore di alto calibro riesce a restituire.⁣

Impossibile dare meno di 3/5, ma difficile, per me, alzare il voto più di così: e dire che la delusione della seconda parte non mi ha comunque impedito di finirlo in quattro giorni.⁣

Voi lo avete letto? Vi piace Stephen King? Io leggo almeno un romanzo ogni estate, e sto piano piano recuperando tutti i suoi capolavori.⁣


altrepaginealtrepagine wrote a review
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Gabriele CrescenziGabriele Crescenzi wrote a review
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Gennaio 1953. Johnny Smith è un bambino di 6 anni come molti altri, che, approfittando del gelo della stagione che ha ghiacciato lo stagno nel suo paese, va a pattinare liberamente sulla sua superficie. Non sa che da quel giorno la sua vita cambierà drasticamente, anche se lo scoprirà  molti anni dopo: uno scontro accidentale con un ragazzo che gioca ad hockey, gli fa sbattere la testa sulla lastra di ghiaccio. Sviene ma si riprende quasi subito. Tutto viene dimenticato e nulla sembra essere successo al piccolo Johnny. Eppure questo è l'inizio del fantastico potere che si ritrova ad avere, quasi una sorta di risarcimento del fatto di possedere uno dei nomi più comuni e anonimi che esistano: quello di riuscire a vedere eventi del passato o del futuro della vita delle altre persone. La scena fa poi un balzo in avanti nel 1970, Johnny è ormai diplomato e insegna in un liceo. Comincia a sentirsi con Sarah Bracknell, professoressa nello stesso istituto, che è da poco uscita da una relazione abbastanza complicata. I due sembrano la coppia perfetta, lui molto ironico e fanciullesco, piace agli studenti per la sua semplicità e il suo anticonformismo nel metodo di insegnamento, e, d'altro canto, lei un po' impacciata e tradizionale, viene presa di mira dagli alunni che non riesce ancora a gestire.
È la sera di Halloween e i due escono a una fiera in paese. Si divertono, scherzano e Sarah comincia a comprendere che davvero Johnny è l'uomo giusto per lei. A fine serata si avvicinano al banco della Ruota della fortuna e Johnny, preso da una strana eccitazione, comincia a giocare, vincendo ripetutamente, puntando in modo azzardato, accrescendo sempre di più la sua vincita. I suoi occhi sono spiritati, sembra prevedere quasi dove la pallina si andrà a fermare. Sarah si sente male, non si sa se per una salsiccia avariata o per l'inquietudine nel vedere in Johnny quell'espressione agghiacciante, fredda, lontana dalla sua indole gioviale.
Il ragazzo, dopo aver guadagnato una grande somma, accorgendosi che Sarah sta molto male, decide di accompagnarla a casa. Chiama poi un taxi per farsi riportare a casa. Si sarebbero rivisti il giorno dopo e magari avrebbero avuto un'altra occasione per coronare la loro relazione. O almeno così pensava Sarah. La vita, però, non va mai nel verso programmato: Johnny rimane vittima di un grave incidente automobilistico quella stessa notte ed entra in coma. I medici sono pessimisti, le sue condizioni sono gravi. Seguono mesi dolorosi sia per i genitori del ragazzo, soprattutto per sua madre Vera, che sprofonderà nel più cieco bigottismo e a credere in improbabili credenze religiose, sia per Sarah, che vede la fine della sua ritrovata felicità.
Passano 4 anni e mezzo e Johnny, stranamente, si risveglia dal lungo sonno e non sembra aver riportato gravi danni cerebrali. Tutti si stupiscono, i genitori del ragazzo non credono ai loro occhi. Sarah però, nel frattempo, si è sposata e ha avuto un bambino.
Ma non è quello il peggiore dei problemi: Johnny verrà ora a conoscenza del suo potere, ora amplificato al punto tale che ha visioni ogni volta che tocca qualcuno. Un dono meraviglioso, si potrebbe pensare. Invece è l'inizio di un incubo per Johnny, che si troverà a dover usare questa sua facoltà per eventi dolorosi e gli si porranno dinanzi in modo sempre più evidente grandi problemi etici a cui non riesce a trovare risposta. Questa sarà per lui la vera "zona morta".

Stephen King è uno degli autori più conosciuti al mondo, le cui opere hanno affascinato, spaventato e atterrito milioni di lettori, oltre ad essere state trasposte molteplici volte sul grande schermo.
Abituato a letture più classiche, non avevo ancora letto nulla di suo, sebbene avessi questo volume sullo scaffale da anni. Preso da una voglia di cambiare, di novità, ho deciso di iniziarlo e ne sono rimasto più che soddisfatto, comprendendo le ragioni per cui King è giustamente tanto osannato dal pubblico e dalla critica.

"La zona morta" ("The Dead Zone", 1979) è un romanzo complesso, profondo e malinconico ma, allo stesso tempo, semplice e lineare.
La trama di per sé non ha nulla di molto originale, in quanto tratta temi che sono stati abbondantemente utilizzati nella narrativa di tale genere, quali la capacità di vedere nel futuro e nel passato, il coma e la scoperta di segreti scabrosi e di verità pericolose. Tuttavia, pur attingendo ad un repertorio consolidato, ciò che stupisce e ammalia il lettore è lo stile narrativo agile, fresco, pulito ma incisivo. King si rivela un maestro della prosa per la semplicità espressiva che conferisce alla storia una leggibilità incredibile, riuscendo tra l'altro ad esprimere concetti insidiosi in modo molto limpido, e a sviluppare temi in cui è semplice sfociare nell'eccesso con un realismo e un'eleganza lodevole.
La forza dei grandi scrittori, come ho avuto modo di constatare in più casi, risiede non tanto nell'innovazione contenutistica, oggi impossibile per la grandissima tradizione letteraria alle nostre spalle, ma nel modo di raccontare storie e realtà già narrate: King ci riesce a meraviglia e rende talmente scorrevole la prosa da far passare in secondo piano tutto il resto.

Ciononostante, il romanzo propone al centro della sua trama delle riflessioni particolarmente importanti incentrate sull'interiorità dell'uomo. I grandi problemi etici sono difatti alla base delle vicende di Johnny e rendono la narrazione malinconica, partecipata e conturbante. Lungi dall'esaltazione che si può prospettare dopo la consapevolezza di poter prevedere gli eventi, Johnny sperimenta come la sua abilità sia in realtà una maledizione, che spesso lo porterà a grandi dilemmi, portandolo a riflettere su ciò che è realmente giusto o sbagliato, sul relativismo morale.
"La zona morta" può essere visto così come un romanzo di formazione, che procede per gradi, anche strutturalmente. Infatti la narrazione si snoda su una serie distaccata di avvenimenti, i quali forgiano progressivamente Johnny, facendogli comprendere meglio gli oneri che questo suo potere comporta. Johnny scoprirà che spesso non esiste una risposta giusta, che non esiste una vera malvagità. In una trama multiforme, in cui si intrecciano diverse storie aventi un dominatore comune, King esplora il mondo contemporaneo, le ambiguità e la labilità della morale, il difficile rapporto tra genitori e figli e la tristezza di essere consapevoli che spesso le strade di persone care possono separarsi per puro caso e che la vita è una continua tempesta in cui nulla è saldo, in cui in un secondo tutto può mutare, capovolgersi, infrangersi.

"La zona morta" è dunque un romanzo con toni fantascientifici che cela in sottofondo la storia di una vita, la crescità interiore di un ragazzo alle prese con il travaglio dell'esistenza e delle dure scelte a cui ci sottopone. Un'opera elegante, malinconica e triste da uno dei massimi scrittori dell'età contemporanea.
JolietBluesJolietBlues wrote a review
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eloiseeloise wrote a review
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