Later
by Stephen King
(*)(*)(*)(*)( )(66)
Jamie Conklin ha proprio l'aria di un bambino del tutto normale, ma ci sono due cose che lo rendono invece molto speciale: è figlio di una madre single, Tia, che di mestiere fa l'agente letterario, e soprattutto ha un dono soprannaturale. Un dono che la mamma gli impone di tenere segreto, perché gli altri non capirebbero. Un dono che lui non ha chiesto e che il più delle volte non avrebbe voluto. Ma questo lo scoprirà solo molto tempo dopo. Perché la prima volta che decide di usarlo è ancora troppo piccolo per discernere, e lo fa per consolare un amico. E quando poi è costretto a usarlo lo fa per aiutare la mamma, lo fa per amore. Finché arriva quella dannata volta, in cui tutto cambia, e lui è già un ragazzino, che non crede più alle favole. Jamie intuisce già, o forse ne è addirittura consapevole, che bene e male non sono due entità distinte, che alla luce si accompagnano sempre le tenebre. Eppure sceglie, sceglie la verità e la salvezza. Ma verità e salvezza, scoprirà tempo dopo, hanno un prezzo. Altissimo.
"Later" è una nuova variazione King sul tema del bene e del male, un romanzo - come sempre - pieno di emozione e tenerezza nei confronti dell'infanzia e della perdita dell'innocenza, ma anche una riflessione matura sulla nostra possibilità di scegliere.
Con un tocco di affettuosa ironia nei confronti dell'operoso mondo che ruota attorno a un grande autore.

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16
Via col libroVia col libro wrote a review
03
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Non memorabile
"Later" ha per protagonista Jamie che vive a New York con sua madre Tia, agente letteraria. Jamie ha un dono il cui utilizzo mette in crisi il bambino e il ragazzo poi.

Capire quale sia il bene e quale il male è un tema intramontabile; scegliere tra essi con consapevolezza caratterizza ogni vita, che sia più o meno fuori dal comune. Proprio per questo l'argomento non è proprio nuovo, soprattutto per l'autore, che, tra le altre cose, ha già avuto personaggi dotati di poteri paranormali. Si ha l'impressione che ci sia un po' di autobiografico in questo libro, che sembra più novella che romanzo, e che King parli di se stesso attraverso Tia, ghostwriter di un suo cliente, interessata alla stesura di una storia per i suoi risvolti economici più che per il bisogno di raccontare. Infatti, la composizione del testo sembra più che altro un esercizio stilistico, rischio di quando si scrive per routine più che per l'esigenza di dare voce a una storia.

Va riconosciuto a King, sebbene questa sia senza dubbio una sua opera minore, che, più che uno scrittore, è un vero narratore. Sa delineare mondi, creare le atmosfere e le suggestioni, caratterizzare i personaggi con pochi tratti e, soprattutto, sa far entrare in tutto questo il lettore, che giunge alla fine del libro senza sforzo.

Il finale alla Dart Fener fa, però, perdere i punti guadagnati: non ha senso ai fini della storia, essendo poi relegato alle ultimissime pagine, ed è molto discutibile sul piano etico e morale.
MicòlMicòl wrote a review
03
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