Le abitudini delle volpi
by Arnaldur Indriðason
(*)(*)(*)(*)( )(334)
L'ispettore Erlendur è tornato nei luoghi della sua infanzia. Trascorrerà qualche tempo nel piccolo villaggio sulle rive di un fiordo dell'Islanda orientale, deciso ad affrontare una volta per tutte l'ossessione che lo perseguita fin da quando era bambino: la scomparsa del fratello minore Bergur dur... More

All Reviews

54 + 23 in other languages
zombie49zombie49 wrote a review
21
(*)(*)(*)(*)( )
Ossessione di morte
Il detective Erlendur Sveinsson, della polizia di Reykjavik, è in ferie nei solitari fiordi orientali, dove è nato e ha trascorso l’infanzia. Dorme nel rudere della casa in cui ha vissuto da bambino con i genitori e il fratello minore Bergur, scomparso a otto anni durante una bufera di neve. Da sempre la sua morte ossessiona Erlendur con sensi di colpa, per non essere riuscito a proteggerlo: lui fu salvato, di Bergur si perse ogni traccia, e la brughiera non restituì mai il suo corpo. Sveinsson incontra un cacciatore di volpi, Bòas, che ricorda quella lontana tragedia e un fatto simile antecedente: nel 1942 una donna, Matthildur, sparì in una bufera, e non fu mai trovata. Il marito Jakob morì in mare nel 1949, e su di lui in paese aleggiano dei sospetti: Erlendur vuole indagare, interrogando gli anziani testimoni. Come gli altri romanzi di Indriđason, non è un giallo tradizionale, ma un dramma familiare cupo e introspettivo, secondo la tradizione nordica, con aspetti a tratti macabri che ricordano i racconti di Poe. E’ intrigante questa saga islandese in cui è forse più importante la psicologia dei personaggi che la vicenda poliziesca. Provo maggiore empatia per Sigurđur Oli che per Erlendur: mi è incomprensibile l’incapacità di accettare il passato e la definitiva irreversibilità della morte. Essere dei sopravvissuti non è una colpa, lo siamo tutti a qualcuno. Non capisco l’accanimento nel cercare i resti di persone decedute da molti anni: ciò che erano si è estinto con la morte, ai vivi rimane il ricordo. Non condivido l’ossessione di Erlendur x i casi archiviati: è inutile rivangare il passato in cerca di lontani delitti, quando tutti i protagonisti sono ormai defunti e i colpevoli non punibili, perché la morte estingue ogni reato. A volte, è meglio dimenticare che riaprire antiche ferite. Indriđason scrive più di semplici romanzi, perché propone questioni di etica generale, cui ciascuno può cercare risposte. Qui incombe la natura, terribile e spietata.
00
LabruttinastagionataLabruttinastagionata wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)( )
contornidinoir.it/2013/11/le-abitudini-delle-volpi
In questo romanzo la storia principale verte su una sparizione nel nulla, molti anni prima , di una giovane sposa, Matthildur.
Il caso vuole – ma sarà il caso?- che Erlendur si trovi proprio lì nella zona , in uno dei suoi dolorosi e periodici pellegrinaggi , a dormire come un barbone nel casolare diroccato che vide la sua famiglia felice e completa, ancora non privata del piccolo Bergur.

La storia è affascinante, perché tutta giocata su realtà e immaginazione( o allucinazione?), perché Erlendur vede , la notte, una figura che lo viene a visitare e lo costringe a ripercorrere momenti bui della sua vita. Ed a cercare ancora….
Così , in modo fluido ed estremamente intrigante, scorrono le due storie parallele: quello della giovane Matthildur, attraverso racconti e confidenze di vecchi del paese, che l’hanno conosciuta, amata…e quello della terribile sventura di Erlendur, rivissuta nei minimi dettagli.