Le consolazioni della filosofia
by Alain de Botton
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La filosofia è inutile se non cura i turbamenti dell'anima così come la medicina che non cura i dolori del corpo. Guidato da questo principio di Epicuro, Alain de Botton ha compiuto un lungo itinerario attraverso la storia della cultura occidentale, fino a riconoscere in sei grandi pensatori della n... More

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Stefano AielloStefano Aiello wrote a review
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Una delle mie fobie più grandi è sempre stata quella di prendermi l’HIV. Nonostante sappia che oggi esistono rimedi capaci di ridurre il rischio di ammalarsi di AIDS, e nonostante sappia che un sieropositivo può vivere una vita praticamente normale, la paura è enorme. Tuttavia, tre mesi e mezzo fa feci sesso non protetto con un ragazzo col quale mi stavo frequentando. Per problemi di salute lui faceva sempre avanti e indietro dall’ospedale, e quindi era continuamente controllato da analisi del sangue e altri vari tipi di controlli medici, ed io invece, uscito da poco da una relazione piuttosto lunga e sana sotto il profilo sessuale, non avevo bisogno di conferme sulla mia positività o negatività al test dell’HIV. Questa frequentazione comunque terminò – terminò in malo modo – e quindi persi i contatti con questo ragazzo. Ora che invece sono fidanzato, io ed il mio compagno abbiamo trovato più che ragionevole fare dei controlli. Per quanto la mia parte razionale cercasse di tranquillizzare le mie paure – dicendo per esempio che non era possibile io fossi stato infettato, visto che agli ultimi esami ero risultato negativo e che non avevo fatto sesso non protetto al di fuori di questo ragazzo, oppure dicendo che è nel mio stile comportarmi da ipocondriaco e quindi sentirmi colpito da influenze che in realtà non ho, scambiare piccoli brufoli per eruzioni cutanee, giudicare un normalissimo giorno in cui mi sento più stanco del solito come sintomo di quella spossatezza tipica di chi ha contratto il virus dell’HIV – quella più emotiva non mi dava tregua. In poche parole, quest’ultima mi diceva: nonostante ci siano più probabilità che tu non sia malato, devi dare ascolto a quella piccola percentuale di rischio. Insomma, mi ero preso l’HIV. Questa paura negli ultimi tempi andava e veniva, alternavo momenti di spensieratezza con altri bui, in cui mi domandavo come sarebbe stata la mia vita dal fatidico POSITIVO letto sul referto rilasciato dall’ospedale dopo il prelievo.
Come al solito, è venuto in mio soccorso un libro. E come al solito, un libro di filosofia. Tra tutti i libri che avevo in attesa di venire letti – una quarantina se non di più – decisi, complici queste ansie e queste paure, di far parlare “Le consolazioni della filosofia” di Alain de Botton. Di questo autore non conoscevo nulla, sebbene comunque lo conoscessi per fama. Mi pareva una buona scelta, quella di avvicinarmi ai miei filosofi preferiti per alleviare i miei timori. Così, ho trascorso una giornata intera con Socrate, Seneca, Epicuro, Montaigne, Schopenhauer e Nietzsche. Ciascuno di loro ha alleviato non solo la mia paura della malattia – come hanno fatto e continuamente fanno Virginia Woolf, Dostoevskij, Thomas Mann, Sylvia Plath e tutti gli altri grandi “malati” – ma anche i timori dei quali, in quanto ragazzo fin troppo sensibile, ho sempre sofferto, sin dalla più tenera età: l’impopolarità, il senso di frustrazione, l’essere schiavo del denaro e degli agi, la sofferenza fisica e soprattutto l’amore (non corrisposto, tradito, deluso, mancato, idealizzato, morto).
Ripercorrendo la vita di questi grandissimi filosofi, Alain de Botton immerge le nostre paure nel fiume calmo e rassicurante della filosofia. Nella fattispecie di quella filosofia per così dire pratica, cioè capace di occuparsi della nostra vita quotidiana, rincuorandoci quando siamo affranti, dandoci forza quando ci sentiamo vinti e distrutti. In questo libro siamo lontani dalla filosofia accademica, che si esprime con paroloni e frasi oscure, rivolte soltanto agli “addetti al lavoro”. Una filosofia che scende in piazza a piedi nudi come faceva Socrate, che si rivolge ora agli altri ora a se stessi, come faceva Montaigne scrivendo i suoi “Saggi”, che non perde di vista le questioni che più ci coinvolgono, come la sofferenza, la morte, la vecchiaia, il tempo che passa, argomenti di cui parlava Seneca nelle sue “Lettere a Lucilio”.
L’autore, ed i filosofi citati, veri protagonisti di questo incantevole libro, ci accompagnano in terreno erboso, morbido e confortevole, quello della consolazione filosofica. Come in una specie di libro di autoaiuto, che per fortuna libro di autoaiuto non è, per mezzo delle citazioni tratte dalle opere più importanti di questi filosofi e degli arguti commenti dell’autore, troviamo i rimedi alla paura dell’insuccesso, della sofferenza, dell’amore non corrisposto – persino dell’ansia da prestazione nei nostri amplessi sessuali. Il bello è che non serve nulla se non la nostra capacità di ragionare e di metterci in gioco nel difficile compito, ma anche entusiasmante, e soprattutto utile, di lavorare su se stessi, modificando i lati del nostro carattere che sono più bui e pessimisti.
Certamente può risultare scomodo il rendersi conto che parte del nostro carattere va modificata, perché di alcune nostre paure possiamo davvero farne a meno, e per quanto accettare questo si dimostri consolante, è pur sempre vero che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Ma, citando Nietzsche, una volta terminato – o comunque iniziato – questo lavoro, che aria forte che si respira, che pace illumina le cose, come si respira liberamente, quanta parte di mondo sentiamo sotto di noi. E quanto bene stiamo con noi stessi, aggiungerei io.
Prima o poi arriva per tutti il momento di rimettere in discussione la propria vita, o comunque gli aspetti più importanti di essa. Perché non farlo con l’aiuto di quei filosofi che si sono distinti per avere dedicato la propria vita a conoscersi meglio, e anche ad aiutare, a volte consapevolmente e a volte no, gli altri a farlo.
Stare bene è una cosa magnifica, e lo dobbiamo a noi stessi, prima di ogni altra cosa.

(Per gli appassionati della vicenda con la quale ho aperto questa recensione: sì, sono andato a fare i test per l’HIV e sì, sono risultato negativo e sì, l’ho comunicato al mio attuale compagno e sì, prometto che inizierò a preoccuparmi solo quando ce ne sarà motivo. E sì, fatelo anche voi il test, non si sa mai, tanto è anonimo e gratuito.)
Madi84Madi84 wrote a review
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Special OneSpecial One wrote a review
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