Le leggi della frontiera
by Javier Cercas
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Alla fine degli anni Settanta, in una Spagna che stenta a lasciarsi alle spalle il franchismo e a intraprendere la Transizione democratica, Gerona è una città in cui cominciano a muoversi le bande giovanili. Una frontiera la attraversa, sociale ed etica: al di là del fiume Ter ci sono gli immigrati ... More

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Dani MelaDani Mela wrote a review
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Nel corso di una breve, lontana, frenetica estate si sono incrociati i destini di un carismatico sottoproletario, Antonio detto Zarco, e di un ragazzino della piccola borghesia, Ignacio detto Gafitas; fra i due, una femme fatale adolescente, Tere, fuggiasca ed intensa. Una frontiera, un fiume, separa dalla città, Gerona, la periferia di baracche abbandonata agli immigrati e agli zingari; Ignacio l’attraversa, entra in un mondo che al tempo stesso lo affascina e lo respinge. Piccoli furti; poi furti più grossi, rapine, inseguimenti; armi; feriti, morti e vite distrutte. Decenni dopo Zarco è il detenuto più famoso di Spagna e chiede a Ignacio, miracolosamente sfuggito alla cattura e diventato un avvocato famoso, di patrocinarlo. Tutto sembra cambiato, ma forse tutto è in fondo rimasto lo stesso, compresa Tere, persa e ritrovata più volte ma sempre irraggiungibile, come se la frontiera fra i due mondi restasse invalicabile anche quando sembra scomparsa, anche quando i quartieri malfamati di un tempo sono stati rasi al suolo, ripuliti e riedificati.

Questo libro è molte cose insieme. È un romanzo di formazione aspro e sconsolato, è una riflessione sull'impossibilità di annullare le barriere sociali, e naturalmente è anche un romanzo storico sulla Spagna e sulle sue difficili transizioni. Ma è soprattutto una storia magnificamente architettata, in cui le voci dei protagonisti (mai però quella di chi voce non ha: i sottoproletari Tere e Zarco) si inseguono, ricostruendo un quadro sfaccettato e mai interamente coerente, in cui più di una volta ciò che sembrava vero si rivela falso, ciò che sembrava probabile si rivela impossibile, fino a ritrovarsi, come spesso nella vita, a guardarsi indietro con tante domande e poche risposte.
radiolinabluradiolinablu wrote a review
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Ho acquistato questo romanzo a prezzo pieno (una vera eresia per una come me) dopo aver assistito alla presentazione del libro da parte dell'autore nel corso del Salone del Libro di Torino e mai sono stata più soddisfatta di un acquisto.
L'originalità dell'opera è visibile già dalla forma narrativa scelta: il romanzo simula un'intervista tra un giornalista intenzionato a scrivere una biografia dello Zarco, il più famoso giovane delinquente catalano, e Gafitas, un ragazzo di buona famiglia che nell'estate del 1978, per pochi ma intensi mesi, fece parte della sua banda.
Altri due interlocutori intervengono nel corso della storia per completare il quadro aggiungendo il loro punto di vista allo scopo di umanizzare l'immagine di Zarco un uomo che, nel corso dei decenni, è stato mitizzata da giornali e film trasformandosi in un personaggio e perdendo di vista la sua vera identità che ora chi l'ha conosciuto quando ancora era un ragazzo cercherà di recuperare attraverso i ricordi.
Nella prima parte Gafitas racconta come entrò nella banda di ladruncoli, i motivi che lo legarono a quel gruppo e come trascorrevano le loro giornate. Nella seconda parte del romanzo ricorda come, ormai adulto, si occupò di difendere in tribunale, come suo avvocato, il suo idolo di gioventù e del perché tutto andò a rotoli.
In tutta sincerità credo di non essere capace di rendere a parole la bellezza di questo romanzo, l'estremo coinvolgimento che mi ha colpita, e colta del tutto impreparata. E' stato un acquisto fatto "di pancia" perché, in tutta onestà, non posso affermare che la trama sia la più intrigante mai letta. Eppure c'era un qualcosa che mi attirava come una calamita, e non sbagliavo! Leggere Cercas è stato come ascoltare un nuovo amico raccontare la sua vita spericolata: ci sono stati stupore, incredulità, apprensione e smarrimento.
A volte le avventure di Gafitas sono così spettacolari che ci si chiede a chi vuole darla a bere ma alla fine, quando ogni tassello finisce al proprio posto e si ha la sensazione di conoscerlo meglio di come si conosce se stessi, risulta doloroso e shockante ricordare che in realtà questi personaggi sono frutto di fantasia e non sono mai realmente vissuti.
Cercas, durante l'intervista a cui avevo assistito, aveva insistito sul fatto che non è compito dello scrittore fornire risposte, ma esclusivamente porre domande e insinuare dubbi, ragion per cui non mi ha stupita il finale non risolutivo. Questo tipo di epilogo fa riflettere, come del resto tutto il resto del romanzo: noi esseri umani possiamo conoscere veramente solo noi stessi, e spesso neppure questo. Le altre persone rimarranno sempre un enigma. Sono barattoli sigillati e con un'etichetta, possiamo credere che contengano quello che vi troviamo scritto sopra, ma non potremo mai saperlo con certezza (a meno di non usare la forza, ma non è consigliabile nel mondo civilizzato).
Consiglio caldamente questo romanzo perché è un esempio di narrativa contemporanea di alto livello e perché offre un'esperienza di lettura del tutto nuova e originale.