Le luci nelle case degli altri
by Chiara Gamberale
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Mandorla è la bambina felice di una ragazza madre piena di fantasia. Maria, la mamma, lavora come amministratrice d'immobili e ha lo speciale dono di trasformare ogni riunione condominiale in toccanti sedute di terapia di gruppo... Quando un tristissimo giorno Maria muore cadendo dal motorino, i con... More

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Corrado TruffiCorrado Truffi wrote a review
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Spoiler Alert
Luci ricci e istruzioni per l-uso
Non si può dire che la storia non sia appassionante.
Il mistero della paternità di Mandorla, la protagonista, unito al secondo mistero, il motivo della sua notte in carcere nella quale ripercorre la sua giovane vita di diciassettenne, sono più che sufficienti per mantenere viva l'attenzione del lettore e arrivare in fretta in fondo d romanzo.
Digressioni, pensieri, ragionamenti ed emozioni nel quasi flusso di coscienza notturno di Mandorla a volte sono molto azzeccate, a volte perfino profonde e illuminanti. La progressiva ricostruzione delle storie e delle vite delle cinque famiglie del Condominio di via d Grotta perfetta funziona per costruire il puzzle e aumentare l'attesa.
Però.
Anzi. Però Però Però, come scriverebbe Chiara Gamberale.
Però gran parte dei personaggi delle cinque famiglie sono davvero solo macchiette, sia in se sia per i loro comportamenti e la prevedibilità della loro relazioni. La rappresentazione di molti di loro è proprio perfettamente come ti aspetteresti dal peggior racconto da radical chic (oddio, che mi tocca scrivere, odio chi accusa gli altri di essere radical chic), la coppia omosessuale, lo scrittore cinico di successo, il regista fallito, la zitella timorata di dio, la famiglia apparentemente perfetta.
E, perfino, c’è pure che Mandorla si Innamora dell'amico di infanzia Matteo, quello perfetto della famiglia perfetta, Matteo segretamente corrisponde questo amore (la cosa è telefonata a metà Libro con un tatuaggio MM, e poi confermata verso la fine) ma si fidanza con la bella della scuola e amica di Mandorla, perché pensa di essere obbligato a fare da fratello a Mandorla.
Ecco, anche se ci sono momenti felici e intensi nella scrittura e qualche meccanismo psicologico ben narrato, questa prevedibilità dei personaggi e dei meccanismi, e alcuni momenti "macchietta sono ben peggio dello scarso realismo dello spunto iniziale (la morte della madre e la lettera che indica il padre in uno qualunque dei condomini) o peggio della spiegazione finale di quella paternità.
Ancora Ancora Ancora (sempre per citare)
La discendenza stretta con L'eleganza del riccio, uscito solo due anni prima, è talmente
evidente che Gamberale nemmeno prova a nasconderla, giocando col nome di Palomo Carnevale-il giovane orfano sbalestrato che porta Mandorla in carcere-maschile della Paloma protagonista del Riccio.
Quello che forse nessuno ha invece notato, ma si vede bene dallo schema del palazzo nelle pagine iniziali, è la discendenza di questo (e anche da riccio, peraltro) dal ben più spesso, clamoroso e grandioso romanzo, La vita istruzioni per l'uso, di Perec.
Quello si un romanzo che dice qualcosa sul senso della vita, senza bisogno di perdersi in una specie di pettegolezzo.
MariaLuisaMariaLuisa wrote a review
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I paradossi e i conflitti della famiglia

"Viviamo tutti all'oscuro di qualcosa che ci riguarda".

Una bambina, Mandorla, rimane orfana: la madre, single, muore in un incidente stradale. La giovane donna, amata e benvoluta da tutti, era amministratrice di un piccolo condominio romano, di cinque famiglie amiche tra loro, che usano le riunioni condominiali per discutere di tutto, anche dei problemi psicologici individuali. Le cinque famiglie decidono di “adottare” la bambina, facendo a turno per tenerla a vivere con loro.

Ma la madre aveva lasciato una lettera, diretta alla bambina quando sarebbe stata più grande, in cui rivela che suo padre è uno degli inquilini del condominio, senza specificare quale.

I condomini, per evitare sconvolgimenti e conflitti alla bambina, ma anche per evitare che la rivelazione minacci o distrugga la famiglia di uno di loro, decidono di non fare l’esame rivelatore del DNA, e, informandone qualche anno dopo la bambina stessa, lasciano la questione sospesa e irrisolta.

La bambina cresce in questo clima di irresponsabile affetto, finché la delicata situazione non esploderà trascinandosi con sé l’immaturità dei personaggi e la superficialità della decisione presa.

Questa è l’originale idea che sostiene la trama di questo libro, dal bellissimo titolo (chi non ha mai "sbirciato" attraverso le finestre illuminate delle case?), una storia che non rispetta la cronologia ma “salta” avanti e indietro nel tempo, nella vita della bambina, della madre e delle cinque famiglie, non risparmiando “incursioni” nel passato di alcuni dei personaggi.

La scrittura leggera, l’ironia nelle situazioni (a volte al limite del surreale) e nei nomi dei personaggi, la suspense che inchioda fino all'ultima pagina (quale di loro sarà il padre della piccola Mandorla?) e l’inaspettato, imprevedibile epilogo ne fanno una sottile ma pungente satira dei paradossi e dei conflitti che pervadono l’istituzione famiglia.

Loredana ManciniLoredana Mancini wrote a review
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L’interrogativo di base è di quelli importanti: chi siamo noi? O meglio, chi è ciascuno di noi in sé, se si spoglia da tutto ciò che lo determina (i genitori, e soprattutto quello dei due il cui contributo alla nostra identità è più sfuggente e quindi oggetti di una continua negoziazione: il padre; la comunità, l’insieme degli “altri da me” che, a ben vedere, sono sempre anche “altro da me”; l’oggetto d’amore, che tanto più ci definisce quanto più ci sfugge, divenendo proiezione delle mancanze)?
Il problema è che la protagonista del romanzo, la sedicenne Mandorla, è fin troppo caratterizzata, incapsulata in tanti modelli identitari quante sono le sue molte famiglie, protagoniste di un bizzarro esperimento di “adozione condominiale”. Alla morte della sua giovane, solare e amata mamma, amministratrice del condominio di via Grotta Perfetta, saranno le cinque famiglie della palazzina a prendersi cura, ciascuna a suo modo, della bambina poi adolescente, evitando che si faccia luce su un segreto, chi tra loro ne sia il vero padre: il severo e solido ingegnere Barilla del quinto piano? il cinico Lorenzo, l’intellettuale del quarto? oppure Michelangelo, l’amico del cuore della mamma nonché fidanzato di Paolo? o l'inconcludente Samuele del secondo piano, sempre attaccato alle gonnelle di qualche donna al pari del piccolo Lars?
Da questo guazzabuglio di famiglie deriva un guazzabuglio di sentimenti nel cuore e di pensieri nella testa di Mandorla, visibile negli improbabili accostamenti (ballerine e pantaloni mimetici) con cui si sforza di appartenere a tutti questi mondi simultaneamente. E di sfuggire alle sue paure, in particolare quelle che di notte le produce il pensiero di Porcomondo, lo sbandato che un tempo si aggirava nel quartiere e che è diventato il nome da dare all’entropia che da un momento all’altro potrebbe inghiottire il suo bizzarro mondo.
Poi ci sono gli ADME, gli Altri Diversi Da Me, i pari in cui specchiarsi nel tentativo di darsi una forma. Finché a salvarla arriva un altro come lei, plurale come lei, mezzo messicano mezzo italiano, con il nome di un attore da telenovela e una madre perduta; fuori luogo con la sua tuta arancione, fuori moda e fuori posto. Ma accessibile e possibile, a differenza del quasi-fratellastro Matteo, bello e impossibile. L’amore non troppo appassionato per Palomo sarà il primo vero gesto di ribellione per Mandorla, il primo tentativo di distacco dalla sua policefala famiglia, ma anche la moneta di scambio per il tanto desiderato test del DNA che dovrebbe rivelarle chi sia il suo unico e vero padre.
Salvo scoprire poi che è meglio costruirselo, il proprio destino, anziché aspettarselo da un altro, foss’anche il proprio padre.
Scrittura scorrevole, tenero e complesso il personaggio di Mandorla (forse un pò troppo per una sedicenne), poco più che bozzetti i comprimari (con la sola eccezione dell’inafferrabile Palomo Carnevale). Nuoce all’insieme l’eccesso di temi che dà una sensazione di troppo pieno e toglie verosimiglianza alla trama. A meno che non lo si prenda per quello che é: un apologo, un racconto a tema che tenta una via originale per riflettere sulla ricerca del proprio posto nel mondo.
Bellissimo il titolo.
Arianna CurciArianna Curci wrote a review
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Georgiana1792Georgiana1792 wrote a review
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