Le mappe dei miei sogni
by Reif Larsen
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T.S. Spivet è un genio dodicenne che disegna mappe. Vive in un ranch del Montana con il padre, un cowboy silenzioso, e con la madre, una studiosa di coleotteri che da vent'anni è alla ricerca di una mitica specie di scarafaggio. Il fratello è morto e la sorella è apparentemente normale. T.S. cerca d... More

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NiklausNiklaus wrote a review
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Il libro merita 5 stelle sia per la parte grafica, i contenuti che uniscono narrativa a informazioni e la descrizione di una famiglia molto particolare (come non potrebbe esserlo quando il padre è un ranchero, la madre una entomologa e il figlio la quintessenza del nerd in erba).

Ricordo di avere visto il film, interessante, ma finito presto nel dimenticatoio. Con il libro non succede. Sia perché meno edulcorato/castrato che per la ricchezza dettagli (e appunto grafica) impossibile da rendere in un film.

Di sicuro T.S. Spivet è un personaggio molto borderline con le sue passioni descrittive, tanto che in tante interviste si lancia l'idea di un soggetto Asperger. Direi di no. Ben poco ha a che fare con personaggi alla Greta (povera ragazza mercificata da media che hanno bisogno di personaggi altrimenti non sembrano capaci di veicolare messaggi che dovrebbero essere "ovvi") ma un bambino come molti che prima dell'arrivo della pubertà hanno avuto passioni anche molto mature per alcune tematiche (ne ho conosciuti vari con una conoscenza così approfondita delle tematiche dei dinosauri, anatomia e modi di studio, che non esiterei a definire universitari).
Nel caso di T.S. poi c'è la componente fratello defunto e lutto di famiglia non realmente elaborato a fare da innesco ad una immersione totale nel suo mondo di mappe.

Molto interessate la descrizione dei genitori, molto realistica quella paterna e molto verosimile quella materna di studiosa (che però nasconde un segreto). La sorella rimane un poco nell'ombra ma giusto così come si conviene ad una adolescente che vorrebbe fuggire (e quindi nascondersi) da una famiglia così ingombrante.

Questo è uno dei casi in cui si deve avere il libro cartaceo (introvabile oramai) invece di un eBook.

Non un libro per tutti, beninteso. Bisogna essere almeno un poco T.S. dentro per amarlo

p.s. l'unico libro che gli somiglia, alla lontana, come approccio grafico potrebbe essere quello, altrettanto interessante, di JJ Abrams "S. La nave di Teseo"
kovalskikovalski wrote a review
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CatcherInTheRyeCatcherInTheRye wrote a review
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BrinaBrina wrote a review
10
Qualcuno vende o scambia questo libro?
Qualcuno vende o scambia questo libro?
Chiara WhiteChiara White wrote a review
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Il motivo per cui ho comprato questo libro è il suo formato: è grande quasi il doppio di un libro normale, le pagine sono enormi, quasi a leggere un libro di favole, e sui bordi ci sono note scritte fitte fitte e disegni. L’inchiostro non è solo nero, ma ha anche i toni del marrone (specie per i disegni) e fa quasi pensare che la stampa sia vintage...insomma, affascina. Tutti mi guardavano sul treno mentre lo leggevo in viaggio (scema io, perchè pesa un sacco) e mi sembrava quasi una coperta di Linus. Il contenuto però non mi ha altrettanto soddisfatto. La storia è quella di TS Spivet (dove le iniziali stanno per Tecumseh Sparrow), un dodicenne geniale e strambo, figlio di una ricercatrice e di un cowboy, con una sorella e un fratello, Layton, morto di recente. TS viene contattato dallo Smithsonian Institute di Washington per ritirare un premio che gli hanno assegnato per i suoi disegni (che un suo professore ha inviato senza dire l’età del disegnatore) e lui decide di partire da solo per andare a ritirarlo...Lo so che quando si legge c’è da tenere presente la sospensione della realtà su diversi aspetti e passi che sale sui treni merci e viaggi da solo, ma che entri in varco spazio temporale (così alla cavolo, senza dare seguito alla cosa), sia aggredito (con tutte le conseguenze del caso) e sembri normale...insomma, mi pare un bel po’ tirato via. I personaggi potevano essere anche interessanti, specie la bisnonna, la prima donna geologa, che occupa gran parte del libro con la sua storia (per altro anche quella inserita alla bell’è meglio), o i genitori, così distanti tra loro, ma sono troppe le incongruenze e la noia per questo viaggio… peccato perché da vedere è veramente bello.
PS. Mi è venuto in mente anche una cosa che mi ha irritato: il fratello muore per un “incidente”, a 10 anni, con un fucile. Li collezionava. Devo dire altro?