Le notti difficili
by Dino Buzzati
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Collana: "Scrittori italiani e stranieri"

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SamueleSamuele wrote a review
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Buzzati, mentre scrive questi racconti, sta morendo. La morte non è più soltanto uno dei personaggi dei suoi libri, più o meno declinata in modo fiabesco, ma è diventata una presenza reale, costante. In effetti, non esiste più, nella scrittura di Buzzati, la morte. Ora si parla della Mia Morte. Il libro è soltanto apparentemente diviso in racconti, in realtà è tutto incentrato sulla sua morte e la sua consapevolezza di star per morire. Come potrebbe essere altrimenti?
Le Notti Difficili è, probabilmente, il libro più doloroso di Buzzati, perché cade ogni pretesa di interpolazione fra lui e i suoi personaggi. Sono 200 pagine in cui Buzzati ci dice che sta morendo, ma non vuole morire, è atroce morire, profondamente ingiusto. La morte è costante in ogni racconto, quasi. E se non è esplicita, aleggia comunque un senso di fine imminente. E' la morte del singolo e dell'intero universo (Icaro), è la fine di un'epoca, i giovani che si mangiano i vecchi, senza sapere che diventeranno presto vecchi anche loro. Ritorna diverse volte il discorso che l'atrocità della morte non è tanto la morte in sé e per sé quanto più sapere che si sta per morire, proprio la condizione in cui si trovava Buzzati, perché si sa che si sta per morire e il mondo andrà avanti. L'atrocità dell'Apocalisse che è la morte è che è un'Apocalisse privata, personale. Magari fosse universale! L'odio, la rabbia che prova Buzzati per i giovani e per le loro rivoluzioni, quasi che pare sconfinare nel conservatorismo, sono la rabbia di chi sa che quelle rivoluzioni non sono più per il suo mondo, che il suo mondo, quello ricchissimo che ha dentro, sta per essere spento per sempre. Ed è insopportabile, come pensiero. Eppure, per fortuna, il libro non si chiude con un'immagine di rabbia o di amarezza, ma con il plenilunio, che illumina con dolcezza e nostalgia una vita, che è passata in fretta, piena di rimpianti, vero, eppure così dolce, così bella, così dolorosa da perdere.
Ma non è soltanto un lungo lamento mortuario. Buzzati sa che sta per morire, quindi fa l'unica cosa che può fare, come uomo e come scrittore: dilata all'infinito il proprio mondo narrativo. Lo riempie di micro-racconti, di aneddoti, di storielle. E' un'opera mondo, in cui si ritrovano anche storielle totalmente fini a se stesse. E' l'opera-universo di un uomo che sta per morire e vuole riversare su carta tutto ciò che ha dentro, per impedire che la sua Apocalisse sia veramente un'Apocalisse. In poco più di 200 pagine, Buzzati apre profondità sterminate, richiami alle sue opere e alla sua vita.
SitiSiti wrote a review
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Fantasia di Buzzati
Raccolta di elzeviri e racconti, ultimo libro pubblicato, Buzzati vivente, nel 1971 quando era già un condannato a morte: si spense nel gennaio del 1972.
I motivi sono quelli tipici della tematica buzzatiana: paure,incubi, morte, le fratture minime dello spazio, del tempo, della quotidianità, l’attesa, la solitudine, il rifugio nella fantasia come àncora di salvezza per una realtà troppo raziocinante.
La scrittura è potente e riflette la drammaticità dell’uomo moderno, malato perché vivente e con una condanna pendente: la morte. Buzzati sapeva che i suoi giorni erano contati e ha colto tutte le sfumature della condanna ( la vita) con ironia.
L’immaginazione sconfina come al solito nel surreale e ci restituisce la viva realtà dell’Uomo, l’essere debole, solo, limitato dalle sue paure,in balìa dei suoi egoismi, stupidamente banale.
La raccolta si apre con la demonizzazione del retaggio d’infanzia: il Babau. Un consiglio comunale ne decide la soppressione; la denuncia è implicita: il mondo uccide la fantasia, l’illusione, la favola.
È una raccolta caratterizzata da singoli componimenti e da brevi sezioni fatte di piccoli componimenti. La sezione “Solitudini”, (sfondo storico gli anni ’60: Vietnam, bambini focomelici, naplam) , parla sotto la veste di ordinaria quotidianità della straordinaria assurdità del comportamento umano quando eccede in egoismo e indifferenza. “I giorni perduti” ma anche “La parete” con le meravigliose Alpi Oniriche sono i racconti più riusciti ed emblematici. E che dire del geniale “Equivalenza” dove la condanna a morte per un essere umano è data dal sapere con certezza la data della propria morte anche se a distanza di due secoli?
Seguono rappresentazioni che tendono a criticare la società di massa che appiattisce e omologa stupidamente l’uomo moderno.
I medici e i loro responsi qua e là irrompono con il loro gioco di detto e non detto, con sentenze di morte miseri prolungamenti di vita. Il sogno e la potenza allegorica che richiama, la cattiveria umana, l’arte, le condizioni di vita in città, la montagna, l’auto anche personificata .
E qua e là intravedo pure Dio: bellissimo il racconto “Contestato”. E ancora la vita come droga, ma potrei continuare per molto ancora tale è il ricco catalogo contenuto in questa raccolta.
Vi lascio invece con il misto di gioia, stupore, riflessione e ammirazione che sempre mi accompagna quando leggo questo mirabolante scrittore e allora :”Galoppa, fuggi, galoppa superstite fantasia” la tua caro Buzzati che rimpingui la mia.
NoodlesNoodles wrote a review
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noodlesjournal.wordpress.com/2009/11/11/le-notti-difficili-dino-buzzati-1971

Un bel po’ di anni fa lessi questo racconto di Buzzati (toskana-art.it/varie/i_giorni_perduti.htm) che fu una vera rivelazione per il sottoscritto e da allora è rimasta una delle storie letterarie cui sono più legato (a me poi mettimi davanti intrecci sul tempo perduto e mi conquisti subito). Per anni avevo cercato, ma senza un vero impegno, devo ammetterlo, la raccolta che conteneva quella perla, sfogliando in libreria tutti gli indici delle raccolte dello scrittore, ricerca infruttuosa. Finché un amico buzzatiano convinto non mi rivelò che quel microracconto apparteneva a una “micro-sezione” più ampia, intitolata “Solitudini” e che si trovava ne Le notti difficili. E pure quando lo seppi, ci misi un altro po’ di tempo a comprarlo, il libro e ancor più poi a leggerlo. Spesso devi aspettare che si crei il momento giusto nell’intercapedine del tempo che leghi te e un determinato testo… Le storie di Buzzati sono davvero uniche nel panorama letterario italiano, figlie delle atmosfere di Poe e del gusto italiano per lo sberleffo. Alcuni racconti sono un po’ prevedibili e altri sembrano costruiti solo per giungere al coup de théàtre finale, ma i migliori (e ce ne sono tanti) trasmettono un’inquietudine unica, uno sguardo rovesciato eppure possibilista. Questo perché il fantastico buzzatiano è in realtà fortemente legato alla realtà. Una sorta di realismo magico, o di “giornalismo magico”: Buzzati riversa la sua quarantennale esperienza da cronista attraverso lo strabismo critico della letteratura fantastica, un’apparente contraddizione che da frutti prelibatissimi. Ultimo libro del suo autore, che reca in sé quella malinconia rassegnata di chi sa di essere condannato (molti i racconti a tema), è forse anche uno dei suoi più rappresentativi. La stortura, la sfasatura paranormale serve soprattutto a leggere la realtà sotto occhi diversi, sotto quella diversità che forse è anche l’unica in un mondo impazzito e tecnologico, frenetico e multiforme qual è il nostro. Da questo punto di vista Buzzati fu un vero profeta, con ironia e distacco, senza prendersi troppo sul serio, come tutti i grandi fine umoristi della nostra letteratura (prima o poi dovrò pur decidermi a regalarmi i libri di Flaiano).
Antonio Di LetaAntonio Di Leta wrote a review
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antoniodileta.wordpress.com/2014/05/01/le-notti-difficili-dino-buzzati

“È dirigente di una grande industria, ha passato i sessant’anni, ogni mattina si alza alle sei, estate e inverno, alle sette è già in fabbrica dove rimane fino alle otto della sera e oltre. Anche la domenica va a lavorare, pur se lo stabilimento e gli uffici sono deserti; ma un’ora più tardi, ciò che egli considera quasi un vizio. È per eccellenza un uomo serio, ride raramente, non ride mai. D’estate si concede, ma non sempre, una settimana di vacanza nella villa sul lago. Non conosce debolezze di alcun genere, non fuma, non prende caffè, non beve alcolici, non legge romanzi. Non tollera debolezze neppure negli altri. Si crede importante. È importantissimo. Dice cose importanti. Ha amici importanti. Fa solo telefonate importanti. Anche i suoi scherzi in famiglia sono molto importanti. Si crede indispensabile. È indispensabile. I funerali seguiranno domani alle ore 14.30, partendo dall’abitazione dell’estinto”.
(Dino Buzzati, “Le notti difficili”, ed. Oscar Mondadori)

“Le notti difficili” fu l’ultimo libro edito con Buzzati ancora vivente. Si tratta di una raccolta di cinquantuno racconti, nei quali Buzzati dà sfoggio della sua capacità di mescolare il fantastico al reale, alternando i registri della satira, dell’ironia, del sarcasmo, del grottesco, del surreale, e affrontando temi come la solitudine, le illusioni, la morte, la caducità dell’esistenza, l’identità personale. I racconti sono tutti molto brevi, alcuni non sono neanche veri e propri racconti, quanto piuttosto appunti diaristici, e la loro lettura scorre rapida. Buzzati non annoia, che ci parli del traffico milanese o delle immaginarie Alpi Oniriche, di animali assurdi o di anziani che si organizzano per contestare la morte, o ancora di un luminare della medicina che diagnostica una morte certa al suo paziente e che, una volta constatato l’errore, deve comunque essere soddisfatto dall’avvenuta morte dell’uomo. Ho citato solo alcuni esempi di situazioni surreali che Buzzati utilizza per stimolare la sua e la nostra fantasia, ma ciò che ha reso interessanti questi racconti, ai miei occhi, è che gli stessi non sono un esercizio d’immaginazione fine a sé stessa, bensì un modo per affrontare paure, desideri ed emozioni quotidiane, sia pure elaborate in chiave fantastica.
Consigliato se siete in cerca di racconti brevi, divertenti e al tempo stesso densi. Dello stesso autore, suggerisco almeno i romanzi “Il deserto dei tartari” e “Un amore”, nonché un’altra raccolta che ho avuto il piacere di leggere, cioè “La boutique del mistero”.
countingcrow76countingcrow76 wrote a review
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