Le ombre di Pemberley
by Carrie Bebris
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È ormai trascorso quasi un anno dal giorno delle nozze e, dopo le recenti avventure, i Darcy decidono di ritirarsi finalmente nella quiete e nella solitudine dell’amata Pemberley, in attesa della nascita del loro primo figlio. La serenità tuttavia non è destinata a durare. Ben presto, infatti, oscure minacce si addensano sulla coppia: la scoperta di una misteriosa lettera scritta ben diciotto anni prima dalla defunta Lady Anne Fitzwilliam Darcy risveglia ombre dal passato e riapre un caso da tempo dimenticato a proposito di un antico cimelio di famiglia scomparso; una convocazione in appello per Darcy, accusato di furto, rischia di mettere in pericolo non solo il suo buon nome e l’eredità, ma persino la sua libertà; e a peggiorare la situazione, arriva l’autoritaria zia Lady Catherine de Bourgh, la cui occupazione principale sembra essere quella di tormentare la povera Elizabeth. Non c’è pace tra le mura di Pemberley e questa volta i coniugi Darcy dovranno difendere se stessi e il futuro del loro figlio da un nemico che si nasconde nell’ombra.

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ChiaranontaChiaranonta wrote a review
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Giogio53Giogio53 wrote a review
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Neri nella storia, ultimo atto - 09 nov 14
Un libro per amanti di Jane Austen, o quanto meno per qualcuno che ne ha letto i libri e ne ricorda i personaggi. La scrittrice americana, con un passato come editor di romanzi fantasy, agli inizi di questo secolo comincia a pensare di utilizzare i personaggi e le situazioni di fondo dei libri della Austen per creare una saga di romanzi polizieschi (o almeno con una componente di indagine). Apriamo una piccola parentesi: incuriosito dall’idea, ho fatto una piccola ricerca ed ho scoperto che, dal 1813 ad oggi, ci sono almeno 80 scrittori che hanno utilizzato per qualche motivo i personaggi della Austen, per saghe romantiche, gotiche, poliziesche e perfino splatter (ricordavo, infatti, di aver visto in libreria un certo “Orgoglio e pregiudizio e zombie”, da brivido in tutti i sensi). Ma torniamo a Carrie Bebris. Dopo un po’ di gestazione comincerà con “Orgoglio e preveggenza”, producendo altri cinque titoli. Questo è il terzo, basato, come trama (e come si capisce dal titolo inglese, ovviamente ed al solito tradotto stupidamente in italiano; ora c’è un titolo originale dell’autore ed un sottotitolo: vi sembra normale utilizzate il sottotitolo come titolo italiano?) su “L’abbazia di Northanger”. Ovviamente, non si possono lasciare da parte i coniugi Darcy, che sono gli eroi di tutta la saga. Quindi, per gli amanti della Austen, abbiamo Elisabeth Bennett in Darcy che aspetta un figlio, il marito Fitzwilliam Darcy nonché l’insopportabile zia Lady Catherine, Lydia, la civettuola sorella di Elisabeth, nonché il di lei marito George Wickham. Dalla parte dell’abbazia, vengono introdotti i Tilney ed i Thorpe. Purtroppo non trova spazio Catherine, l’eroina di Northan-ger, anche se ad un certo punto Henry Tilney fa un accenno all’esistenza di una moglie. Ma la vi-cenda si svolge dopo i fatti di Northanger narrati dalla Austen, e s’incentra sull’intreccio di una possibile conoscenza tra la defunta Lady Anne, madre di Fitzwilliam, e Helena Tilney, defunta ma-dre dei fratelli Tilney. I coniugi Darcy fanno una visita all’abbazia, pensando di essere ricevuti dai Tilney. Sono invece degli impostori, che mettono poi nei guai Fitzwilliam. Accusato di furto, deve rimanere a Pemberley sotto la guardia dell’odiosa zia. Ma stando nella loro tenuta i nostri avranno modo di esaminare la corrispondenza di Lady Anne, capire cosa si cela dietro il mistero di una sta-tuetta scomparsa, organizzare una festa d’autunno per i villici, ed Elisabeth avrà modo di conoscere meglio il giardiniere ed apprezzare i bei giardini ed i gigli in particolare coltivati dalla defunta Lady. Tra agnizioni e rimembranze si ricostruisce tutta la vicenda. La statuetta faceva parte di una serie di dieci custodite nell’abbazia. Mrs. Tilney, prima di morire, le porta a Pemberley e le nasconde nel giardino. Dove si trova anche la prima, in una scatola di legno con serratura segreta che da ragazzini Fitzwilliam e Wickham cercarono inutilmente di aprire. George se ne ricorda ancora, dopo più di 15 anni, e ne parla con i Thorpe che inscenano tutta una serie di mascheramenti per entrarne in possesso. Anche per che Isabella Thorpe era anche l’amante del Tilney militare, che tuttavia non la vuole sposare. E lei cerca in tutti i modi, alla morte di questi, di riprendersi quanto, ingiusta-mente, ipotizzava suo. Mettendo nei guai la famiglia Darcy. Che è anche nel pieno di una crisi, do-vuta alla gravidanza di Elisabeth, alla presenza di medici incapaci che stanno per perderla, lei in-sieme alla creatura. Fortunatamente la vecchia levatrice salva tutte e due. Abbiamo così anche la famiglia Darcy allietata dalla nascita di Lily-Anne (in onore della nonna e dei gigli, e se leggete il libro capirete perché). La scrittura è una sapiente mescola di invenzioni e di rimandi alle più note scritture della Austen. Tuttavia solo ben conoscendo tutti i particolari se ne apprezza l’acume e l’ironia. Io ne ho ricostruito parte a ritroso, andando a fare un po’ di scavi nelle memorie in rete su Jane Austen ed i suoi scritti. Recuperando qualche sorriso, che altrimenti non ci sarebbe stato. Senza quelle conoscenze il libro è un po’ piatto. Certo ha la capacità di ricostruire duecento anni dopo atmosfere della campagna inglese, ma non certo in modo sufficiente a farne una lettura di buon livello. Forse un passatempo. Che non lascia molti segni dopo essere passato.
Minami77Minami77 wrote a review
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