Le piccole vacanze
by Alberto Arbasino
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Infanzie 'favolose', ragazze 'deliziose', ville sepolte fra gli alberi,parchi, piscine, tennis, biblioteche, vigne in collina... Cacce, boschi,cantine sociali, partite a carte, lezioni d'inglese... Piste da ballo, liricadel Novecento, alberghi di sfollati, studi d'avvocato, licei bombardati,desolate vie provinciali negli anni più bui della guerra e del dopoguerra,crocicchi illuminati dalla luna, nonne con soldi, cavalli, spiagge, film conGreta Garbo, corse in automobile... Studi universitari fatti male,trasalimenti sessuali confusi, droghine fatte in casa... Fanciulline scatenateo svampite, ragazzini pensierosi e giovani scemini che incontrano il primoamore insieme al primo dolore... Dignitose parsimonie... È uno sconfinatopatrimonio d'affetti sentimentali e ridicoli accumulati o sperperati fra leultime estati lunghe in campagna e le prime vacanze brevi al mare...

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35
Ctr bibliotecaCtr biblioteca wrote a review
00
POSIZIONE LIBRERIA
NA188
alicealice wrote a review
02
"[...] addio fiori scale orologio immobile giochi perduti; non sarò ragazzo mai più e neanch'io lo vorrei, però mi è piaciuto molto"
E' costruito come un album, Le piccole vacanze, e come un album si legge, sfogliando, più spesso distratti che non attenti, il resoconto di soggiorni costieri e montani, fabbricati con elegante fattura, tra innamoramenti folli e furiosi, seduzioni calcolate e crudeli (è il caso del racconto Giorgio contro Luciano), sport mondani (come la caccia al marito in famiglie che hanno ragazze dell'età "giusta") e capodanni sprecati; canzoni, rumori (come quello della guerra in sottofondo) e colori (pastello, luminosi, dalla consistenza vellutata e fredda, come i gusti del gelato) intervengono a tenere insieme il tutto, con un garbo apprezzabile malgrado la punta di compiacimento e l'ombra di affezione che guastano il sapore dolce con una nota finale piuttosto amarognola.
Le parti più belle di queste cronachette d'altri tempi, sono quelle nelle quali Arbasino, finalmente sincero, confessa le proprie malinconie di ragazzo e le abbraccia, per crogiolarsi ancora un poco nel tepore del ricordo.

La mente (seguita a stretto giro di posta dalla mano che, solerte, è andata a pescare in libreria il primo volume Bompiani delle opere dello scrittore emiliano) è corsa subito a Tondelli.
Le analogie, numerose ed evidenti, in questo caso mi interessano meno delle differenze: se amo uno e guardo con sospetto l'altro, mi dico, ci deve essere una ragione; una ragione rintracciabile, forse, nel sorriso timido dell'uno, nel sopracciglio perennemente alzato dell'altro, nella modestia ombrosa dell'uno, nella baldanzosa sicumera dell'altro.

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