Le piccole vacanze
by Alberto Arbasino
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Infanzie 'favolose', ragazze 'deliziose', ville sepolte fra gli alberi, parchi, piscine, tennis, biblioteche, vigne in collina... Cacce, boschi, cantine sociali, partite a carte, lezioni d'inglese... Piste da ballo, lirica del Novecento, alberghi di sfollati, studi d'avvocato, licei bombardati, desolate vie provinciali negli anni più bui della guerra e del dopoguerra, crocicchi illuminati dalla luna, nonne con soldi, cavalli, spiagge, film con Greta Garbo, corse in automobile... Studi universitari fatti male, trasalimenti sessuali confusi, droghine fatte in casa... Fanciulline scatenate o svampite, ragazzini pensierosi e giovani scemini che incontrano il primo amore insieme al primo dolore... Dignitose parsimonie... È uno sconfinato patrimonio d'affetti sentimentali e ridicoli accumulati o sperperati fra le ultime estati lunghe in campagna e le prime vacanze brevi al mare...

Enrico Sapienza's Review

Enrico SapienzaEnrico Sapienza wrote a review
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Avevo sempre voluto leggere Arbasino, non ricordo nemmeno perché, se per un suggerimento, se per averlo trovato citato, se per curiosità nei confronti dei suoi titoli.
Ho cominciato da questa raccolta di racconti, che mi ha davvero soddisfatto.
Non tutti i racconti sono allo stesso livello, il piacere nei primi non l'ho ritrovato intatto negli ultimi, ma pazienza, magari è stata anche colpa mia e delle circostanze della lettura.
Mi pare, quella di Arbasino, una scrittura raffinata e colta, ma dotata anche di una certa audacia, di un certo movimento rapido.
Nei primi racconti, quelli che più ho apprezzato (in particolare "I blue jeans...", "Giorgio contro Luciano" e "Povere mete"), mi son ritrovato innamorato e poi angosciato e poi perso nella poesia della bella scrittura, che mi ha più volte commosso: rimpianto per la giovinezza, o testimonianza della sua fine, o ancora disillusa constatazione sono temi ricorrenti e toccanti.
L'uso della punteggiatura mi riporta allo scambio vero di parole, in cui si dicono -si elencano- cose, osservazioni, circostanze in un continuum dove le virgole non hanno dimora (la scrittura è una convenzione, no? A volte si sente la mancanza di qualche segno, per migliorare la lettura, ma l'effetto è piacevole).
Bene, Arbasino.