Le relazioni pericolose
by Pierre Choderlos De Laclos
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Le relazioni pericolose rimane per la critica e per i lettori una pietra miliare di qualsiasi narrativa e un capolavoro indiscutibile del romanzo epistolare. Considerata la molteplicità dei temi, degli intrecci e dei riferimenti letterari, può essere soggetto a varie interpretazioni: c'è chi ... More

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Liberty RoseLiberty Rose wrote a review
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Spoiler Alert
Giochi di potere e seduzione
Tra i romanzi che ho amato particolarmente c'è sicuramente LE RELAZIONI PERICOLOSE di Choderlos de Laclos, pubblicato nel 1782 in forma epistolare e considerato uno dei capolavori della letteratura francese. Attraverso 175 lettere che una serie di personaggi dell'alta società parigina si scambiano tra di loro, l'autore evidenzia il cinismo, la corruzione, i giochi di potere e di seduzione che si celano dietro la facciata di una società che si ritiene elevata e illuminata, che che conserva dentro di sé tenebre oscure. Ovviamente l'opera fu aspramente criticata, quando venne pubblicata, censurata e causò numerosi problemi all'autore, prima che giungesse il riconoscimento per le indubbie qualità letterarie e narrative del romanzo.
Attraverso lo scambio epistolare, di lettere che, pur essendo state scritte nel settecento, continuano ancora oggi a esercitare un certo fascino e a catturare il lettore con la sua prosa, emergono due protagonisti possenti, pieni di sfaccettature e per niente scontati.
Il Visconte di Valmont è un cinico libertino che decide di conquistare la casta e religiosa Madame de Tourvel, in una sorta di sfida con la marchesa de Merteuil, sua ex amante, che non solo lo guida nella seduzione di Madame Tourvel, ma lo spinge anche a compromettere la giovane Cecile, invaghita del giovane Danceny. In un intreccio di relazioni, di cinismo e di sentimenti, la storia precipiterà verso un drammatico epilogo.
Da questo romanzo è stato tratto il bellissimo e famosissimo film di Stephen Frears con Glenn Close, John Malkovich e Michelle Pfeiffer.
TerenzioTerenzio wrote a review
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betulle&peoniebetulle&peonie wrote a review
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La Rivoluzione francese ha avuto il pregio di spazzare via, almeno per un periodo, una moltitudine di nobili sfaccendati, licenziosi e ipocriti, la cui vita era basata sull’arte dell’apparire e del tramare alle spalle, a volte per ottenere benefici, più spesso per noia; una generazione di sanguisughe, abituata per nascita a sfruttare il lavoro e le debolezze altrui.
Il romanzo, i cui protagonisti sono i migliori rappresentanti della nobiltà di Francia, è davvero audace e spudorato, non tanto per le scene di sesso che, più o meno esplicitamente, vien narrato, ma per l’uso spregevole che del sesso viene fatto; esso diviene arma di vendetta, nella migliore delle ipotesi, ma soprattutto giocattolo contro la noia. E come fossero bambole i più fragili vengono usati per i propri fini e poi distrutti. E a nulla serve il finale moralista che punisce i cattivi. Sicuramente il sacrificio dei puri, o di quelli che sarebbero potuti rimanere tali se il Male non li avesse corrotti, è davvero troppo, anche per gli ottimisti.
La storia, in centinaia di epistole, racconta di come il visconte di Valmont e la marchesa de Merteuil, due irriducibili libertini, abbiano piegato ai propri voleri e stravolto inesorabilmente il destino di due giovani che si amavano e quello di una moglie pia e devota che sarebbe sicuramente rimasta tale se non si fosse sinceramente innamorata di Valmont, che con lei ha solo voluto giocare (o almeno, se Valmont l’amò davvero sta al lettore deciderlo). Vendetta, sesso, gelosia e noia definiscono una società decadente, che pure l’Illuminismo avrebbe dovuto illuminare, ma che visse nel lusso sfrenato e nell'abbandono prima della grande e terribile rivoluzione.
La scrittura è complessa, a tratti estenuante, e non solo per la forma epistolare dell’opera, ma anche per lo stile antico e pomposo, ossequioso fino allo spasmo, talora servile, subdolo sempre; dove il non detto vale molto più del detto, le intenzioni malevole si nascondono dietro a un complimento e la menzogna distrugge ogni buona intenzione.
Ottima la definizione dei caratteri dei personaggi, operazione in cui Laclos dà veramente il meglio dell’opera: nessuno è incompiuto e di ciascuno si danno elementi per capire e, purtroppo, per giudicare.
Indimenticabili i due film che all’opera si sono ispirati, entrambi magnifici, anche se io alla versione di Milos Forman ho sinceramente preferito quella di Stephen Frears, per l’intensità interpretativa di John Malkovich e di Glenn Close.
SlideawaySlideaway wrote a review
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Un mondo di amori dissacranti
Riletto a distanza di 7 anni, anche in questo caso per merito del film di Stephen Frears, talmente ben fatto da invogliare alla lettura per immergersi nel mondo di questi crudeli libertini ancora per qualche ora.
Il libro è un romanzo epistolare, ben strutturato e in grado di descrivere molto bene i tratti psicologici dei personaggi, non tutte le lettere destano però lo stesso interesse e ci si ritrova in breve ad attendere la corrispondenza tra la Marchesa di Marteuil e il Visconte di Valmont: interessante e piena di verve. In questo romanzo si rimane affascinati dai "cattivi" dalla loro terribile strategia nel prendersi gioco dei sentimenti altrui, i buoni (ad eccetto della presidentessa di Tourvel con cui è facile empatizzare) sono abbastanza noiosi, forse perchè così facilmente manipolabili. Torno a parlare del film perchè, a mio parere, questo è uno dei pochi casi in cui la visione precedente è addirittura in grado di "potenziare" la forza del romanzo, soprattutto a causa della scelta memorabile degli attori. La cattiveria ironica della Marchesa è espressa in ogni primo piano da Glenn Close; il candore, la dolcezza e la "discesa negli inferi" della seduzione si legge in ogni sguardo di una bellissima Michelle Pfeiffer....e Valmont....lo si ama! John Malkovich è irresistibile in questo ruolo. Mette in scena con le due protagoniste un gioco seduttivo che è palpabile ad ogni scena, l'atteggiamento del personaggio è scanzonato e drammatico allo stesso tempo. Gli sguardi desideranti verso la signora di Tourvel sono talmente coinvolgenti che non è ben chiaro fino a che punto il nostro Marchese stia davvero "giocando a farla sua" piuttosto che cedere lui stesso ad un sentimento che non conosce ma che questa donna, per la prima volta gli ispira. La contraddizione tra i gesti calcolati per la conquista e la fisicità, che parla invece di vero innamoramento, sono recitati in modo magistrale dall'attore. Per non parlare di quanto il Visconte sia sensuale in ogni suo aspetto, avrebbe conquistato chiunque....e non mi stupisco che anche la Pfeiffer durante le riprese del film abbia perso la testa per Malkovich.