Le signore in nero
by Madeleine St John
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Sydney 1950. Sui manichini spiccano le gonne a balze e i corpetti arricchiti degli accessori più preziosi. Ma Goode’s non sono solo i più grandi magazzini della città, dove trovare l’abito all’ultima moda. Per quattro donne che lavorano sono anche l’unica occasione di indipendenza. Mentre con le loro eleganti divise di colore nero consigliano le clienti su tessuti e modelli, nel loro intimo coltivano sogni di libertà, di un ruolo diverso da quello di figlia, moglie e madre. Lesley sogna di continuare a studiare, anche se il padre non ne vuole sentir parlare. Poi c’è Patty che solo sul lavoro sente di valere qualcosa, mentre a casa il marito la tratta come fosse trasparente. Anche per Fay andare al grande magazzino ogni mattina significa sentirsi meno sola. A sorvergliarle come una madre c’è Magda: le sprona a inseguire i loro desideri e a trovare il proprio stile nel vestire, a coltivare l’idea che una donna possa raggiungere qualsiasi obiettivo. Per tutte è in arrivo un tempo di grandi cambiamenti e opportunità inaspettate. Tra un party, un nuovo vestito e nuove consapevolezze, Lesley, Patty, Fay e Magda vivranno il momento magico in cui si decide chi si vuole essere davvero.

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LeggoperpiacereLeggoperpiacere wrote a review
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IreIre wrote a review
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Quando parliamo di donna in nero pensiamo al lutto, ma non è così, la copertina dovrebbe suggerirvi la corretta strada. Siamo nella Sydney anni ’50, un’Australia moderna, festaiola ed emancipata che già conoscevo dai reportage dell’autobiografia di Agatha Christie (leggetela perdio! Nessun’altra donna come lei, è riuscita a cogliere il potenziale divertimento del vivere) che lì andava a fare surf negli anni ’20 (già…). Più precisamente siamo da Goode’s, un grande magazzino di abbigliamento e, ancor più precisamente, nel reparto abiti da cocktail e in quello dei modelli esclusivi (firme francesi per lo più), attorno ai quali lavorano le commesse abbigliate di nero.

Per farvi capire la trama basterebbe citare le fiction televisive italiane, da Commesse al Paradiso delle signore, perchè più o meno quella è l’onda lunga, però c’è un sottofondo dolce e ironico che la differenzia e che non permette di arrivare alla fine con in bocca la parola “banale”, sebbene “prevedibile” credo che un po’ ci possa stare.

C’è la brillante studentessa che vuole finanziarsi l’università e finisce per innamorarsi di un abito firmato in cui si sente davvero se stessa. C’è la bella australiana sana e forte che, dopo varie non proprio innocenti vicissitudini, si sposa in quattro e quattr’otto con un affascinante e apparentemente ricco (apparentemente…) emigrato ungherese, e chissà chi lo sa. C’è una donna timida e remissiva che all’improvviso spaventa suo marito con un’inaspettata sensualità da camicia da notte nera di pizzo (lui scappa, scappa sul serio). E tutto gira attorno a loro, agli acquisti natalizi (ricordiamoci che in Australia in quel periodo è estate e si comprano costumi da bagno per andare in spiaggia) e ai successivi caotici indiavolati saldi.

Lo so che non vi invoglio a leggerlo, ma invece dovreste farlo, perchè questa scrittrice, con la sua leggiadria, riesce ad avvicinarci tutti i personaggi, così tanto che è difficile non immedesimarsi in qualcuno.

La mia preferita? Magda, la commessa dei modelli esclusivi, con un passato da non ben identificata profuga ungherese e invece è slovena, parla francese, sguazza tra Dior e Celine, vende l’impossibile, sembra velenosa come una serpe e invece educa le ragazze e combina matrimoni. É strana, è ambigua, è mondana, è distaccata, è continentale, è elegante e raffinata, ma qualcosa sfugge. Ho adorato lei e il rapporto con il marito, di una complicità invidiabile, lui favoloso che le dice che, nonostante sia grassa, è una dea con qualsiasi costume pur di sbrigarsi ad andare a fare una nuotata (che lo pensi o meno, è di secondaria importanza, l’importante è andare in spiaggia). Forse starei bene con un uomo così, che sdrammatizza e rende divertente qualsiasi cosa, con una flemma quasi britannica che non cela il luccichio birichino dei suoi occhi. E che mi dice che sono bella pur di non aver rotture di scatole :)))

Mi piace che si raccontino le storie delle persone, che ci siano anche i temporanei lieto fine, ma che vengano lasciati aperti, con amarezza forse, con dolceamarezza, perchè lo sappiamo tutti che niente dura una vita, nemmeno la vita stessa, e ciò che inesorabilmente ci rovina, sono aspettative e disillusioni. Per questo ho riportato quella citazione all’inizio, la sento molto mia.

Non è un libro didattico e impegnativo, sfiora il romanzo di formazione, ma lo sfiora soltanto, è lieve. Ha quella leggerezza che sembra svanire e invece, senza accorgersene, lascia tracce dentro. Come una carezza dopo quel sentimento terribile chiamato disincanto.

LauraLaura wrote a review
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Lamicianera🐱Lamicianera🐱 wrote a review
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GLI SCENEGGIATORI DI "COMMESSE" TELENOVELA DI QUALCHE ANNO FA POTREBBERLO AVERLO LETTO????
Ma voi ve li ricordate i grandi magazzini? Quei palazzi ai quali si accedeva tramite pesanti porte di vetro (che dovevi aprire con le tue mani, mica esistevano ancora quelle automatiche!) e che, al loro interno raccoglievano tutto ciò che poteva servire ad una persona, dalla biancheria intima all'abbigliamento, passando per la biancheria per la casa, i gioielli, i profumi, le scarpe...
Leggere "Le signore in nero",soprattutto se avete un'età vicino alla mia, ve li riporterù alla mente. Non avevo altissime aspettative. ma non mi aspettavo nemmeno una trama così prevedibile, e personaggi così poco approfonditi... L’unica figura un po’ più alternativa/dinamica mi è sembrata quella di Magda.
E' un romanzo schematico dove avviene esattamente quello che ti aspetti. Il racconto e' , nello stesso tempo tenuto su toni leggeri e sofisticati non privi della giusta ironia, la moda diventa sfizioso pretesto per parlare di emancipazione femminile e integrazione. Nella Sidney degli anni '50 le donne possono aspirare a brillanti carriere nei mestieri "da donne" le commesse, ad esempio. In alcuni momenti la storia è trattata con tale garbo e intelligenza da far pensare a Barbara Pym, ma è solo un attimo.
Lo salva da una insufficenza la scrittura della St John, è la vera chicca di questa piccola storia: una scrittura moderna e senza sbavature che porta il lettore a immaginare ogni particolare, dagli abiti venduti alle acconciature delle protagoniste, grazie alle descrizioni dell'autrice, senza per questo appesantire la trama
Anche Emile Zola non ha saputo resistere alla tentazione di sbrinciare in "Grande magazzino" con il suo "Al paradiso delle signore", ma questa è tutt'altra storia.


Georgiana1792Georgiana1792 wrote a review
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Al Paradiso delle Signore
Ambientato nella Sydney degli anni Cinquanta, questo romanzo segue la vita di alcune delle commesse di Goode's, i grandi magazzini più importanti della città, e, in particolare, della sezione più affascinante, quella dell'abbigliamento femminile.
Lesley va a lavorare da Goode's solo temporaneamente, per guadagnare qualche soldo in attesa di sapere come sono andati gli esami di diploma, e con la speranza di ricevere una borsa di studio per andare all'università (dove il padre, però, non vorrebbe mandarla). È la prima volta che usa il nome Lisa al posto del suo, che non le è mai piaciuto.
Fay ha un passato travagliato e ormai è disincantata. Sa che per lei sarà difficile poter trovare un marito, ma è comunque una ragazza piena di vita.
Patty è sposata da diversi anni, ma non ha avuto figli. Suo marito Frank è una persona molto introversa, che non la fa sentire apprezzata e che, dentro di sé, soffre molto per la mancanza di figli.
Magda arriva dalla Yugoslavia - è slovena - e vive nella comunità di europei di Sydney, che sono soprattutto ungheresi, come suo marito Stefan. Magda è la più raffinata delle commesse, tanto che il suo regno è quello dei Modelli esclusivi, dove arrivano abiti firmati in una sola taglia. Chiunque acquisterà uno di quegli abiti sa che non lo potrà trovare addosso a nessun'altra donna a Sydney (a meno che quella non sia andata a comprarlo a Melbourne).
Il racconto comprende alcune settimane prima e dopo il Natale, con gli acquisti per le feste a prezzo pieno prima, e con la corsa ai saldi dopo. (E ogni tanto mi dimenticavo che il romanzo era ambientato a Sydney e mi sembrava strano che volessero andare a mare).
Un romanzo pubblicato nel 1993, quando i grandi magazzini cominciavano a declinare per cedere il posto ai centri commerciali; una storia che suscita una grande malinconia, ma che letto adesso, in un periodo in cui i remake de Il paradiso delle signore sono stati scritti e adattati per la TV e il cinema in tutte le salse, mi è sembrato troppo banale, anche se è interessante vedere questa ambientazione della Sydney del dopoguerra.
DebaDeba wrote a review
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Insulso
Insulsissimo
NannerlNannerl wrote a review
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