Le sorelle Bunner
by Edith Wharton
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Ann Eliza ed Evelina Bunner gestiscono una bottega di fiori artificiali e piccoli oggetti cuciti a mano in una zona povera di New York. La loro vita tranquilla cambia il giorno in cui Ann Eliza, la sorella maggiore, regala a Evelina un orologio. Metafora tangibile del tempo che passa, questo minuscolo evento sarà l’innesco di una serie inarrestabile di cambiamenti: dall’incontro con il venditore dell’orologio, Herman Ramy, che possiede «il negozio più strano del mondo», fino alla presa di coscienza che la loro rassicurante routine è divenuta una «intollerabile monotonia» a cui porre rimedio. Ancora una volta Edith Wharton concentra la sua attenzione sulla condizione femminile e introduce temi modernissimi per l’epoca, tra cui la critica all’idea che il matrimonio o un’unione sentimentale siano condizioni necessarie per la realizzazione di una donna.

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3
SunriseSunrise wrote a review
02
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graziagrazia wrote a review
25
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Spoiler Alert
Quando di un autore/autrice ho già letto tutto il meglio, l’esperienza mi dice di lasciar perdere se esce qualche opera ripescata dagli editori in fondo a cassetti dimenticati. Eppure spesso ci ricasco. E’ il caso di questo breve (per fortuna) romanzo di EW.
Storia di due sorelle sartine/modiste nella NY già tentacolare di fine ottocento.
Le vicissitudini cui andranno incontro si intuiscono già a pg 13 quando Ann Eliza, la maggiore, regala a Evelina, la minore, un orologio per il suo compleanno (orologio da tavolo, che idea bizzarra per un compleanno !?!) descrivendo con dovizia di dettagli il proprietario del negozio in cui l’ha acquistato.
Di origine tedesca (evidenziata con parole storpiate in modo stereotipato nei dialoghi) il tizio si insinua nelle loro vite, le due si lasciano trascinare e a pg. 55 ecco la dichiarazione d’amore fatta (contrariamente a quanto le due si aspettavano) a Ann Eliza : “… lei fa proprio al caso mio, signorina Bunner, è la verità… penso che siamo fatti l’uno per l’altra … mi sono sempre piaciuti i suoi modi tranquilli: non pianta grane, non si dà delle arie e non ha paura di laforare (non è un refuso è l’accento tedesco!!!)”.
Roba da scappare a gambe levate. Invece no e poi va tutto a catafascio: Ann Eliza declina, il tizio ripiega su Evelina. La sposa, la depreda della scarsa dote e se la svigna con un’altra.
Ci sono ancora un paio di “colpi di scena” prima di arrivare alla fine di questa triste storia ma li lascio da scoprire a chi si farà attrarre dal nome dell’autrice e dalla graziosa copertina come è successo a me e mal me ne incolse.