Le stagioni di Giacomo
by Mario Rigoni Stern
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Una piccola comunità dell'altipiano di Asiago esce stremata dalla Grande Guerra: ovunque macerie, povertà, disoccupazione. Chi non emigra ha davanti a sé un solo, pericoloso mestiere, quello del "recuperante": battere la montagna alla ricerca di residui bellici da rivendere ai grossisti di metalli per pochi centesimi. Giacomo, il protagonista del romanzo, impara il mestiere fin da bambino, al seguito del padre. Nel silenzio dei monti, impara a dialogare con i soldati scomparsi, ma anche a conoscere e decifrare il linguaggio segreto di piante e animali.

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zombie49zombie49 wrote a review
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Dieci anni sull'altipiano
La Grande Guerra è finita e, in un paese sull’altopiano di Asiago, si ricostruisce la chiesa distrutta e s’issano sul campanile, a forza di braccia, sei campane che portano nomi maschili e femminili. Nel 1929 Giacomo comincia il suo lavoro da recuperante per raggranellare gli spiccioli per il cinema. A otto anni d’estate lavora come custode delle mucche e con una vanghetta scava nelle trincee e nei luoghi delle battaglie alla ricerca di residuati bellici per rivendere rame, piombo, polvere da sparo ai commercianti in città. E’ un lavoro pericoloso e duro, necessario per garantire la sopravvivenza quotidiana. Spesso i recuperanti trovano le ossa dei soldati caduti nei combattimenti, accomunati nella morte senza distinzione di nazionalità. La famiglia di Giacomo vive in una miseria dignitosa: il padre, emigrato in Francia, fa il minatore; la madre lavora nei campi e cucina polenta nel latte per attenuare la fame dei figli. Olga, la sorella di Giacomo, si sposa ed emigra in Australia col marito Matteo: negli anni ’30 l’emigrazione è x molti un sogno di riscatto dalla miseria. I ragazzi s’iscrivono al partito fascista perché organizza gare di sci; gli uomini x trovare lavoro nella costruzione di un monumentale cimitero di guerra. Mentre Mussolini celebra la vittoria in Etiopia, il malcontento comincia a serpeggiare fra i contadini e gli operai. La conclusione è amara: nel 1941 Mario e Giacomo partono x la guerra, e per caso s’incontrano un’ultima volta. Il libro contiene tratti autobiografici, perché uno dei compagni di Giacomo è proprio Mario. E’ il racconto che avrebbero potuto fare i nostri nonni, un racconto duro, lontano dalla retorica militarista e sopra le parti, e pure carico di commozione e poesia. E’ il ricordo dei soldati e dei poveri, vittime di tutte le guerre, che hanno pagato sulla loro pelle l’ambizione dei potenti. Solo Remarque, un grande scrittore purtroppo ormai quasi dimenticato, ha saputo descrivere con uguale sensibilità quel periodo storico.
cris56cris56 wrote a review
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Io sto leggendoIo sto leggendo wrote a review
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