Lisario o il piacere infinito delle donne
by Antonella Cilento
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Lisario Morales è muta a causa di un maldestro intervento chirurgico, ma legge di nascosto Cervantes e scrive lettere alla Madonna. È poco più di una bambina quando le propongono per la prima volta il matrimonio: per sottrarsi a quest'obbligo cade addormentata.
Quando non può opporsi alla viole
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AindaAinda wrote a review
04
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Siamo nella Napoli del 600,tra rivolte popolari e feste sfarzose della nobiltà di allora,tra la dominazione spagnola,ferrea e religiosissima,e la secolare anarchia e agnosticismo del popolo napoletano.Qui si sviluppa la vita e le vicende della muta Lisario,figlia di un generale importante della guardia spagnola,che,come era costume dell'epoca,viene costretta a sposare un uomo non amato,più vecchio di lei e pure malato.Come unica forma di ribellione decide di richiudersi in un sonno profondo e prolungato che costringe la famiglia non solo a sospendere le nozze ma a cercare un rimedio per non vedere la propria figlia lasciarsi morire così.Per caso viene inviato un giovane medico,dopo tanti tentativi falliti di suoi illustri colleghi,e lui intuisce che si trattava solo di finzione e stimolando i sensi della ragazza riesce a risvegliarla.Tutti gridano al miracolo,e lei stessa crede di aver trovato finalmente in quell'uomo colui che possa comprenderla non solo nel corpo ma soprattutto nel cuore e nell'anima.Purtroppo si sbagliava perchè il suo salvatore,divenuto poi suo marito decide di usarla per capire la natura della sessualità femminile,costringendola ad umilianti sedute di studio della sua intimità.Il romanzo prosegue seguendo Lisario in una nuova avventura amorosa,questa volta più vera e sincera,il tutto attraversando rivolte,epidemie,uccisioni,massacri,in quella Napoli sotterraneamente esplosiva come il vulcano che da sempre l'abbraccia come un mantello,a volte benevolo a volte ferale.Il libro è scritto benissimo,e prende fino all'ultima riga,si capisce tutta l'esperienza e la capacità di costruzione della Cilento,che ha scritto molti libri.La metafora della protagonista,muta e totalmente asservita ad una società maschilista,è purtroppo la condizione di tante donne nel mondo ancora oggi,e solamente l'istruzione ed una ferrea volontà possono mutare le cose(come succede a Lisario nel libro).
Penelope48Penelope48 wrote a review
215
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In Fine

storia di un adolescente napoletana del 1600, muta, ribelle e atipica. Già perché Belisario, Lisario per gli amici, si ribella dormendo. Riesce a dormire per mesi e mesi, pur continuando a svolgere le sue funzioni corporee di base; certo nel 1600 non esistevano le flebo ma ci si arrangiava comunque. Oltre al mutismo e alla narcolessia, Lisario ha anche un altra peculiarità, forse la più strana di tutte, ma sicuramente quella che alla fin fine la salverà dal destino infame. Infatti, non si capisce come, la ragazza abbia imparato autonomamente e all'insaputa di tutti a scrivere e a leggere nella biblioteca paterna. Questa qualità le permette di comunicare, attraverso lunghe lettere, quasi un diario, con la sua cara amica "La Signora Santissima della Corona delle Sette Spine ecc. ecc."

Incontriamo Lisario giovane adolescente, addormentata da mesi per protesta contro il matrimonio con un vecchiardo ricco e bavoso, tutti i medici consultati hanno fallito. Arriva in città dal nord Europa, un giovane presunto medico in cerca di fortuna, fortuna che trova risvegliando Lisario grazie ad un segreta e piacevole terapia. I due si sposano e il medico, entusiasta del potere che il matrimonio gli da su Lisario, intraprende degli strani studi ed esperimenti coinvolgendo la moglie ribelle che, annoiata, prende a dilettarsi con un giovane pittore. Da qui in poi la storia prosegue come tante altre.

Bravissima l'autrice che con la sua scrittura mi ha tenuta incollata alle pagine. Trama ingegnosa e ben intrecciata nella quale ben s'inseriscono Masaniello, Caravaggio e i suoi discepoli. Menzione d'onore che le guadagna la quarta stella, va al capitolo finale intitolato "In Fine"!

Finalmente un romanzo con un finale ben scritto, dove tutti i nodi si sciolgono e i personaggi ci lasciano dopo aver portato a compimento la loro storia. Ecco il capitolo "In Fine" dovrebbe essere obbligatorio per legge!!

Questi finali aperti, multipli, sospesi, liquidi, sanno tanto di scrittore che non sa più che pesci pigliare e... punto e basta. Un imbroglio, insomma

BambuBambu wrote a review
016
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Nella Napoli del Seicento, alla bella e giovane Lisario è stata tolta la voce. Cosi', quando sente dire che i suoi genitori le hanno scelto un marito vecchio e detestabile, non potendo protestare altrimenti, si addormenta. Dorme per mesi, fino a quando un medicastro spagnolo - Avicente Inguelmano - giunto alla corte di Napoli riesce, con sorpresa perfino di se stesso, a destarla, usando metodi indicibili, che devono rimanere segreti. Il "miracolo" gli guadagna fama, clienti e moglie: Lisario gli viene infatti offerta in sposa.
Se dapprima la nuova vita con il medico-marito sembra quasi divertire la ragazza, a poco a poco il matrimonio si fa sempre più detestabile. Avicente è ossessionato dalla moglie e dalla ricerca del perché e del percome le donne possano provare piacere, anche da sole - e non una, ma infinite volte.
E' da qui che si sviluppa il desiderio di Lisario di fuggire e di inseguire il vero amore (e forse il vero piacere), che trova nel mondo degli artisti che, numerosi, popolano la Napoli dell'epoca.
Ne segue una trama rocambolesca che prende a prestito dalle fiabe, dalla Bibbia, dalle opere cavalleresche dell'epoca e dalle tragedie shakespeariane, di cui Lisario è (in gran segreto) avida lettrice.

Lo sfondo storico e' uno dei punti di forza del romanzo. Ben descritto negli aspetti macro (Napoli, la rivoluzione, Masaniello), non lesina i dettagli della quotidianità (dai pidocchi che popolano felicemente i corpi dei nostri eroi agli olezzi che dominano gli ambienti in cui vivono). La "leggerezza" con cui tratta un tema che leggero non è (l'oppressione dei più deboli, qui raffigurati da Lisario, simbolo di coloro cui è stata tolta la voce ma che trovano comunque un modo per farsi sentire) e' ottenuta anche attraverso l'uso dell'ironia, che riesce a strappare qualche sorriso - ma ogni tanto esagera, uno dei pochi difetti del libro.

Consigliato a chi attraverso la storia del passato desidera interrogarsi sul presente.
ღ▪ℇℓℓiє☆ღ▪ℇℓℓiє☆ wrote a review
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A questo libro manca indubbiamente qualcosa. Benchè in molti gli attribuiscano il difetto opposto ( ossia quello di eccedere in descrizioni fin troppo pompose, barocche e ricche) secondo me la Cilento ha dimenticato di aggiungere qualcosa di essenziale.
Secondo me ciò che manca è un po' un "fil rouge", la coesione, non sempre facile da mantenere in un libro ricco di eventi e personaggi come è questo qui.
Il libro non mi è dispiaciuto, anzi! Ne ho molto apprezzato l'anima verace e sensuale della prima parte che, a mio parere, un poco si stempera e si perde nella seconda per lasciare spazio ad una storia d'amore non troppo convincente.
I personaggi sono belli, non tutti all'altezza della storia ma tutti ( o quasi) ben caratterizzati: a volte la Cilento eccede in una vena macchiettistica che, se da un lato è coerente con il tono della storia e con l'ambientazione, dall'altro rischia di far cadere alcuni personaggi nel calderone del clichè ( è il caso di De sweerts che, francamente, sembra una checca isterica XD è un omosessuale del 600. Stop. Non deve fare i siparietti ò__ò).
Altro difetto, come ho detto prima, è che il tema principale si perde e le tanto affascinanti premesse vengono molto stemperate e, alla fin fine, di questo "potere" delle donne capaci di essere indipendenti dagli uomini in tutti i campi ( anche quello sessuale, metafora dell'emancipazione ultima), quasi ci si dimentica.
Il libro tuttavia è piacevole, ripeto.
Di certo una storia che l'autrice aveva piacere di raccontare e sulla quale si è molto documentata: ricchissima e sincera la descrizione della Napoli seicentesca dove sfarzo e miseria convivevano anche nelle case più ricche.
paospaos wrote a review
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