Lo specchio nello specchio
by Michael Ende
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Solo chi avrà il coraggio di affrontare il surreale potrà venir fuori dal magico labirinto…
Giramondo, funamboli, angeli, dittatori, donne obese, principesse si muovono attraverso stanze, palcoscenici, deserti, cattedrali e creano storie di volta in volta poetiche, bizzarre, assurde, surreali,
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Gargaros's Review

GargarosGargaros wrote a review
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(*)(*)(*)(*)(*)
Spoiler Alert
Un labirinto della mente
C'è un passo, nell'ultimo racconto, che getta sull'intero libro una natura di romanzo, anziché di antologia. E' buffo che nessuno lo abbia notato, a parte me. In rete in effetti ho letto varie recensioni, ma in nessuna si fa riferimento a questo fatto. Potrei allora aver frainteso io? Il passo è questo:

"Vuoi dire un gomitolo di filo da poter seguire per tornare indietro, una volta compita la tua impresa? Non ti servirebbe a niente, amico mio, perché appena questa porta si sarà richiusa alle tue spalle, tu non saprai più nulla di me, né io di te. Non sapresti neppure che cosa potrebbe significare l'inutile gomitolo che tieni in mano e lo getteresti via. Passerai attraverso molte trasformazioni, da un'immagine all'altra. E ogni volta crederai di svegliarti e non ricorderai più nulla del sogno precedente. Precipiterai dall'interno nell'interno dell'interno e sempre più oltre, fino nell'interno dell'interno, senza ricordarti, attraverso la vita e la morte e sempre sarai un altro e sempre lo stesso, là dove non esistono differenze."

I personaggi delle storie sono in verità uno solo, che entra in un labirinto alla ricerca di qualcosa, e non ne può uscire più, perché il labirinto è anche quello della mente. Una mente che sogna, dimentica, reinventa, ma il cui inconscio resta uno e non manca di affiorare qua e là (nelle situazioni, negli oggetti che ricorrono da questo a quell'episodio, come rimandi infiniti di un solo riflesso). Che si chiami Hur o con qualsiasi altro nome non ha importanza, perché a ogni risveglio nel sogno comincia una nuova vita, nuovi ricordi.
Libro letto molti anni fa, riletto oggi nell'ambito di un GDL. Mi piacque allora e mi piace oggi, perché parla di sogni e perché è sublime nel trascinare in visioni sempre descritte con capacità, con stile. La rilettura ha fatto riaffiorare solo qualche similitudine di troppo, e qualcuna anche bruttina, ma sono inezie.
GargarosGargaros wrote a review
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Spoiler Alert
Un labirinto della mente
C'è un passo, nell'ultimo racconto, che getta sull'intero libro una natura di romanzo, anziché di antologia. E' buffo che nessuno lo abbia notato, a parte me. In rete in effetti ho letto varie recensioni, ma in nessuna si fa riferimento a questo fatto. Potrei allora aver frainteso io? Il passo è questo:

"Vuoi dire un gomitolo di filo da poter seguire per tornare indietro, una volta compita la tua impresa? Non ti servirebbe a niente, amico mio, perché appena questa porta si sarà richiusa alle tue spalle, tu non saprai più nulla di me, né io di te. Non sapresti neppure che cosa potrebbe significare l'inutile gomitolo che tieni in mano e lo getteresti via. Passerai attraverso molte trasformazioni, da un'immagine all'altra. E ogni volta crederai di svegliarti e non ricorderai più nulla del sogno precedente. Precipiterai dall'interno nell'interno dell'interno e sempre più oltre, fino nell'interno dell'interno, senza ricordarti, attraverso la vita e la morte e sempre sarai un altro e sempre lo stesso, là dove non esistono differenze."

I personaggi delle storie sono in verità uno solo, che entra in un labirinto alla ricerca di qualcosa, e non ne può uscire più, perché il labirinto è anche quello della mente. Una mente che sogna, dimentica, reinventa, ma il cui inconscio resta uno e non manca di affiorare qua e là (nelle situazioni, negli oggetti che ricorrono da questo a quell'episodio, come rimandi infiniti di un solo riflesso). Che si chiami Hur o con qualsiasi altro nome non ha importanza, perché a ogni risveglio nel sogno comincia una nuova vita, nuovi ricordi.
Libro letto molti anni fa, riletto oggi nell'ambito di un GDL. Mi piacque allora e mi piace oggi, perché parla di sogni e perché è sublime nel trascinare in visioni sempre descritte con capacità, con stile. La rilettura ha fatto riaffiorare solo qualche similitudine di troppo, e qualcuna anche bruttina, ma sono inezie.